Approfondimento

IVA trimestrale o mensile 2026: quale scegliere

in
IVA trimestrale o mensile 2026: quale scegliere
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 23 Dicembre 2025🔄 Aggiornato il 21 Maggio 2026

IVA trimestrale o mensile 2026: criteri di scelta e impatto sul cash flow

La scelta tra liquidazione IVA mensile e trimestrale incide su cassa, costi amministrativi e maggiorazione 1%. Soglie 2026: trimestrale opzionale per chi nel 2025 ha realizzato volume d’affari ≤ 500.000 € (servizi) o ≤ 800.000 € (beni). La trimestrale costa l’1% in più ma libera cassa per 60 giorni in media.

  • Soglie 500.000 € servizi e 800.000 € beni
  • Maggiorazione trimestrale +1% sul dovuto
  • 4 scadenze trimestrali vs 12 mensili
  • Impatto cash flow stimato

1. Le due opzioni e le soglie 2026

La liquidazione IVA è disciplinata dall’art. 1 c. 1 D.P.R. 100/1998 per la mensile (regime ordinario) e dall’art. 7 D.P.R. 542/1999 per la trimestrale (regime opzionale).

Possono optare per la trimestrale i contribuenti che nell’anno solare precedente (2025) hanno realizzato un volume d’affari (somma operazioni rilevanti IVA) non superiore a:

AttivitàSoglia volume d’affari
Prestazioni di servizi500.000 €
Cessioni di beni o attività mista800.000 €

Per attività miste si guarda il volume complessivo; il limite si applica per intero. Se nel 2025 il volume d’affari ha superato la soglia, dal 1° gennaio 2026 si torna automaticamente in regime mensile.

2. Come si esercita l’opzione

L’opzione per la trimestrale è una scelta per comportamento concludente: si manifesta semplicemente effettuando la prima liquidazione e versamento secondo le scadenze trimestrali. Va poi confermata nella dichiarazione IVA annuale (modello IVA, quadro VO, casella VO2). L’opzione vincola per un anno solare; al termine si rinnova tacitamente di anno in anno fino a revoca o decadenza per superamento soglie.

Scadenze 2026 per i trimestrali:

TrimestreVersamento
1° trim (gennaio-marzo)18 maggio 2026
2° trim (aprile-giugno)20 agosto 2026
3° trim (luglio-settembre)16 novembre 2026
Saldo annuale (4° trim incluso)16 marzo 2027

I trimestrali “speciali” (autotrasportatori, distributori carburanti, ricicli, ricerche) versano senza maggiorazione del 1% perché in regime di liquidazione naturale trimestrale.

3. La maggiorazione 1% trimestrale

I trimestrali “per opzione” (non i naturali) devono applicare una maggiorazione dell’1% sull’imposta dovuta per ciascun trimestre, esclusa l’ultima rata di marzo (saldo annuale). La maggiorazione compensa l’allungamento del termine di versamento di circa 60 giorni rispetto al mensile.

IVA da versare trimestrale = (IVA debito − IVA credito) × 1,01

La maggiorazione si versa in F24 con codici tributo specifici: 6031 (1° trim), 6032 (2°), 6033 (3°), 6099 (interessi 1% sui trimestrali). Il saldo annuale al 16 marzo NON sconta la maggiorazione.

Attenzione. Se nel periodo si chiude in credito IVA, non si paga nulla e la maggiorazione non si applica. Il credito IVA trimestrale può essere chiesto a rimborso o in compensazione (art. 38-bis DPR 633/72) se supera 2.582,28 € e ricorrono le condizioni di legge (aliquota media, esportazioni, cessazione).

4. Impatto sul cash flow: esempi

Esempio 1 — PMI servizi, IVA trimestrale media 8.000 €

IVA dovuta nei primi 3 trimestri 2026: 8.000 € × 3 = 24.000 €.
Maggiorazione 1%: 24.000 × 1% = 240 € l’anno.
Vantaggio cash flow: in media le 9 mensilità di IVA dovute sotto regime mensile vengono “differite” di 2 mesi → ipotizzando un costo del denaro del 4% annuo per fido bancario, lo slittamento di 24.000 × 2/12 × 4% = 160 € risparmiati. Conviene la mensile per 80 € l’anno.

Esempio 2 — Stessa PMI ma con anticipi fattura

Stesse cifre di sopra, ma l’impresa lavora con anticipi su fatture al 7% di costo medio. Risparmio cash flow: 24.000 × 2/12 × 7% = 280 €. Costo maggiorazione: 240 €. Conviene la trimestrale di 40 € + risparmio amministrativo (meno scadenze, meno LIPE separate).

In generale: la trimestrale conviene economicamente quando il costo del denaro per l’impresa supera l’1%/anno netto (quasi sempre).

5. Quando conviene davvero la trimestrale

Profili a favore della trimestrale:

  • Impresa con costo medio del denaro > 1% (es. utilizza fido o anticipi);
  • Flussi di cassa irregolari (stagionalità, lavori a SAL);
  • Volume d’affari ben sotto soglia e stabile;
  • Studio professionale che preferisce 4 scadenze a 12;
  • Contribuente con poche operazioni IVA (forfettario non incluso: il forfettario non liquida IVA).

Profili a favore della mensile:

  • Volume d’affari vicino alla soglia (rischio decadenza in corso d’anno);
  • Credito IVA strutturale: la mensile consente compensazioni più frequenti (sopra 5.000 € serve visto di conformità);
  • Impresa che vuole “sentire” mese per mese il proprio andamento fiscale;
  • Operatore con tante operazioni con l’estero (regime mensile in tempo reale facilita riconciliazioni).
Attenzione. Cambiare regime in corso d’anno non è ammesso: l’opzione vale per l’intero anno solare. Se nel 2026 supererete la soglia (es. volume servizi sale a 520.000 €), dal 1° gennaio 2027 sarete obbligati al regime mensile. Conviene quindi monitorare il volume d’affari progressivo a fine settembre, per anticipare l’organizzazione contabile.

Hai bisogno di un commercialista per questa pratica?

Il network di Fiscoinvestimenti seleziona professionisti qualificati e ti aiuta a trovare quello giusto per la tua situazione. Servizio gratuito, primo contatto entro 24 ore.

Trova un commercialista →
Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
AM
Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.