BTP nel 2026: rendimento, tassazione 12,5% e rischi da conoscere
I Buoni del Tesoro Poliennali restano il cardine del risparmio italiano: rendimenti netti spesso superiori al 3%, tassazione agevolata al 12,5% e mercato secondario liquido. Ma nel 2026, dopo anni di tassi alti, capire come scegliere la durata e gestire il rischio prezzo è più importante che mai.
- Aliquota 12,5% su cedole e capital gain
- Tassi nominali 2026 in fascia 3,2–4,1% su 10 anni
- Rischio prezzo legato alla duration
- Nessun bollo titoli aggiuntivo: solo 0,2% dossier
1. Cosa è un BTP e perché lo Stato lo emette
Il Buono del Tesoro Poliennale (BTP) è un titolo di Stato a medio-lungo termine emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il Dipartimento del Tesoro. Ha durata da 3 a 50 anni (BTP Matusalemme), cedola fissa semestrale e rimborso del valore nominale alla scadenza.
Lo Stato emette BTP per finanziare il debito pubblico in modo strutturale, sfruttando la liquidità degli investitori italiani ed esteri. Il mercato di riferimento per il secondario è il MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni) gestito da Borsa Italiana.
2. La tassazione agevolata al 12,5%
I BTP godono dell’aliquota fiscale agevolata del 12,5%, fissata dall’art. 5 del D.Lgs. 239/1996 per i titoli pubblici italiani. L’aliquota si applica a:
- cedole semestrali, tassate alla maturazione;
- plusvalenza in conto capitale (differenza positiva tra prezzo di vendita o rimborso e prezzo d’acquisto);
- scarto di emissione (per BTP emessi sotto la pari).
La stessa aliquota 12,5% si applica anche a titoli di Stato di altri Paesi white list (USA, Germania, Francia, Spagna, ecc.), in base al D.M. 4 settembre 1996 e successive integrazioni.
3. Rendimento effettivo: cedole + plusvalenze + rimborso
Il rendimento di un BTP si compone di tre elementi:
Cedole semestrali
Sono pagate ogni 6 mesi, fisse per tutta la durata del titolo, e calcolate sul valore nominale (di solito 1.000 euro per unità). Esempio: un BTP con cedola annua 3,80% paga 19 euro lordi a semestre per ogni 1.000 euro nominali, con ritenuta 12,5% → 16,63 euro netti.
Plusvalenza/minusvalenza in conto capitale
Si realizza se si vende prima della scadenza a un prezzo diverso da quello di carico. È un «reddito diverso» ex art. 67 c. 1 lett. c-bis TUIR, tassato al 12,5% (per BTP). Può essere positiva (BTP comprato sotto la pari, prezzo salito) o negativa (BTP comprato a premio o nuovo rialzo dei tassi).
Rimborso del valore nominale
A scadenza, lo Stato rimborsa il 100% del valore nominale. Se il BTP era stato comprato sotto la pari (es. 96,50), si realizza una plusvalenza di 3,50 per ogni 100 di nominale, tassata al 12,5%.
4. Tipologie di BTP: nominale, Italia, indicizzato, Più
BTP Nominale
Il classico, durata 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30, 50 anni. Cedola fissa semestrale. Quotato sul MOT in modo continuo.
BTP Italia
Indicizzato all’inflazione italiana (FOI senza tabacchi). Cedole reali fisse, ma calcolate su nominale rivalutato; premio fedeltà per chi tiene fino a scadenza (0,4%–1%). Durata 4–8 anni. Pensato per i piccoli risparmiatori.
BTP€i
Indicizzato all’inflazione europea HICP ex-tobacco. Tipico per investitori istituzionali, durate lunghe.
BTP Più (introdotto 2025)
Step-up: cedola crescente nei primi 4 anni, opzione di rimborso anticipato a 4 anni con valore nominale. Durata 8 anni totali. Premio fedeltà 1% se tenuto a scadenza.
BTP Valore
Lanciato 2023, step-up con cedole crescenti progressive. Durate 4, 5, 6 anni. Premio fedeltà (0,5–0,8%).
5. Rischi principali
Rischio prezzo (duration)
Quando i tassi di mercato salgono, il prezzo dei BTP scende. Un BTP a 10 anni con duration 8,5 perde circa 8,5% di valore per ogni +1% di tassi. Tenere a scadenza elimina questo rischio (a meno di default).
Rischio inflazione
Un BTP nominale con cedola 3,5% in scenario di inflazione 4% genera rendimento reale negativo. I BTP Italia e BTP€i offrono protezione esplicita all’inflazione.
Rischio emittente
Lo Stato italiano ha rating BBB (S&P, 2026) o equivalente. Il rischio default è basso ma esiste. Lo spread BTP-Bund è il barometro principale.
Rischio liquidità
BTP lunghi e poco scambiati possono avere spread denaro-lettera ampi, soprattutto in fasi di volatilità.
6. Acquisto in asta e sul secondario
In asta
Il MEF emette BTP attraverso aste mensili, con calendario pubblicato in anticipo sul sito del Dipartimento del Tesoro. Le aste sono riservate agli operatori specialisti, ma il piccolo risparmiatore può partecipare attraverso il proprio broker (Fineco, IWBank, Banca Sella, Directa) prenotando entro il giorno precedente. Vantaggio: nessuna commissione bid-ask, prezzo determinato dall’asta. Limite: importi multipli di 1.000 euro nominali.
Sul secondario MOT
Tramite il proprio broker si può comprare e vendere in tempo reale durante l’orario di Borsa (9:00–17:30). Commissioni tipiche: 0,05–0,10% sul controvalore con un minimo di 2–7 euro. Si pagano i ratei di interesse maturati (parte di cedola già accumulata dall’ultimo stacco), che vengono recuperati alla cedola successiva.
7. Esempi numerici concreti 2026
Esempio 1 — BTP 10 anni acquistato in asta
Luca compra 10.000 euro nominali di BTP scadenza 1° ottobre 2036, cedola 3,80% annuo, in asta a 99,20.
Costo: 10.000 × 0,9920 = 9.920 euro. Cedole annue lorde: 380 euro → nette 332,50 euro (12,5%). A scadenza, rimborso 10.000 euro → plusvalenza 80 euro → netta 70 euro.
Rendimento totale netto: (332,50 × 10) + 70 = 3.395 euro su capitale 9.920 = circa 34,2% in 10 anni, pari a YTM netto circa 2,98%.
Esempio 2 — BTP Italia 6 anni
Maria sottoscrive 5.000 euro di BTP Italia 6 anni durante il collocamento, cedola reale 2,00%, premio fedeltà 1% a scadenza. Ipotesi inflazione media 2,5% annua.
Cedole reali su nominale rivalutato: anno 1 capitale 5.125 → cedola 102,50 lordi; anno 2 capitale 5.253 → cedola 105,06; e così via. Sommando le cedole nette al 12,5% e il premio fedeltà 50 euro netti, il rendimento totale netto stimato è di circa 1.420 euro, pari a YTM netto circa 4,1% (cedola reale + protezione inflazione).
Esempio 3 — Vendita anticipata con perdita
Giuseppe ha comprato nel 2024 un BTP scadenza 2034 cedola 4,20% pagando 102,30. Nel 2026 i tassi sono saliti e il BTP vale 95,80. Vende 8.000 nominali.
Prezzo vendita: 8.000 × 0,958 = 7.664 euro. Prezzo carico: 8.000 × 1,023 = 8.184 euro. Minusvalenza in conto capitale: 520 euro, che entra nello zainetto fiscale al 12,5% (al 76,92% se prima del 30/06/2014) e può compensare future plusvalenze su altri strumenti diversi entro 4 anni.
8. BTP nel portafoglio: pesi e strategie
Il peso dei BTP in portafoglio varia con età, obiettivi e profilo di rischio. Alcune indicazioni generali:
- Portafoglio bilanciato (40–60% obbligazionario): BTP nominali 5–15 anni come componente core, eventualmente integrati con BTP Italia per protezione inflazione (10–20%);
- Portafoglio conservativo (60–80% obbligazionario): scala di scadenze BTP da 2 a 10 anni, eventualmente con BTP€i o BTP Valore per diversificare il rischio;
- Investitore senior in fase pensione: BTP brevi e medi (2–5 anni) per generare cedole semestrali costanti e ridurre rischio prezzo;
- Strategia ladder: comprare BTP a scadenze scaglionate (es. 2027, 2029, 2031, 2033, 2035) per avere flussi di reinvestimento regolari e neutralizzare il rischio tasso.
Il BTP è lo strumento più democratico del risparmio italiano: chi sa scegliere durata, tipo e timing può estrarre rendimenti netti competitivi con un livello di rischio gestibile e una tassazione tra le più favorevoli dell’intero panorama finanziario.
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