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Quanto costa aprire una SRLS nel 2026

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Fisco Investimenti - fisco
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Gennaio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026
In sintesi. Aprire una SRLS nel 2026 costa tra 500 e 700 euro di spese fisse obbligatorie (imposte, diritti camerali, bollo), più il capitale sociale da versare integralmente (minimo 1 euro, in pratica consigliato almeno 1.000-5.000 euro). L’onorario notarile è ridotto o azzerato per il modello standard ministeriale.

Spese fisse obbligatorie: la lista completa

La SRLS è stata pensata per ridurre i costi di accesso alla forma societaria. Tuttavia, esistono oneri fiscali e amministrativi che non possono essere eliminati, indipendentemente dal notaio scelto o dalla semplicità dell’operazione. La query “costi srls 2026” è tra le più cercate da chi si avvicina per la prima volta a questa forma societaria.

Le spese fisse da sostenere nel 2026 per la costituzione di una SRLS sono:

Voce di costo Importo 2026 Ente beneficiario Note
Imposta di registro 200 euro Agenzia delle Entrate Importo fisso, indipendente dal capitale
Imposta di bollo 155-200 euro Agenzia delle Entrate 16 euro per foglio dell’atto costitutivo (ca. 9-12 fogli)
Diritti di segreteria CCIAA 90 euro Camera di Commercio Iscrizione al Registro Imprese
Tassa di concessione governativa 88 euro Agenzia delle Entrate Prima iscrizione Registro Imprese
Rimborso spese notarili 50-200 euro Notaio Onorario ridotto per modello standard; nessun compenso professionale vero e proprio
Diritto annuale CCIAA (primo anno) 100-200 euro Camera di Commercio Varia in base alla Camera e al fatturato stimato

Totale spese fisse stimate: 680-880 euro per il primo anno (incluso diritto annuale CCIAA), senza contare il capitale sociale versato.

L’onorario notarile: perché è ridotto (o azzerato)

Il principale vantaggio della SRLS rispetto alla SRL ordinaria è la disciplina delle spese notarili. La legge 27/2012 ha stabilito che, per le SRLS costituite con il modello standard ministeriale, l’atto costitutivo è redatto senza onorario professionale vero e proprio: il notaio riceve solo il rimborso delle spese vive (anticipazioni fiscali, bolli, diritti) e può richiedere un rimborso forfettario per l’attività di stipula.

Nella pratica del 2026, il comportamento degli studi notarili varia:

  • Notai nelle grandi città (Milano, Roma, Torino): rimborso spese da 100 a 200 euro, raramente superiore
  • Notai in città medio-piccole: rimborso spese da 50 a 150 euro
  • Notai che applicano tariffe “all-inclusive”: alcune parcelle indicano un importo forfettario di 400-600 euro che include tutte le voci (spese fiscali + rimborso notaio)

È importante richiedere preventivo scritto prima di procedere, specificando che si tratta di SRLS con modello standard. La trasparenza tariffaria notarile è regolata dalla legge 4/2013: il notaio è tenuto a indicare il preventivo prima della stipula.

A differenza della SRL ordinaria — dove l’onorario notarile per la sola redazione dello statuto personalizzato può variare tra 1.000 e 2.500 euro — la SRLS elimina di fatto questa voce di costo.

Il capitale sociale: quanto versare davvero

Il capitale minimo è 1 euro, ma la scelta del capitale ha implicazioni pratiche molto concrete che vanno oltre il minimo normativo. La domanda “apertura srls notaio quanto costa” nasconde spesso anche la questione del capitale ottimale.

Considerazioni pratiche sul capitale della SRLS nel 2026:

  • Con 1-100 euro: la società è costituita legalmente ma è percepita come scarsamente affidabile da fornitori e banche. Non consigliato per attività che richiedono credito commerciale o rapporti con controparti strutturate.
  • Con 1.000-3.000 euro: soluzione minima accettabile per attività di servizi a basso rischio. Sufficiente per aprire il conto corrente societario (alcune banche richiedono almeno 1.000 euro).
  • Con 5.000-9.999 euro: soluzione intermedia che offre un minimo di solidità percepita, pur rimanendo entro i limiti della SRLS. Consigliata per attività commerciali o che prevedono rapporti con la pubblica amministrazione.

Il capitale versato è immobilizzato nella società (non è un costo, ma un asset del bilancio): può essere utilizzato per le spese operative della società ma non restituito ai soci durante la vita ordinaria della SRLS, salvo riduzione del capitale o scioglimento.

Esempio 1 — Costo totale per apertura SRLS unipersonale con 3.000 euro di capitale.
Spese di costituzione (spese fisse + rimborso notaio): 750 euro
Capitale sociale versato: 3.000 euro
Esborso totale al momento della costituzione: 3.750 euro
Di cui: spese irrecuperabili (imposte, diritti) = 750 euro; capitale = 3.000 euro (asset societario).
Per confronto, la stessa struttura come SRL ordinaria: spese di costituzione 2.000 euro + capitale minimo 10.000 euro (di cui 2.500 da versare subito) = esborso immediato 4.500 euro, con 7.500 euro da versare entro 90 giorni.
Esempio 2 — Costo totale per apertura SRLS con due soci e 6.000 euro di capitale.
Spese di costituzione (spese fisse + rimborso notaio): 800 euro
Capitale sociale versato: 6.000 euro (3.000 ciascuno)
Esborso totale: 6.800 euro (pari a 3.400 euro pro-capite)
Costi ricorrenti anno 1: diritto annuale CCIAA 150 euro, tassa concessione governativa annuale 309,87 euro, tenuta contabilità (commercialista esterno) 1.200-3.000 euro/anno. Totale costi ricorrenti anno 1: circa 1.700-3.500 euro oltre alle imposte sul reddito societario.

Costi ricorrenti dopo la costituzione

I costi di costituzione sono un pagamento una tantum. I costi ricorrenti della SRLS includono:

  • Diritto annuale CCIAA: 100-300 euro/anno (varia per Camera e fascia di fatturato)
  • Tassa di concessione governativa annuale: 309,87 euro/anno (entro il 16 marzo)
  • Commercialista: 1.200-4.000 euro/anno per tenuta contabilità ordinaria, dichiarazioni IVA mensili/trimestrali, bilancio annuale, dichiarazione dei redditi (Unico SC), CU amministratore, F24 periodici
  • Software gestionale/fatturazione elettronica: 150-500 euro/anno
  • Conto corrente societario: 0-300 euro/anno (molte banche offrono conti business gratuiti per il primo anno)

Per una stima dettagliata del costo del commercialista, si rinvia all’articolo Costi commercialista SRLS: tariffe 2026. Per il regime fiscale complessivo, si veda Regime fiscale SRLS 2026: IRES, IRAP, tassazione.

Domande frequenti

Quanto costa aprire una SRLS online senza notaio?

Non è possibile costituire una SRLS senza notaio. L’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico notarile, come previsto dall’art. 2463-bis c.c. Non esiste una procedura telematica di autocostituzione senza intervento del notaio per le SRLS, a differenza di quanto avviene in alcuni altri paesi europei. Il notaio è obbligatorio anche nel caso del modello standard ministeriale, che riduce i costi ma non elimina la necessità della forma pubblica notarile.

Le spese di costituzione sono deducibili dal reddito della SRLS?

Sì. I costi di costituzione (imposte di registro, bollo, diritti camerali, rimborso notaio) sono spese di impianto deducibili fiscalmente. Ai sensi dei principi contabili OIC 24, i costi di impianto possono essere capitalizzati nell’attivo dello stato patrimoniale e ammortizzati in un massimo di 5 anni, oppure spesati integralmente nell’esercizio in cui sono sostenuti. La scelta tra le due modalità è rimessa alla valutazione del commercialista in funzione della situazione patrimoniale iniziale della società.

Quanto tempo occorre per aprire una SRLS dal momento della decisione?

I tempi tecnici sono relativamente rapidi. La fase pre-notarile (scelta dell’oggetto sociale, raccolta documenti, apertura conto per versamento capitale) richiede 3-7 giorni. L’atto notarile si fissa in pochi giorni dalla disponibilità delle parti. L’iscrizione al Registro delle Imprese avviene entro 24-72 ore dall’invio telematico da parte del notaio. L’attribuzione del codice fiscale e partita IVA è quasi contestuale. In totale, dalla decisione all’operatività è realistico un percorso di 10-15 giorni lavorativi.

Il capitale versato al momento della costituzione rimane bloccato?

Il capitale non è “bloccato” in senso assoluto: può essere utilizzato per le spese operative della società (affitti, fornitori, stipendi). Non può però essere restituito direttamente ai soci durante la vita normale della società, se non tramite una delibera di riduzione del capitale (soggetta a procedura con tutela dei creditori, art. 2482 c.c.) o tramite la distribuzione di utili. In pratica, il capitale è un fondo a disposizione della società, non dei soci personalmente.

È necessario aprire un conto corrente intestato alla SRLS prima dell’atto notarile?

Non è obbligatorio aprire un conto corrente prima dell’atto notarile, ma è la prassi consigliata. Il versamento del capitale può essere effettuato anche nelle mani degli amministratori designati (ex art. 2463-bis c.c.), ma la modalità più diffusa e sicura è il versamento su un conto corrente aperto a nome della “SRLS in costituzione” presso una banca. Alcune banche richiedono la bozza dell’atto costitutivo per aprire il conto pre-costituzione. Dopo l’iscrizione al Registro delle Imprese, il conto viene intestato alla società.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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