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Detrazione abbonamento trasporti pubblici 2026: limite 250 euro

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 23 Aprile 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Detrazione abbonamento trasporti pubblici 2026: limite 250 euro

Le spese per abbonamenti a trasporti pubblici locali, regionali e interregionali sono detraibili al 19% fino a un limite massimo di 250 euro per contribuente, ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera i-ter) del TUIR. La detrazione massima ottenibile è quindi 47,50 euro. Si applica anche alle spese sostenute per i familiari a carico e copre bus, metro, treno regionale e altri mezzi pubblici.

  • Limite 250 euro: come si calcola e per chi vale
  • Quali abbonamenti rientrano e quali sono esclusi
  • Detrarre l’abbonamento per un familiare a carico
  • Documentazione necessaria: biglietto nominativo e pagamento tracciabile

1. La norma e l’ambito soggettivo

L’art. 15, comma 1, lettera i-ter) del TUIR prevede la detrazione del 19% delle spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La norma è stata introdotta per incentivare l’uso dei mezzi pubblici come alternativa all’auto privata, con un chiaro profilo ambientale oltre che fiscale.

La detrazione spetta al contribuente che acquista l’abbonamento. Se l’abbonamento è intestato a un familiare fiscalmente a carico (figlio, coniuge), il contribuente può detrarre la spesa nel proprio 730. Non è invece detraibile l’abbonamento acquistato per un familiare non a carico.

Non vi è franchigia da applicare: l’importo speso è interamente detraibile al 19%, fino al tetto di 250 euro. Al di sopra di tale soglia, la spesa eccedente non produce beneficio fiscale.

Limite per persona. I 250 euro di limite si applicano per ciascun contribuente e per ciascun familiare a carico per il quale si acquista l’abbonamento. Una famiglia con due figli a carico che acquistano abbonamenti può in teoria detrarre tre distinti importi da 250 euro ciascuno.

2. Limite, aliquota e abbonamenti ammessi

La detrazione massima ottenibile è 250 × 19% = 47,50 euro per contribuente/familiare a carico. Si tratta di un importo modesto, ma la misura è cumulabile con tutte le altre detrazioni del quadro E e non richiede franchigie.

Tipo di abbonamento Detraibile Note
Abbonamento mensile metro/bus urbano Si Fino a 250 € totali
Abbonamento annuale treno regionale Si Trasporto interregionale incluso
Abbonamento mensile tram/funivia urbana Si Se parte del sistema TPL
Biglietto singolo (non abbonamento) No Solo abbonamenti, non corsa singola
Abbonamento taxi o NCC No Non rientra nel trasporto pubblico
Abbonamento treni Intercity/Frecciarossa No Alta velocità e IC non ammessi

Un elemento importante: la norma richiede che si tratti di un servizio di trasporto pubblico, ossia gestito da soggetti concessionari o autorizzati. I servizi di car sharing, scooter sharing o bike sharing non rientrano nella detrazione, anche se erogati tramite abbonamento.

I treni di alta velocità (Frecciarossa, Frecciargento, Italo) e gli Intercity non sono considerati trasporto pubblico locale o regionale ai fini della detrazione. Sono invece ammessi i treni regionali di Trenitalia (e degli altri operatori regionali), i servizi ferroviari metropolitani (SFM), le metropolitane di tutte le città.

3. Esempi pratici di calcolo

Esempio 1 — Abbonamento mensile metro, costo 35 euro/mese

Stefano acquista ogni mese un abbonamento alla metropolitana di Milano per 35 euro, con carta di credito. In un anno spende 35 × 12 = 420 euro. Il limite detraibile è 250 euro. Detrazione: 250 × 19% = 47,50 euro. I restanti 170 euro (420 – 250) non producono ulteriore detrazione. La spesa va indicata nel quadro E del 730 per il massimo consentito di 250 euro.

Esempio 2 — Abbonamento treno regionale per figlio a carico, 180 euro annui

Laura acquista per la figlia Sara (18 anni, fiscalmente a carico) un abbonamento annuale al treno regionale del costo di 180 euro, pagato con bonifico. Poiché 180 euro è inferiore al limite di 250 euro, la detrazione si calcola sull’intero importo: 180 × 19% = 34,20 euro. Laura indica 180 euro nel quadro E del suo 730, specificando che la spesa è per un familiare a carico. Il risparmio è modesto ma reale e cumulabile con le altre spese del quadro E.

4. Documentazione e casi particolari

Per poter detrarre la spesa, l’abbonamento deve essere nominativo e il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento). Un abbonamento non nominativo, acquistato in contanti, non è detraibile.

Nella pratica, molti abbonamenti ai trasporti pubblici sono già nominativi per natura (es. la tessera Atm di Milano, la card Trenitalia). Per questi, basta conservare la ricevuta di acquisto o l’estratto conto che attesta il pagamento. Per gli abbonamenti rinnovabili automaticamente tramite domiciliazione bancaria, l’estratto conto è sufficiente.

Abbonamento pagato in parte dal datore di lavoro

Se il datore di lavoro rimborsa o sostituisce parzialmente l’abbonamento, la parte rimborsata non è detraibile dal lavoratore (non vi è stato un esborso). Solo la quota effettivamente pagata di tasca propria concorre alla detrazione, entro il limite di 250 euro. I rimborsi di abbonamenti da parte del datore di lavoro sono esenti IRPEF fino a certi importi (art. 51, comma 2 TUIR), il che rende questo benefit particolarmente efficiente fiscalmente.

Per un quadro completo delle detrazioni IRPEF, si rimanda alla guida IRPEF 2026: aliquote e scaglioni e alla scheda sulle altre detrazioni a limite fisso.

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Anche importi piccoli, sommati con le altre spese del quadro E, costruiscono un risparmio fiscale significativo nel 730. Un commercialista verifica che non manchino voci detraibili nella tua dichiarazione.

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Domande frequenti

Posso detrarre l’abbonamento Frecciarossa o Intercity?

No. I servizi ferroviari di alta velocità (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) e gli Intercity non rientrano nel trasporto pubblico locale o regionale ai fini della detrazione. Sono ammessi solo i treni regionali, le metropolitane, i bus urbani e interurbani di linea, i tram e i servizi ferroviari metropolitani.

Il limite di 250 euro si applica per famiglia o per singolo contribuente?

Il limite di 250 euro si applica per ciascun contribuente e per ciascun familiare a carico per il quale si acquista l’abbonamento. Un contribuente con coniuge e due figli a carico che acquistano tutti abbonamenti può detrarre fino a 4 × 250 = 1.000 euro complessivi, con una detrazione massima di 190 euro.

L’abbonamento acquistato in contanti è detraibile?

No. Dal 2020 le spese detraibili devono essere pagate con strumenti tracciabili. Un abbonamento acquistato in contanti alla biglietteria non consente la detrazione. Occorre pagare con carta, bonifico o app di pagamento elettronico, conservando la ricevuta.

Il bike sharing o lo scooter sharing sono detraibili?

No. I servizi di bike sharing, scooter sharing e car sharing non rientrano nella definizione di trasporto pubblico locale ai fini della detrazione, anche se si sottoscrive un abbonamento mensile o annuale. La detrazione è riservata ai servizi di trasporto collettivo su linee regolari gestite da soggetti concessionari.

Dove si indica la detrazione trasporti nel 730?

Nel quadro E del Modello 730, alla riga E41 (oneri per cui spetta la detrazione del 19% — altre spese). Va indicato l’importo speso, fino al massimo di 250 euro per ciascun soggetto (sé e familiari a carico). Il software del CAF o del commercialista applicherà automaticamente il 19% e calcolerà la detrazione.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.


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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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