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Dichiarazione successione 2026: come compilarla, scadenza

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Fisco Investimenti - legale
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 26 Gennaio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Dichiarazione successione 2026: come compilarla, scadenza

La dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi dall’apertura della successione, esclusivamente per via telematica dal 2025. L’art. 28 D.Lgs. 346/1990 stabilisce chi è obbligato, cosa includere e quali documenti allegare. Con la riforma D.Lgs. 139/2024 l’imposta si autoliquida contestualmente alla dichiarazione.

  • Scadenza 12 mesi dalla data del decesso
  • Chi è obbligato a presentarla e chi è esonerato
  • Quadri del modello AdE e documenti necessari
  • Sanzioni per omissione o presentazione tardiva

1. Chi deve presentare la dichiarazione di successione

L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione è stabilito dall’art. 28 D.Lgs. 346/1990. Sono tenuti alla presentazione, in solido tra loro, i seguenti soggetti: gli eredi (sia legittimi che testamentari), i legatari e i loro rappresentanti legali, gli immessi nel possesso dei beni (anche in via temporanea), gli amministratori dell’eredità e i curatori delle eredità giacenti.

Non sono tenuti alla dichiarazione quando l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, l’attivo ereditario ha un valore inferiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. Questa esenzione dall’obbligo dichiarativo non significa esenzione dall’imposta: se successivamente emergono beni o il valore supera la soglia, la dichiarazione va presentata entro un anno dalla data in cui si è verificata la variazione.

In sintesi. La soglia di 100.000 euro per l’esenzione dall’obbligo dichiarativo si riferisce all’attivo lordo, non al netto delle passività. Un conto bancario da 120.000 euro obbliga alla dichiarazione anche se i debiti del defunto azzerano il patrimonio netto.

Termine di presentazione

Il termine ordinario è di dodici mesi dall’apertura della successione (data del decesso). Se il defunto risiedeva all’estero, il termine è di dodici mesi dal rientro in Italia dei soggetti tenuti alla presentazione o dalla data in cui hanno avuto notizia della morte. In caso di successione testamentaria, il termine decorre dalla data di pubblicazione del testamento.

Dal 1° gennaio 2025, per le successioni aperte dopo tale data, la dichiarazione può essere presentata esclusivamente per via telematica, tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate o per il tramite di intermediari abilitati (professionisti iscritti agli albi, Caf).

2. Struttura del modello AdE e documenti necessari

Il modello di dichiarazione di successione è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate ed è articolato in quadri distinti, ciascuno dedicato a una categoria di beni o a informazioni sui soggetti coinvolti.

Quadro Contenuto Note
Frontespizio Dati del defunto e dei dichiaranti Codice fiscale obbligatorio
Quadro EA Eredi e legatari Quote e grado di parentela
Quadro EB Beni immobili e diritti reali Valore catastale rivalutato
Quadro EC Aziende, quote societarie, azioni Perizia se non quotate
Quadro ED Navi, imbarcazioni, aeromobili Valore di libro o di mercato
Quadro EE Altri beni e diritti (liquidità, crediti) Estratti conto alla data del decesso
Quadro EP Passività deducibili Debiti documentati con data certa
Quadro EF Liquidazione dell’imposta Autoliquidazione dal 2025

Documenti da allegare

La dichiarazione deve essere corredata dei seguenti documenti: copia del certificato di morte o della dichiarazione sostitutiva; copia del testamento (se presente), con l’atto di pubblicazione del notaio; estratto catastale aggiornato per ogni immobile; estratti conto bancari e postali alla data del decesso; perizia giurata per le partecipazioni in società non quotate; documentazione delle passività (contratti di mutuo, fatture, estratti conto creditori).

3. Calcolo dell’imposta autoliquidata

Con la riforma D.Lgs. 139/2024, il dichiarante calcola autonomamente l’imposta nel quadro EF e versa il dovuto entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione. L’Agenzia delle Entrate può successivamente controllare la dichiarazione e notificare avvisi di accertamento in caso di errori.

Esempio 1 — Successione con due eredi e immobile

Attivo ereditario: appartamento valore catastale rivalutato 480.000 euro + conti 60.000 euro = 540.000 euro.
Passività deducibili: mutuo residuo 80.000 euro + spese funebri 1.032 euro = 81.032 euro.
Attivo netto: 458.968 euro.
Eredi: due figli in parti uguali (229.484 euro ciascuno).
Franchigia per figlio: 1.000.000 euro.
Imposta di successione: 0 euro (quota sotto franchigia).
Da versare entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione: 0 euro di imposta successione + imposte ipotecaria e catastale per l’immobile.

Esempio 2 — Successione testamentaria con legatario estraneo

Lascito testamentario: 200.000 euro in denaro a un amico del defunto (legatario estraneo).
Aliquota applicabile: 8% (nessuna franchigia per estranei).
Imposta autoliquidata: 200.000 × 8% = 16.000 euro.
Termine di pagamento: entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione.
Rateizzazione: importo superiore a 1.000 euro, quindi possibile in massimo 8 rate trimestrali da 2.000 euro ciascuna.

4. Sanzioni per omissione e ravvedimento operoso

La mancata presentazione della dichiarazione di successione entro il termine di dodici mesi espone gli eredi a sanzioni amministrative. L’omissione è punita con una sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (art. 50 D.Lgs. 346/1990). Se non vi è imposta dovuta, la sanzione è da 250 euro a 1.000 euro.

La presentazione tardiva entro 30 giorni dalla scadenza è punita con la sanzione ridotta al 25%. Dopo i 30 giorni e fino a 90 giorni dalla scadenza, la riduzione è al 50%. Oltre i 90 giorni si applica la sanzione piena.

Ravvedimento operoso

È possibile sanare spontaneamente l’omissione o l’errore dichiarativo tramite ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), presentando la dichiarazione tardiva e versando la sanzione ridotta secondo le percentuali previste dalla norma, che si riducono progressivamente in funzione della tempestività del ravvedimento. Per le modalità operative del ravvedimento si rinvia alla guida Ravvedimento operoso 2026: errori su versamenti e dichiarazioni.

Attenzione. Se la successione comprende immobili, la mancata presentazione della dichiarazione impedisce la voltura catastale e il passaggio della proprietà risultante negli atti pubblici, bloccando de facto qualsiasi operazione sul bene (vendita, mutuo, ristrutturazione con agevolazioni).

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Domande frequenti

Qual è la scadenza per la dichiarazione di successione nel 2026?

La dichiarazione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso (art. 28 D.Lgs. 346/1990). Se il defunto risiedeva all’estero, il termine decorre dalla data in cui gli eredi residenti in Italia hanno avuto notizia della morte. Non sono previste proroghe automatiche.

Si può presentare la dichiarazione di successione senza intermediario?

Sì, dal 2025 la dichiarazione si presenta esclusivamente per via telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. In alternativa ci si può rivolgere a un intermediario abilitato (commercialista, avvocato, CAF) che trasmette telematicamente per conto dell’erede.

Cosa succede se ci sono più eredi che devono presentare la dichiarazione?

Gli eredi sono obbligati in solido: è sufficiente che uno di loro presenti la dichiarazione per adempiere all’obbligo per tutti. Tuttavia, ciascun erede risponde solidalmente per l’imposta relativa alla propria quota. In pratica, di norma un solo erede o il professionista incaricato trasmette l’unica dichiarazione comprensiva di tutte le quote.

Come si valorizza il conto corrente bancario nella dichiarazione?

I conti correnti bancari e postali si dichiarano per il saldo risultante alla data del decesso, documentato da estratto conto rilasciato dalla banca. Ai depositi bancari non si applica alcun moltiplicatore catastale: il valore dichiarato è quello nominale. I titoli di Stato (BOT, BTP, CCT) sono esenti dall’imposta di successione ma vanno comunque indicati per completezza.

È possibile pagare l’imposta di successione a rate?

Sì. Quando l’imposta autoliquidata supera 1.000 euro, è possibile rateizzare in massimo otto rate trimestrali di pari importo. La prima rata va versata entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione. Sulle rate successive si applicano gli interessi legali. La rateizzazione non richiede istanza preventiva all’Agenzia delle Entrate.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.


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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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