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Buono Soluzione Eredità: come funziona il BFP per le successioni

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Buono Soluzione Eredità: come funziona il BFP per le successioni
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


Il Buono Soluzione Eredità è il buono fruttifero postale pensato per chi ha appena concluso una pratica di successione in Poste: consente agli eredi di reinvestire le somme ricevute in un nuovo titolo a durata definita, a condizioni dedicate, senza lasciare il denaro fermo.

Vediamo come funziona, chi e quando può sottoscriverlo, e come si inquadra fiscalmente.

In sintesi

  • È riservato ai beneficiari di una successione conclusa presso Poste Italiane.
  • Ha durata 4 anni e riconosce interessi fissi a scadenza (capitalizzazione composta).
  • Si sottoscrive solo in forma dematerializzata, dal giorno dopo la liquidazione e fino a 90 giorni.
  • Interessi tassati al 12,5%; come ogni BFP è garantito dallo Stato ed esente da successione.

Cos'è e a chi è riservato

È un buono nominativo emesso da CDP e garantito dallo Stato, dedicato ai beneficiari di un procedimento successorio concluso in Poste. La sua funzione è dare agli eredi una via semplice e vantaggiosa per non lasciare ferma la liquidità ricevuta: invece di tenerla su un conto, la si reinveste in un titolo sicuro a durata definita. Può essere intestato solo a persone fisiche, anche in cointestazione fino a quattro soggetti (purché almeno uno abbia i requisiti).

Come e quando si sottoscrive

La finestra è precisa: il Buono Soluzione Eredità si può sottoscrivere dal giorno lavorativo successivo alla conclusione dell’iter successorio in Poste e fino al 90° giorno dalla liquidazione delle somme. Ha una durata di 4 anni e riconosce interessi fissi alla scadenza, calcolati su base annua in regime di capitalizzazione composta. Si sottoscrive solo in forma dematerializzata, senza costi salvo gli oneri fiscali. È quindi uno strumento «di passaggio», legato a un evento specifico, non sottoscrivibile liberamente come gli altri buoni.

Quando ha senso

Ha senso per gli eredi che hanno appena incassato somme da una successione in Poste e vogliono un parcheggio sicuro e remunerato per i 4 anni successivi, senza esporsi al rischio di mercato. Va però confrontato con le alternative: un BTP di durata simile o altri buoni potrebbero offrire condizioni diverse. La comodità è la continuità (si resta nel «mondo Poste» con la pratica già aperta); il limite è la finestra temporale stretta e la durata fissa di 4 anni.

La fiscalità e le garanzie

I vantaggi comuni a tutti i buoni postali

I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane, con garanzia dello Stato sul rimborso del capitale: il valore nominale non può scendere. Non hanno costi di sottoscrizione o rimborso (salvo gli oneri fiscali) e si sottoscrivono da importi piccoli. Sul fronte fiscale: gli interessi sono tassati al 12,5% (contro il 26% di conti e obbligazioni private), sono esenti dall’imposta di successione e, insieme ai titoli di Stato, esclusi dall’ISEE fino a 50.000 €. L’imposta di bollo dello 0,20% si applica solo se il valore complessivo dei buoni supera i 5.000 €. Lo svantaggio è il rovescio della sicurezza: rendimenti contenuti e interessi che, nella maggior parte dei buoni, maturano a step e premiano chi resta a lungo.

Errori da evitare

  • Lasciare scadere la finestra di 90 giorni dalla liquidazione: dopo non è più sottoscrivibile.
  • Sottoscriverlo senza confrontarne le condizioni con un BTP o un buono ordinario di durata simile.
  • Pensare di poterlo aprire liberamente: è legato a una successione conclusa in Poste.
  • Dimenticare che la durata è fissa a 4 anni, con interessi riconosciuti a scadenza.

Quando conviene farsi seguire

Decidere come reinvestire una somma ricevuta in eredità richiede di guardare orizzonte, rischio e fisco.

Un professionista può aiutarti a confrontare il Buono Soluzione Eredità con le alternative disponibili.

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La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

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Domande frequenti

Chi può sottoscrivere il Buono Soluzione Eredità?

I beneficiari di un procedimento di successione concluso presso Poste Italiane, persone fisiche, anche in cointestazione fino a quattro soggetti. Si sottoscrive dal giorno lavorativo successivo alla liquidazione e fino al 90° giorno.

Quanto dura il Buono Soluzione Eredità?

Quattro anni, con interessi fissi riconosciuti alla scadenza e calcolati in capitalizzazione composta. Si sottoscrive solo in forma dematerializzata, senza costi salvo gli oneri fiscali.

Come è tassato il Buono Soluzione Eredità?

Gli interessi sono tassati al 12,5%, come tutti i buoni postali e i titoli di Stato. È garantito dallo Stato, esente dall’imposta di successione (bollo solo oltre 5.000 €), ed escluso dall’ISEE fino a 50.000 €.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

Buoni fruttiferi e prodotti postali

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.