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Sfratto per morosità 2026: procedura e tempi

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Fisco Investimenti - legale
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 3 Febbraio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Sfratto per morosità 2026: procedura, costi e tempi reali

Lo sfratto per morosità è la procedura giudiziale per ottenere la liberazione dell’immobile e il recupero dei canoni non pagati dall’inquilino. La soglia di morosità nelle locazioni abitative è di 1 canone scaduto o di tre rate di oneri accessori superiori a 2 mensilità (art. 5 L. 392/78). I tempi medi nel 2026 vanno da 6 a 18 mesi a seconda del Tribunale.

  • Procedura speciale e abbreviata (artt. 657-668 c.p.c.)
  • Costi tipici: 800-1.500 euro (contributo unificato + onorari)
  • Tempo medio: 6-18 mesi tra notifica e esecuzione
  • Termine di grazia possibile fino a 90 giorni

1. Quando scatta la morosità rilevante

La morosità che legittima la risoluzione del contratto di locazione e l’avvio dello sfratto è definita dall’art. 5 L. 392/78 per le abitazioni:

  • Anche un solo canone scaduto, decorsi 20 giorni dalla scadenza, costituisce morosità rilevante
  • Per gli oneri accessori (spese condominiali, riscaldamento, ecc.) la morosità è rilevante quando l’importo complessivamente non pagato supera due mensilità di canone

Per le locazioni commerciali (art. 27 L. 392/78), la morosità rilevante è valutata caso per caso secondo i principi generali di gravità dell’inadempimento (art. 1455 c.c.): di regola si richiedono almeno 2-3 canoni non pagati.

Prima di avviare la procedura giudiziale è consigliabile inviare una diffida ad adempiere a mezzo raccomandata o PEC (art. 1454 c.c.) con termine di 15 giorni. La diffida non è obbligatoria ma facilita la prova del comportamento di buona fede del locatore e accorcia i tempi della successiva fase giudiziaria.

2. La procedura di sfratto step by step

La procedura di sfratto è disciplinata dagli artt. 657-668 c.p.c. È un procedimento speciale, più veloce di un ordinario giudizio civile.

  1. Atto di intimazione di sfratto + citazione per convalida redatto da un avvocato e notificato all’inquilino tramite ufficiale giudiziario (art. 658 c.p.c.). L’atto richiede sia il rilascio dell’immobile sia il pagamento dei canoni arretrati
  2. Udienza di convalida: fissata entro 20-30 giorni dalla notifica. L’inquilino può: (a) non comparire o non opporsi → il giudice convalida lo sfratto; (b) opporsi contestando la morosità → il procedimento si trasforma in giudizio ordinario di cognizione; (c) chiedere il termine di grazia ex art. 55 L. 392/78
  3. Ordinanza di convalida: se non c’è opposizione, il giudice convalida con ordinanza esecutiva. L’ordinanza fissa anche la data di rilascio dell’immobile (di regola 30-60 giorni dopo)
  4. Precetto di rilascio: l’avvocato del locatore notifica all’inquilino l’intimazione a liberare l’immobile entro 10 giorni
  5. Avviso di esecuzione: trascorsi i 10 giorni del precetto, si chiede all’ufficiale giudiziario l’accesso per l’esecuzione, fissando una prima data di accesso
  6. Esecuzione forzata: l’ufficiale giudiziario, eventualmente con l’assistenza della forza pubblica, libera materialmente l’immobile

3. Esempio numerico: costi e tempi reali

Esempio 1 — Sfratto per morosità su appartamento canone 700 euro/mese a Roma

Marco affitta nel 2024 un appartamento a 700 euro/mese. Da settembre 2025 l’inquilino smette di pagare. A febbraio 2026 incarica un avvocato per avviare lo sfratto. Vediamo costi e tempi.

VoceCosto 2026Tempo
Diffida ad adempiere PEC0 (se in proprio)15 giorni
Atto intimazione + citazione (onorario avv.)600-90010-15 gg redazione
Contributo unificato98
Marca da bollo + diritti UNEP45-80
Notifica ufficiale giudiziario35-605-10 gg
Udienza convalidaincluso onorario20-90 gg da notifica
Precetto + esecuzione300-5003-6 mesi
Totale1.078-1.638 euro6-12 mesi tipici

Su grandi Tribunali (Roma, Milano, Napoli) i tempi reali nel 2026 si attestano spesso tra 10 e 18 mesi a causa dei carichi dell’UNEP (Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti). Su piccoli Tribunali la procedura si chiude in 5-8 mesi. I canoni accumulati nel frattempo si sommano spesso a 6.000-10.000 euro complessivi, di cui solo una parte recuperabile.

4. Termine di grazia e sanatoria

All’udienza di convalida l’inquilino può chiedere al giudice il termine di grazia ex art. 55 L. 392/78 per sanare la morosità e quindi evitare lo sfratto. Si tratta di una possibilità che il giudice può concedere se ricorrono presunzioni di solvibilità (es. cassa integrazione, problemi temporanei di salute).

Caratteristiche del termine di grazia 2026:

  • Massimo 90 giorni dalla data dell’udienza
  • Può essere concesso non più di 4 volte nel corso del contratto (art. 55 c. 4 L. 392/78)
  • L’inquilino deve pagare entro il termine: canoni arretrati, oneri accessori, spese giudiziali liquidate dal giudice e interessi legali
  • Se il pagamento avviene nel termine, il contratto si “sana” e prosegue
  • Se il pagamento NON avviene, alla successiva udienza viene convalidato lo sfratto
Attenzione. Il termine di grazia non si applica alle locazioni commerciali. Inoltre, se nell’arco del contratto sono già stati concessi 4 termini di grazia, l’inquilino non può più beneficiarne. È buona prassi del locatore documentare tutti i precedenti termini di grazia per opporsi alla concessione di ulteriori dilazioni.

5. Esecuzione dello sfratto e ufficiale giudiziario

Una volta convalidato lo sfratto e decorso il termine di rilascio, si passa all’esecuzione forzata. L’avvocato del locatore deve:

  1. Notificare il precetto di rilascio (intimazione a lasciare libero l’immobile entro 10 giorni)
  2. Chiedere all’UNEP la fissazione del primo accesso dell’ufficiale giudiziario
  3. Pagare gli onorari dell’ufficiale (variabili 80-200 euro per accesso) e i diritti

L’ufficiale giudiziario può fissare più accessi consecutivi:

  • Primo accesso: di regola l’inquilino non è presente o resiste; viene fissato un nuovo accesso con eventuale richiesta di assistenza della forza pubblica
  • Secondo accesso: con scorta di polizia/carabinieri; se l’inquilino resiste, l’ufficiale può procedere all’esecuzione forzata
  • Eventuale rinvio: in casi particolari (presenza di bambini, malattie gravi documentate, anziani), il giudice o il prefetto possono disporre rinvii dell’esecuzione

Dopo l’esecuzione, il locatore riceve le chiavi e l’immobile viene riconsegnato. Eventuali beni dell’inquilino non rimossi possono essere conservati o depositati a carico dell’inquilino stesso. Per recuperare i canoni arretrati, il locatore deve avviare un procedimento esecutivo separato (pignoramento mobiliare, presso terzi o immobiliare), spesso con basse probabilità di successo se l’inquilino non ha redditi o beni aggredibili.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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