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TARI 2026: come si calcola e riduzioni disponibili

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 7 Dicembre 2025🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

TARI 2026: come si calcola, riduzioni e bonus disponibili

La TARI (Tassa sui Rifiuti) è il tributo comunale che finanzia il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Si calcola in funzione della superficie dell’immobile e del numero di occupanti, con tariffe deliberate dal Comune sulla base del Piano Economico Finanziario (PEF). Per il 2026 ARERA conferma il metodo MTR-2 e le agevolazioni per fasce ISEE basse, riduzioni per compostaggio domestico, raccolta differenziata efficace.

  • Base imponibile: superficie calpestabile dell’immobile (mq)
  • Tariffa: quota fissa (costi fissi) + quota variabile (per occupanti)
  • Bonus sociale TARI 2026: ISEE sotto 9.530 euro (15.748 euro per famiglie 4+)
  • Riduzioni: compostaggio, distanza cassonetti, immobili inagibili

1. Cos’è la TARI e chi la paga

La TARI (Tassa sui Rifiuti) è la componente del tributo sui servizi comunali (Legge 147/2013) che finanzia il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani. Dal 2014 ha sostituito le precedenti TARSU, TIA1, TIA2 in un unico tributo regolato dal Comune. La TARI segue il principio comunitario “chi inquina paga”: il costo del servizio è ripartito tra gli utenti in funzione della capacità produttiva di rifiuti dell’immobile.

I soggetti passivi della TARI (art. 1 c. 642 L. 147/2013) sono:

  • Possessore dell’immobile (proprietario, usufruttuario) se non locato;
  • Inquilino nel caso di locazione di durata superiore ai 6 mesi nell’anno;
  • Inquilino + Proprietario in caso di locazione breve infra-semestrale: il proprietario paga la TARI per l’intero anno e può rivalersi sul locatario;
  • Per i fabbricati ad uso comune: amministratore di condominio per le parti comuni;
  • Per i locali commerciali: il conduttore dell’attività produttiva.

Sono esclusi dalla TARI i locali e aree che non producono rifiuti urbani in via permanente: locali tecnici, soffitte non praticabili, aree non utilizzabili, immobili dichiarati inagibili o sottoposti a vincoli che ne impediscono l’uso (art. 1 c. 649 L. 147/2013).

2. Calcolo: parte fissa e variabile

La TARI si compone di due parti:

TARI = Quota Fissa + Quota Variabile

Quota Fissa = Superficie calpestabile (mq) x Tariffa fissa per mq (euro/mq). È la quota destinata a coprire i costi fissi del servizio (mezzi, personale, infrastrutture).

Quota Variabile = Numero occupanti x Tariffa variabile (euro/utente). È la quota destinata a coprire i costi variabili (smaltimento, trattamento), proporzionale al numero di occupanti per le utenze domestiche.

Per le utenze domestiche la quota variabile dipende dal numero di occupanti, secondo un coefficiente progressivo (es. 1 occupante = 1,00; 2 occupanti = 1,40; 3 occupanti = 1,80; ecc., con tabelle fornite dal MEF).

Per le utenze non domestiche (negozi, uffici, ristoranti, alberghi) i coefficienti sono basati sulla categoria di attività (negozi, alimentari, alberghi, scuole, ecc.) secondo le tabelle del D.P.R. 158/1999 e successive integrazioni.

ComponenteVariabile dipendente
Quota fissaSuperficie calpestabile mq
Quota variabile (domestiche)N. occupanti nel nucleo
Quota variabile (non domestiche)Tipologia attività (cat. K1-K6)
Maggiorazione provinciale5% del totale (D.Lgs. 504/92)

3. Tariffe medie e differenze tra Comuni

Le tariffe TARI variano notevolmente da Comune a Comune in funzione del costo del servizio rifiuti (PEF approvato annualmente) e della politica fiscale locale. Per il 2026 le stime medie (basate sui dati storici 2024-2025) sono:

CittàFamiglia 3 occ. 100 mq (media stimata 2026)
Napolicirca 480 euro
Cataniacirca 470 euro
Genovacirca 430 euro
Romacirca 410 euro
Bolognacirca 320 euro
Milanocirca 310 euro
Trentocirca 220 euro

I dati sono indicativi e fortemente soggetti alle delibere comunali annuali. Le città del Sud Italia mediamente pagano TARI più alta a causa di costi del servizio rifiuti più elevati e infrastrutture di smaltimento meno efficienti.

Attenzione. Dal 2020 ARERA (Autorità di Regolazione Energia Reti Ambiente) ha competenza sul servizio rifiuti. Il Metodo Tariffario Rifiuti MTR-2 stabilisce un tetto annuo di incremento delle tariffe e regole di trasparenza. Le bollette TARI devono indicare la composizione del PEF.

4. Riduzioni e agevolazioni 2026

Le riduzioni e agevolazioni TARI 2026 si distinguono in:

Riduzioni di legge nazionali

  • Compostaggio domestico: riduzione fino al 30% della quota variabile (art. 1 c. 658 L. 147/2013), su istanza al Comune attestante l’uso di una compostiera per i rifiuti organici;
  • Locali distanti dai cassonetti oltre una determinata distanza dal punto di raccolta più vicino: riduzione del 60% se la distanza supera 500 metri;
  • Raccolta non effettuata per inadempienza del gestore: riduzione fino all’80% per il periodo di sospensione;
  • Locali non occupati: riduzione del 30% nei casi previsti dal regolamento comunale;
  • Immobili tenuti a disposizione (seconde case non occupate per gran parte dell’anno): riduzione comunale 30% se prevista da delibera.

Bonus sociale TARI (D.L. 124/2019, in vigore dal 2025-2026):

  • Per famiglie con ISEE non superiore a 9.530 euro (o 15.748 euro con almeno 4 figli a carico);
  • Riconoscimento automatico ai beneficiari attraverso il sistema SII (Sistema Informativo Integrato) gestito dall’Acquirente Unico;
  • Sconto del 25% sulla bolletta TARI per l’utenza domestica residente;
  • Si applica in modo combinato con bonus sociale elettrico e gas (Carta della Famiglia, art. 1 c. 21 L. 124/2019).

Riduzioni comunali aggiuntive (variano da Comune a Comune):

  • Pensionati e anziani over 65 con ISEE basso;
  • Famiglie numerose (4 o più componenti);
  • Disabili gravi e nuclei con persone non autosufficienti;
  • Attività produttive che effettuano raccolta differenziata oltre soglie minime;
  • Utenze stagionali (es. case in località turistiche).

5. Esempi pratici e errori frequenti

Esempio – Famiglia 4 persone in 110 mq a Bologna

Anna, Marco e i due figli vivono in un appartamento di 110 mq a Bologna. Tariffe 2026 indicative Bologna: quota fissa domestica 0,98 euro/mq, quota variabile 4 occupanti 220 euro, addizionale provinciale 5%.

  • Quota fissa: 110 mq x 0,98 = 107,80 euro
  • Quota variabile: 220,00 euro
  • Subtotale: 327,80 euro
  • Addizionale provinciale 5%: 16,39 euro
  • TARI totale 2026: 344,19 euro
  • Famiglia con ISEE 12.000 euro: NON spetta bonus sociale TARI (soglia 9.530 per 4 persone)
  • Se compostaggio attivo: riduzione 30% quota variabile = -66 euro, totale 278 euro

Errori frequenti:

  1. Non dichiarare la cessazione dell’occupazione: se ci si trasferisce, va fatta apposita comunicazione al Comune (entro 60-90 giorni a seconda del regolamento). Senza dichiarazione, la TARI continua a essere addebitata.
  2. Dichiarare superficie catastale invece di calpestabile: la TARI si calcola sulla superficie CALPESTABILE (escluse intercapedini, terrazzi non coperti, vani altezza inferiore a 1,5 m, balconi non chiusi). Tipicamente la superficie calpestabile è il 80-85% della superficie catastale.
  3. Non comunicare la modifica del numero occupanti: nascite, decessi, trasferimenti, separazioni vanno comunicati per aggiornare la quota variabile.
  4. Mancare la richiesta di riduzioni: la riduzione per compostaggio o distanza cassonetti NON è automatica: va richiesta a inizio anno con dichiarazione e verifica del Comune.
  5. Pagare in ritardo: ravvedimento operoso applicabile (sanzione 0,1% al giorno entro 14 gg, 1,5% entro 30 gg, ecc., art. 13 D.Lgs. 472/97), ma il Comune può applicare sanzioni amministrative aggiuntive previste dal proprio regolamento.
Attenzione. Dal 2025 il bonus sociale TARI viene erogato in modo automatico per i nuclei con ISEE entro soglia: la domanda di ISEE attiva la verifica automatica e l’applicazione dello sconto in bolletta. Verificare comunque sul portale del proprio gestore rifiuti che il bonus sia stato correttamente applicato.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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