Redditi fondiari 2026: come si tassano e quando dichiarare
I redditi fondiari (terreni e fabbricati) sono tassati IRPEF in base a rendite catastali rivalutate e, per gli affitti, in base al canone effettivo. Nel 2026 si conferma l’opzione cedolare secca (21% o 10%) per le locazioni abitative e la rivalutazione del 5% per i fabbricati.
- Rendita catastale fabbricato × 1,05 (rivalutazione) × coeff. utilizzo
- Reddito dominicale + agrario terreni: rivalutazione +80% e +70%
- Affitto: 95% del canone o cedolare secca al posto di IRPEF
- Soglia esenzione abitazione principale e pertinenze (art. 10 TUIR)
1. Cosa sono i redditi fondiari (artt. 25-43 TUIR)
I redditi fondiari sono una delle sei categorie reddituali IRPEF previste dall’art. 6 del TUIR (D.P.R. 917/1986) e sono disciplinati in dettaglio dagli artt. 25-43. Si distinguono in tre sottocategorie:
- Reddito dei terreni, composto da reddito dominicale (chi possiede) e reddito agrario (chi coltiva)
- Reddito dei fabbricati, attribuito agli immobili iscritti al catasto urbano
- Reddito agrario delle società agricole (art. 32 TUIR)
Il presupposto di imposizione è il possesso a titolo di proprietà o altro diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi), indipendentemente dall’effettivo godimento del bene. Solo il proprietario o titolare di diritto reale dichiara, mai il conduttore. Sono esclusi dalla categoria gli immobili strumentali all’attività d’impresa, professionale o agricola, che confluiscono nel reddito d’impresa o di lavoro autonomo.
2. Reddito dei fabbricati: calcolo 2026
Per il 2026 il calcolo della base imponibile dei fabbricati segue le regole consolidate del DL 41/1995 e dell’art. 37 TUIR. La rendita catastale ufficiale (visura) va rivalutata del 5%:
Il coefficiente di utilizzo modula la base in funzione della destinazione:
| Tipo utilizzo | Coefficiente |
|---|---|
| Abitazione principale (esclusa, no IRPEF su rendita) | 0% |
| A disposizione (2ª casa) | +1/3 maggiorazione |
| Locato a libero mercato (IRPEF) | 95% canone o rendita se superiore |
| Locato cedolare secca | 100% canone (tassato 21% o 10%) |
Esempio 1 — Seconda casa al mare a disposizione
Sig. Bianchi possiede un appartamento al mare con rendita catastale 700 €. Calcolo 2026: 700 × 1,05 × (1 + 1/3) = 980 €. Questa quota concorre al reddito complessivo IRPEF. Se l’IRPEF marginale è 35%, l’imposta è circa 343 €. Si paga inoltre IMU sulla seconda casa (rendita × 1,05 × 160 × aliquota comunale).
L’abitazione principale e le sue pertinenze (max 1 per categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti da IRPEF (art. 10 c. 3-bis TUIR): una deduzione pari alla rendita catastale rivalutata abbatte completamente la base imponibile.
3. Reddito dominicale e agrario dei terreni
I terreni iscritti al catasto rustico generano due distinti redditi (artt. 27-35 TUIR), dovuti dal proprietario il primo e dal coltivatore il secondo:
| Tipo reddito | Rivalutazione 2026 |
|---|---|
| Reddito dominicale | +80% |
| Reddito agrario | +70% |
Sull’importo rivalutato si applica un’ulteriore rivalutazione del 30% se il terreno è coltivato da persone non qualificate come imprenditore agricolo professionale (IAP) o coltivatore diretto (CD). Per IAP e CD iscritti alla previdenza agricola, invece, i redditi dominicali e agrari sono esentati da IRPEF fino al 2026 (art. 1 c. 44 L. 232/2016 e proroghe successive).
4. Affitti: IRPEF ordinaria o cedolare secca
Quando un fabbricato è locato, il proprietario sceglie tra due regimi di tassazione:
A) Tassazione IRPEF ordinaria: base imponibile = 95% del canone annuo (deduzione forfettaria 5% per spese), tassata con aliquote IRPEF marginali (da 23% a 43% nel 2026, vedi art. 11 TUIR riformulato dalla L. 207/2024).
B) Cedolare secca: imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo, applicata sul 100% del canone (art. 3 D.Lgs. 23/2011):
| Tipo contratto | Aliquota cedolare |
|---|---|
| Libero mercato (4+4) | 21% |
| Canone concordato (3+2) | 10% |
| Locazione breve fino 4 immobili | 21% |
| Locazione breve dal 2° immobile | 26% |
Esempio 2 — Confronto IRPEF vs cedolare 21%
Affitto annuo 9.600 €, contratto 4+4. IRPEF ordinaria: 9.600 × 95% = 9.120 €; con aliquota marginale 35% imposta = 3.192 € (oltre addizionali ~1,7% = 163 €). Cedolare secca: 9.600 × 21% = 2.016 €. Risparmio annuo: circa 1.339 €. La convenienza dipende da aliquota marginale e detrazioni IRPEF altrimenti utilizzabili.
5. Quando dichiarare e quadri da compilare
I redditi fondiari vanno dichiarati ogni anno per l’anno precedente. Per i redditi 2025 da dichiarare nel 2026:
- Modello 730/2026: dipendenti, pensionati e assimilati. Termine ordinario: 30 settembre 2026
- Modello Redditi PF 2026: titolari di partita IVA, soci di società di persone, professionisti, contribuenti senza sostituto. Termine ordinario: 31 ottobre 2026 (telematico)
Quadri da utilizzare:
- Quadro A 730 / Quadro RA Redditi PF: terreni (dominicale + agrario)
- Quadro B 730 / Quadro RB Redditi PF: fabbricati, con righi distinti per ciascuna unità immobiliare
Particolare attenzione meritano i fabbricati non locati: l’art. 41 TUIR prevede una maggiorazione del 1/3 della rendita catastale per le abitazioni tenute a disposizione (seconde case sfitte). La maggiorazione non si applica alle abitazioni concesse in uso gratuito a parenti di primo grado che vi abbiano stabilito la residenza, né alle pertinenze dell’abitazione principale.
Per i fabbricati di interesse storico-artistico vincolati ai sensi del D.Lgs. 42/2004, la base imponibile è ridotta al 50% del valore ordinariamente determinabile (art. 11 c. 2 L. 413/91). L’agevolazione si applica sia in caso di immobile sfitto che locato. Per i terreni montani inclusi nell’elenco ISTAT dei comuni montani, opera l’esenzione totale IRPEF dei redditi dominicali e agrari fino al raggiungimento di una soglia di proprietà fondiaria (art. 9 D.P.R. 601/1973).
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