Spese mediche 2026: detrazione 19% con franchigia 129,11 euro
Nel 2026 le spese sanitarie sono detraibili al 19% dall’IRPEF, con una franchigia fissa di 129,11 euro (la stessa da decenni: 250.000 lire “convertite” in euro). Su una spesa annuale di 1.500 euro, il risparmio reale è 19% di (1.500 – 129,11) = 260,47 euro. Per i redditi sopra 120.000 euro la detrazione si riduce progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro.
- Aliquota: 19% sulle spese eccedenti 129,11 €
- Pagamento tracciabile obbligatorio (escluso ticket SSN e farmacia convenzionata)
- Riduzione progressiva da 120.000 a 240.000 € di reddito
- Rateizzabile in 4 quote annuali se spesa > 15.493,71 €
1. Quali spese mediche sono detraibili nel 2026
L’art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR prevede la detrazione del 19% sulle spese sanitarie sostenute nell’anno. Sono detraibili, sulla base della Circolare AdE 17/E/2024 e successive integrazioni 2025:
- visite mediche specialistiche e generiche (compresa la quota intramoenia);
- prestazioni chirurgiche e ricoveri (escluse le spese alberghiere non sanitarie);
- analisi cliniche, esami diagnostici, radiografie, risonanze, ecografie;
- medicinali con scontrino “parlante” (codice AIC + codice fiscale);
- dispositivi medici marcati CE (con dicitura sullo scontrino o documento d’acquisto);
- protesi sanitarie (acustiche, dentarie, ortopediche, lenti oftalmiche);
- cure termali prescritte (esclusi vitto e alloggio);
- fisioterapia e prestazioni di operatori sanitari iscritti agli albi;
- spese odontoiatriche (igiene, otturazioni, implantologia);
- psicoterapia svolta da psicologi/psichiatri iscritti all’albo.
Restano NON detraibili: integratori alimentari, prodotti omeopatici di libera vendita, prestazioni estetiche puramente cosmetiche (salvo necessità terapeutiche documentate), cure dietologiche generiche senza prescrizione, biberon, prodotti da banco non classificati come dispositivi medici.
2. Franchigia 129,11 euro e calcolo della detrazione
La detrazione del 19% si applica solo sulla parte di spesa che eccede la franchigia di 129,11 euro (corrispondente alle vecchie 250.000 lire). Se la spesa totale annua è inferiore alla franchigia, non si detrae nulla. La franchigia è annuale, unica per contribuente, e si applica al totale aggregato delle spese sanitarie (proprie + dei familiari a carico).
Esempio 1 – Spese sanitarie annuali 1.500 €
Paolo nel 2026 ha sostenuto: 400 euro di visite specialistiche, 500 euro di analisi e radiografie, 350 euro di odontoiatra, 250 euro di farmaci con scontrino parlante. Totale 1.500 euro. Detrazione = (1.500 – 129,11) × 19% = 260,47 euro. La franchigia si applica una volta sola, non ad ogni voce.
Esempio 2 – Spese sanitarie elevate 18.000 €
Maria ha sostenuto nel 2026 un intervento di implantologia per 18.000 euro. Trattandosi di spesa superiore a 15.493,71 euro, può optare per la rateizzazione in 4 quote annuali costanti (art. 15, comma 1 TUIR). Ogni anno detrae (18.000 / 4 – 129,11/4) × 19% = circa 848 euro per 4 anni, totale circa 3.394 euro contro un’unica detrazione di (18.000 – 129,11) × 19% = 3.395 euro. Convenienza analoga, ma la rateizzazione assorbe meglio la capienza IRPEF.
3. Obbligo di pagamento tracciabile
Dal 2020, ai sensi della Legge 160/2019, la detrazione del 19% sulle spese sanitarie è subordinata al pagamento con strumenti tracciabili (bonifico, bancomat, carta di credito, app di pagamento). Sono ESCLUSE da quest’obbligo:
- l’acquisto di medicinali con scontrino parlante in farmacia;
- i dispositivi medici acquistati in farmacia o sanitaria con scontrino parlante;
- le prestazioni rese da strutture pubbliche (es. ticket SSN);
- le prestazioni rese da strutture private convenzionate con SSN.
Per visite e prestazioni in strutture private NON convenzionate (es. studio dentistico privato, fisioterapista in libera professione), il pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione. Conservare ricevuta del POS, copia bonifico o estratto carta di credito come prova del pagamento tracciabile.
4. Spese mediche per familiari a carico
Le spese mediche pagate per familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli con reddito sotto 2.840,51 euro o sotto 4.000 euro per under 24) sono detraibili dal contribuente che le sostiene. Devono essere intestate (fattura, ricevuta) al familiare o al contribuente, ma il pagamento tracciabile può provenire dal contribuente.
Per le spese mediche di familiari NON fiscalmente a carico ma affetti da patologie esenti dal SSN (es. genitori non a carico con malattia oncologica), è prevista una detrazione del 19% sull’eccedenza di 6.197,48 euro (art. 15, comma 2 TUIR), entro un tetto di 6.197,48 euro/anno di spesa eccedente.
La franchigia 129,11 euro è unica per contribuente, anche se si sommano spese proprie e dei familiari a carico. Es: marito spende 600 euro per se, 900 euro per moglie a carico e 200 euro per figlio a carico. Detrazione = (1.700 – 129,11) × 19% = 298,47 euro.
5. Riduzione progressiva sopra 120.000 euro di reddito
Dal 2020 la detrazione del 19% sulle spese sanitarie subisce una riduzione progressiva sopra i 120.000 euro di reddito complessivo, ai sensi dell’art. 15, comma 3-bis TUIR. Le regole sono confermate per il 2026:
| Reddito complessivo | % detrazione spettante |
|---|---|
| Fino a 120.000 € | 100% (intera) |
| Tra 120.000 e 240.000 € | Riduzione lineare |
| Oltre 240.000 € | 0% (azzeramento) |
La spesa sanitaria è tra le poche detrazioni che NON subisce riduzione totale sopra 240.000 euro: le spese per patologie gravi e quelle sostenute nell’interesse di portatori di handicap restano detraibili al 19% senza limiti reddituali. Per ottimizzare la detrazione, chi ha redditi elevati può valutare di intestare le spese al coniuge con reddito inferiore (se familiare a carico, ovviamente).
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