Cedolare secca contratto 4+4 2026: come funziona
Il contratto di locazione a canone libero con durata 4+4 anni e il tipo contrattuale piu utilizzato per le locazioni abitative in Italia. Con la cedolare secca al 21%, il locatore sostituisce IRPEF, addizionali e imposta di registro con un’unica imposta piatta. Il conduttore gode di stabilita del canone (niente aggiornamenti ISTAT) e di un contratto di durata certa. Ecco come funziona nel dettaglio nel 2026.
- Struttura del contratto 4+4: durata, rinnovo e recesso
- Cedolare secca 21%: calcolo e versamento nel 2026
- Aggiornamento ISTAT: cosa cambia con la cedolare
- Registrazione, proroga e comunicazioni obbligatorie
1. Il contratto 4+4: struttura e diritti delle parti
Il contratto di locazione a canone libero con durata di quattro anni, rinnovabile di altri quattro, e disciplinato dall’art. 2, comma 1, della Legge 9 dicembre 1998, n. 431. E il contratto «standard» del mercato residenziale italiano: il locatore e il conduttore sono liberi di concordare il canone che ritengono congruo, senza vincoli di tabelle o accordi territoriali.
La durata minima e di quattro anni. Il contratto si rinnova automaticamente per altri quattro anni alla scadenza, salvo disdetta del locatore o del conduttore comunicata con preavviso di sei mesi tramite lettera raccomandata (o PEC). Il locatore puo disdettare solo per i motivi tassativamente previsti dalla legge (uso proprio o dei familiari, demolizione, ristrutturazione integrale, vendita); non puo non rinnovare per ragioni generiche. Il conduttore invece puo recedere in qualsiasi momento con un preavviso di sei mesi, senza necessita di motivazione, se sussistono «gravi motivi» (art. 4, L. 431/1998).
La disdetta alla prima scadenza (dopo quattro anni) da parte del locatore e consentita solo per i motivi di legge elencati all’art. 3, L. 431/1998: necessita di abitare l’immobile per se stesso o per i familiari di primo grado, necessita di demolire o ristrutturare l’immobile, vendita a terzi con offerta al conduttore, destinazione a uso diverso. Fuori da questi casi, il contratto si rinnova obbligatoriamente per altri quattro anni.
2. Cedolare secca 21%: calcolo, acconto e saldo
Con la cedolare secca, l’imposta dovuta e pari al 21% del canone annuo pattuito nel contratto, indipendentemente dall’importo percepito. Anche se il conduttore non paga un mese, il locatore deve dichiarare il canone contrattuale (salvo procedere con sfratto per morosita e documentare la mancata percezione).
Il versamento avviene in due tranche, con le stesse scadenze dell’acconto IRPEF:
| Versamento | Misura | Scadenza 2026 | Note |
|---|---|---|---|
| Acconto (prima rata) | 40% | 30 giugno 2026 | Se acconto totale < 257,52 euro: unica soluzione |
| Acconto (seconda rata) | 60% | 30 novembre 2026 | Oppure unico 100% entro novembre se < 257,52 |
| Saldo | Differenza | 30 giugno 2027 | Con mod. 730 o Redditi PF 2027 |
L’acconto e calcolato sul 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente (o sull’imposta previsionale per il primo anno). Il codice tributo F24 per il versamento della cedolare secca e 1840 per l’acconto e 1842 per il saldo.
Non e prevista alcuna riduzione della base imponibile: il 5% di abbattimento previsto per i redditi fondiari nel regime IRPEF ordinario non si applica alla cedolare secca. L’aliquota del 21% si applica sul canone pieno.
3. Registrazione e obblighi formali nel 2026
Il contratto di locazione di durata superiore a trenta giorni deve essere obbligatoriamente registrato all’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni dalla stipula (art. 17 DPR 131/1986). La registrazione si effettua telematicamente tramite il servizio «Contratti di locazione» sul sito dell’AdE, con contestuale esercizio dell’opzione cedolare secca nel modello RLI.
Con la cedolare secca, non si paga l’imposta di registro (normalmente il 2% del canone annuo, con un minimo di 67 euro) ne il bollo sul contratto (16 euro ogni cento righe o frazioni). Il risparmio annuo sull’imposta di registro per un canone di 9.600 euro/anno e di 192 euro.
Proroga e rinnovo
Alla scadenza del primo quadriennio, se il contratto si rinnova automaticamente, il locatore non deve fare nulla se mantiene la cedolare secca con lo stesso canone. Se invece intende variare il canone (cosa non consentita in cedolare, salvo revoca e nuovo contratto) o passare al regime ordinario, deve comunicarlo entro il termine dell’imposta di registro relativa all’annualita in scadenza.
Se viene stipulato un nuovo contratto per lo stesso immobile con lo stesso o diverso conduttore, va registrato come nuovo contratto con nuova opzione cedolare. Non e possibile «trascinare» l’opzione da un contratto all’altro automaticamente.
Comunicazione al conduttore
Prima di registrare il contratto con cedolare secca, il locatore deve inviare al conduttore una comunicazione scritta (raccomandata A/R o PEC) in cui lo informa della scelta e della conseguente rinuncia all’aggiornamento ISTAT. La comunicazione non ha un modello prestabilito ma deve essere conservata come prova. Senza questa comunicazione, l’opzione cedolare potrebbe non essere opponibile al conduttore in caso di controversia.
4. Esempi numerici: imposta annua e confronto IRPEF
Esempio 1 — Bilocale a Milano, canone 1.200 euro/mese
Stefano affitta un bilocale a Milano a canone libero per 1.200 euro/mese = 14.400 euro/anno. Ha un reddito da lavoro dipendente di 42.000 euro e si trova nello scaglione IRPEF al 35%.
Cedolare secca: 14.400 x 21% = 3.024 euro/anno. Imposta di registro: zero. Totale: 3.024 euro.
IRPEF ordinaria: base 14.400 x 95% = 13.680 euro. IRPEF al 35%: 13.680 x 35% = 4.788 euro. Addizionale regionale Lombardia 1,23% + comunale 0,5%: circa 238 euro. Registro: 14.400 x 2% = 288 euro. Totale: circa 5.314 euro.
Risparmio cedolare: 5.314 – 3.024 = 2.290 euro/anno. Su otto anni di contratto (4+4): 18.320 euro di risparmio cumulato.
Esempio 2 — Monolocale, canone 600 euro/mese, locatore con reddito basso
Teresa, pensionata con pensione di 15.000 euro, affitta un monolocale per 600 euro/mese = 7.200 euro/anno.
Cedolare secca: 7.200 x 21% = 1.512 euro/anno.
IRPEF ordinaria: base 7.200 x 95% = 6.840 euro. Reddito complessivo: 15.000 + 6.840 = 21.840 euro (primo scaglione 23%). IRPEF sul reddito da locazione: 6.840 x 23% = 1.573 euro. Registro: 144 euro. Totale: circa 1.717 euro.
Risparmio cedolare: 205 euro/anno. Il margine e ridotto perche Teresa si trova nel primo scaglione IRPEF al 23%, molto vicino all’aliquota cedolare del 21%. In questo caso la cedolare conviene marginalmente, ma non drasticamente. Se la pensione fosse inferiore alle detrazioni, il regime ordinario potrebbe addirittura azzerare l’IRPEF.
Per confrontare con il contratto concordato 3+2 che offre l’aliquota del 10%, si veda la guida al contratto 3+2 con cedolare al 10%. Per un quadro completo delle aliquote, consulta la guida alla cedolare secca 2026.
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La scelta del tipo contrattuale e del regime fiscale per le locazioni ha impatti rilevanti sul rendimento netto dell’immobile. Un commercialista specializzato in fiscalita immobiliare puo aiutarti a ottimizzare la struttura contrattuale e fiscale in base alla tua situazione.
Domande frequenti
Il locatore puo rescindere un contratto 4+4 prima della scadenza?
Il locatore non puo recedere prima della prima scadenza (quattro anni) salvo i casi previsti dalla legge: uso proprio o dei familiari, demolizione, ristrutturazione integrale, vendita. Per disdettare alla prima scadenza, deve inviare la comunicazione almeno sei mesi prima tramite raccomandata A/R. Se non comunica nei termini, il contratto si rinnova automaticamente per altri quattro anni.
Se il conduttore non paga, il locatore deve comunque pagare la cedolare secca?
Si, in linea di principio il canone contrattuale va dichiarato anche se non percepito, salvo che il locatore abbia ottenuto una sentenza di sfratto o un decreto ingiuntivo che accerti la morosita. In quel caso, il canone non percepito puo essere escluso dalla base imponibile a partire dalla data della convalida dello sfratto (art. 26, comma 1, TUIR).
Il contratto 4+4 puo essere di durata inferiore a quattro anni?
No. La durata minima del contratto a canone libero e di quattro anni: qualsiasi clausola che preveda una durata inferiore e nulla per disposizione di legge (art. 13 L. 431/1998), e il contratto viene automaticamente ricondotto alla durata legale di quattro anni. Se si vuole una durata inferiore, occorre utilizzare un contratto transitorio (massimo 18 mesi) o un contratto per studenti universitari.
La cedolare secca si puo applicare a un contratto non registrato?
No. L’opzione per la cedolare secca si esercita obbligatoriamente in sede di registrazione del contratto. Un contratto non registrato e nullo ai fini fiscali e il locatore non puo beneficiare della cedolare secca. La mancata registrazione espone a sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta di registro evasa, oltre ai recuperi IRPEF sul canone non dichiarato.
Come funziona l’acconto cedolare secca per il primo anno?
Nel primo anno di applicazione della cedolare secca, non e dovuto l’acconto (poiche non esiste un’imposta dell’anno precedente da prendere a riferimento). Dal secondo anno in poi, l’acconto e pari al 95% della cedolare dovuta per l’anno precedente, versato in due rate (40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre) o in un’unica soluzione entro novembre se l’importo e inferiore a 257,52 euro.
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