Per la parte «sicura» del patrimonio l’italiano ha tre classici a disposizione: i Buoni Fruttiferi Postali, i BTP e il conto deposito. Si somigliano nell’obiettivo — far rendere il denaro con poco rischio — ma differiscono molto su tassazione, garanzia e liquidità. E la differenza fiscale, in particolare, ribalta spesso i confronti fatti «al lordo».
Mettiamoli a confronto per scegliere con i numeri giusti.
- BFP e BTP sono tassati al 12,5%; il conto deposito al 26%: enorme a parità di lordo.
- Tutti e tre sono molto sicuri: BFP e BTP garanzia statale, conto deposito FITD fino a 100.000 €.
- Liquidità diversa: conto deposito e BTP (vendibile) flessibili, BFP rendono pieno solo a scadenza.
- Il confronto va sempre fatto sul rendimento netto, non sul tasso pubblicizzato.
Il fattore che ribalta tutto: la tassazione
È il punto che molti ignorano confrontando i tassi pubblicizzati. I Buoni Fruttiferi Postali e i BTP (titoli di Stato) hanno gli interessi tassati al 12,5%; il conto deposito al 26%. Significa che un conto deposito deve offrire un tasso lordo nettamente più alto per pareggiare, sul netto, un BTP o un buono. Esempio: un BTP al 3% lordo rende circa il 2,6% netto (12,5%); un conto deposito al 3% lordo rende circa il 2,2% netto (26%), prima del bollo. A parità di tasso lordo, lo strumento al 12,5% vince quasi sempre. Confrontare i tassi lordi è l’errore numero uno.
| Buoni Postali (BFP) | BTP | Conto deposito | |
|---|---|---|---|
| Tassazione interessi | 12,5% | 12,5% | 26% |
| Garanzia | Stato (CDP) | Stato | FITD 100.000 € |
| Imposta di bollo | 0,20% oltre 5.000 € | 0,20% | 0,20% (o 34,20 € fissi su c/c) |
| Liquidità | Capitale sempre reso, ma rende a scadenza | Vendibile sul mercato | Libero o vincolato |
| Imposta successione | Esenti | Dovuta | Dovuta |
La garanzia: tre tipi di sicurezza
Tutti e tre sono strumenti prudenti, ma la garanzia è diversa. BFP: garanzia diretta dello Stato tramite CDP, capitale sempre restituito. BTP: garanzia dello Stato emittente, ma il prezzo oscilla durante la vita del titolo (se vendi prima della scadenza puoi incassare più o meno del nominale). Conto deposito: tutela del Fondo Interbancario fino a 100.000 euro per depositante e banca, oltre i quali si è esposti alla solidità della banca. Per importi sopra i 100.000 euro, BFP e BTP offrono una copertura senza quel tetto; sotto, le tre garanzie sono tutte robuste.
La liquidità: quanto è facile uscire
Sul fronte della disponibilità, le differenze contano. Il conto deposito libero consente di prelevare quando vuoi (il vincolato no, fino a scadenza, con eventuali penali). Il BTP si può vendere sul mercato in qualsiasi momento, ma al prezzo del giorno, che può essere sotto il nominale. I BFP restituiscono sempre il capitale, ma il rendimento è crescente: rimborsarli presto significa rinunciare a quasi tutti gli interessi. In sintesi: per soldi che potrebbero servire a brevissimo, meglio conto deposito libero o liquidità; per orizzonti definiti, BTP e BFP esprimono il loro potenziale solo se portati a scadenza.
Come scegliere
Non c’è un vincitore assoluto: dipende da orizzonte, importo ed esigenza di liquidità. Per liquidità immediata, conto deposito libero o libretto. Per orizzonti definiti con la massima sicurezza e il vantaggio fiscale, BFP o BTP di durata coerente, scegliendo tra i due in base a rendimento e flessibilità (il BTP è vendibile, il BFP no ma garantisce il capitale). Per importi sopra i 100.000 euro da tenere prudenti, BFP e BTP evitano il limite della garanzia sui depositi. La regola che li accomuna: confronta sempre i rendimenti netti, considerando tassazione e bollo, e abbina lo strumento all’orizzonte. Per il quadro generale, vedi l’articolo su dove tenere la liquidità.
Errori da evitare
- Confrontare i tassi lordi ignorando il 12,5% (BFP/BTP) contro il 26% (conto deposito).
- Dimenticare che il BTP venduto prima della scadenza può valere meno del nominale.
- Rimborsare un BFP presto, perdendo gli interessi che maturano verso la scadenza.
- Tenere oltre 100.000 € su un solo conto deposito, sopra il tetto della garanzia FITD.
Quando conviene farsi seguire
Scegliere tra buoni, BTP e deposito in base a orizzonte, importo e liquidità è un confronto che ripaga.
Un professionista può aiutarti a comporre la parte prudente del patrimonio nel modo più efficiente.
La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.
Domande frequenti
Meglio buoni postali, BTP o conto deposito?
Dipende da orizzonte, importo e liquidità. BFP e BTP sono tassati al 12,5% (contro il 26% del deposito) e hanno garanzia statale; il conto deposito è più liquido ma tassato di più e garantito dal FITD fino a 100.000 euro. Si sceglie confrontando i rendimenti netti.
Perché un BTP o un buono rendono più di un conto deposito a parità di tasso?
Perché gli interessi di BTP e Buoni Fruttiferi Postali sono tassati al 12,5%, contro il 26% del conto deposito. A parità di tasso lordo, lo strumento al 12,5% lascia più interessi netti.
Dove conviene tenere più di 100.000 euro in sicurezza?
La garanzia sui depositi (FITD) copre fino a 100.000 euro per banca e depositante: per importi superiori da tenere prudenti, i Buoni Fruttiferi Postali e i BTP, garantiti dallo Stato, evitano quel tetto. In alternativa si diversificano le banche.
Fonti ufficiali
Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.
- Normattiva — TUIR (D.P.R. 917/1986)
- FITD — Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi
- MEF — Debito pubblico e titoli di Stato
Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.
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