ISEE corrente 2026: quando conviene, requisiti, procedura
L’ISEE corrente è la versione “aggiornata” dell’indicatore che riflette la situazione economica recente (ultimi 12 mesi) e non quella di due anni prima. È utile quando i redditi sono calati in modo significativo: perdita del lavoro, riduzione del reddito di impresa, eventi straordinari. Vediamo quando richiederlo, requisiti, validità e procedura tramite DSU.
- ISEE corrente valido per 6 mesi (12 se aggiornato anche patrimonio mobiliare)
- Richiesta: presupposto ISEE ordinario già in corso di validità
- Variazione reddito richiesta: > 25% rispetto all’ordinario, o evento qualificato
- Aggiornamento patrimonio: opzionale, dal 2024
1. Cos’è l’ISEE corrente e differenze con l’ordinario
L’ISEE corrente è una versione dell’ISEE introdotta dall’art. 9 del D.P.C.M. 159/2013 per consentire al cittadino di certificare una situazione economica diversa da quella risultante dall’ISEE ordinario, basato sui redditi di due anni prima. Il razionale è tutelare chi ha subito un peggioramento recente (es. licenziamento avvenuto dopo la dichiarazione dei redditi) che altrimenti non sarebbe riflesso nell’ISEE valido per l’anno in corso.
Le principali differenze sono:
| Caratteristica | ISEE ordinario 2026 | ISEE corrente 2026 |
|---|---|---|
| Periodo redditi | 2024 | ultimi 12 mesi |
| Periodo patrimonio | 31/12/2024 | 31/12/2024 o aggiornato |
| Validità | fino al 31/12/2026 | 6 mesi (12 se patr. aggiornato) |
| Presupposto | DSU ordinaria | DSU corrente integrativa |
| Variazione richiesta | nessuna | evento qualificato |
L’ISEE corrente NON sostituisce l’ordinario, ma ne integra il calcolo con dati più recenti. La DSU corrente può essere presentata solo se esiste già una DSU ordinaria in corso di validità.
2. Quando si può richiedere l’ISEE corrente
L’ISEE corrente può essere richiesto quando si verifica almeno uno dei seguenti eventi qualificati:
- Variazione della situazione lavorativa di almeno un componente del nucleo: licenziamento, scadenza contratto a termine non rinnovato, sospensione (CIG, NASPI), cessazione attività autonoma o di impresa, riduzione orario lavoro (es. da full time a part time);
- Interruzione di un trattamento previdenziale, assistenziale o indennitario non rientrante nel reddito complessivo (es. cessazione NASpI, fine indennità di mobilità);
- Diminuzione del reddito complessivo del nucleo superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale presa a riferimento nell’ISEE ordinario;
- Variazione del nucleo familiare: decesso di un componente, nascita di un figlio, separazione o divorzio con conseguente modifica del nucleo (queste variazioni si traducono normalmente in una nuova DSU ordinaria, non corrente);
- Dal 2024 è stata aggiunta una quarta casistica: variazione del patrimonio mobiliare superiore al 20% rispetto all’ordinario (es. esaurimento dei risparmi per pagare spese straordinarie, vendita di un asset rilevante).
3. Aggiornamento redditi e patrimonio mobiliare
L’ISEE corrente può aggiornare due distinte componenti:
Aggiornamento dei redditi (sempre obbligatorio per il corrente)
Si dichiarano i redditi degli ultimi 12 mesi precedenti la richiesta (o, su scelta, le ultime mensilità a partire dalla data dell’evento qualificato, divise per il numero di mesi e moltiplicate per 12). I redditi da includere sono:
- Stipendi e redditi assimilati ricevuti;
- Pensioni e trattamenti previdenziali;
- Indennità di disoccupazione (NASpI, DIS-COLL);
- Compensi di lavoro autonomo;
- Pensione di cittadinanza e altre misure di sostegno;
- Redditi di lavoro dipendente o autonomo all’estero;
- Redditi da locazione e fondiari.
Aggiornamento del patrimonio mobiliare (opzionale dal 2024)
Il D.P.C.M. correttivo del 2023 ha introdotto la possibilità di aggiornare anche il patrimonio mobiliare alla data della richiesta dell’ISEE corrente, riducendo il riferimento al 31/12/2024 a un saldo più recente. L’aggiornamento è utile quando il patrimonio si è ridotto significativamente (es. risparmi consumati per spese mediche, perdita di rendita). Se aggiornato, la validità diventa di 12 mesi anzichè 6.
Il patrimonio immobiliare NON si aggiorna mai con l’ISEE corrente: resta al valore del 31/12 dell’anno di riferimento dell’ISEE ordinario.
4. Procedura: DSU integrativa e validità
La procedura per ottenere l’ISEE corrente prevede:
- Prerequisito: avere un ISEE ordinario in corso di validità. Se non c’è, va prima presentata la DSU ordinaria;
- Presentazione DSU integrativa per ISEE corrente: tramite portale INPS (sezione “servizi al cittadino” – DSU/ISEE), CAF, Comune, intermediari abilitati;
- Documentazione da allegare: certificato del datore di lavoro o documenti che attestino l’evento qualificato (es. lettera di licenziamento, comunicazione CIG, decisione INPS NASpI), buste paga degli ultimi 12 mesi, modello CUD/CU se rilasciato;
- Calcolo automatico INPS: l’attestazione viene rilasciata entro 10-15 giorni lavorativi dalla DSU corretta;
- Validità: 6 mesi dal rilascio (12 mesi se aggiornato anche il patrimonio mobiliare). Per continuare a fruire delle agevolazioni va presentata una nuova DSU corrente al termine.
Casi particolari:
- Lavoratore stagionale: può richiedere l’ISEE corrente con il reddito “ripartito” sui mesi effettivamente lavorati e annualizzato;
- Lavoratore autonomo: dichiara il reddito complessivo degli ultimi 12 mesi, anche da regimi sostitutivi (forfettario);
- Pensione di cittadinanza/assegno di inclusione: l’erogazione di una nuova misura di sostegno reddituale rientra tra gli eventi che richiedono nuovo ISEE corrente.
5. Esempi numerici e errori frequenti
Esempio – Licenziamento e variazione superiore al 25%
Marco ha presentato la DSU ordinaria nel marzo 2026 sui redditi 2024: 35.000 euro di reddito da dipendente. Nel maggio 2026 viene licenziato. Da maggio percepisce NASpI per 1.200 euro/mese. Calcolo ISEE corrente:
- Reddito ultimi 12 mesi (annualizzato da maggio): 4 mesi di stipendio + 8 mesi NASpI = 4 x 2.500 + 8 x 1.200 = 19.600 euro
- Variazione: (35.000 – 19.600) / 35.000 = 44% > 25%
- L’ISEE corrente può essere richiesto
- ISEE corrente sarà notevolmente più basso, dando diritto a maggior bonus nido, assegno unico maggiorato, ecc.
- Documentazione: lettera licenziamento + comunicazione NASpI INPS + buste paga ultimi 12 mesi
Errori frequenti:
- Richiedere l’ISEE corrente senza variazione significativa: se la diminuzione è inferiore al 25% e non c’è un evento qualificato, la richiesta non è accolta.
- Dimenticare di prima fare la DSU ordinaria: il corrente integra l’ordinario, non lo sostituisce. Senza DSU ordinaria valida, il corrente non può essere rilasciato.
- Non aggiornare alla scadenza: l’ISEE corrente decade dopo 6 (o 12) mesi. Se l’agevolazione richiede ISEE in corso di validità, va presentata nuova DSU corrente.
- Dichiarare redditi imprecisi: l’aggiornamento richiede documentazione precisa (buste paga, comunicazioni INPS, CUD anticipato). Dichiarazioni false comportano restituzione prestazioni indebite (art. 76 D.P.R. 445/2000).
- Dimenticare di aggiornare il patrimonio mobiliare: dal 2024 è opzionale ma se i risparmi si sono ridotti, l’aggiornamento è favorevole e prolunga la validità a 12 mesi.
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