Quanto si paga di capital gain nel 2026 e come si compensano le minusvalenze?
Contenuto informativo, non consulenza.
Capital gain 26% nel 2026: come si calcola e come si compensano le minusvalenze
La tassazione del 26% sui redditi finanziari è il pilastro fiscale di chi investe in azioni, ETF non armonizzati, derivati e cripto. Nel 2026 le regole restano stabili, ma il modo in cui compensi le minusvalenze può cambiare di centinaia di euro il risultato netto del tuo portafoglio.
- Aliquota 26% su plusvalenze e altri redditi diversi
- Minusvalenze recuperabili entro 4 periodi d’imposta
- Differenza chiave tra redditi di capitale e redditi diversi
- Esempi numerici 2026 verificabili
Reddito di capitale o reddito diverso? (decide se compensi le minus)
| Famiglia | Esempi | Compensi le minusvalenze? |
|---|---|---|
| Redditi di capitale (art. 44 TUIR) | Cedole, dividendi, interessi, proventi di OICR (fondi ed ETF UCITS armonizzati) | No — tassati al lordo |
| Redditi diversi (art. 67 TUIR) | Plusvalenze su azioni, derivati, ETF non armonizzati, cripto | Sì — con minus della stessa natura realizzate nei 4 periodi d’imposta precedenti |
Aliquota ordinaria 26%; titoli di Stato e equiparati white-list al 12,5% (sia interessi sia plusvalenze, art. 5 D.Lgs. 239/1996). Asimmetria ETF armonizzati: la minus è reddito diverso (compensabile), ma il gain successivo dello stesso strumento è reddito di capitale.
1. Cosa è il capital gain e quando si applica il 26%
Il capital gain (o plusvalenza finanziaria) è la differenza positiva tra il prezzo di vendita di uno strumento finanziario e il suo costo di acquisto. In Italia, dal 1° luglio 2014, l’aliquota ordinaria sui redditi diversi di natura finanziaria è del 26%, fissata dall’art. 3 del D.L. 66/2014 e oggi disciplinata dagli artt. 67 e 68 del TUIR.
Nel 2026 questa aliquota si applica in via generale a plusvalenze su:
- azioni quotate e non quotate (esclusi i titoli a partecipazione qualificata in regime PEX d’impresa);
- ETF non armonizzati, certificate, fondi non UCITS;
- opzioni, futures, CFD e altri strumenti derivati;
- criptovalute oltre la soglia di 2.000 euro di plusvalenze annue (art. 67 c. 1 lett. c-sexies TUIR introdotto dalla L. 197/2022);
- cessione di quote di SRL detenute da privati non in regime d’impresa.
Restano invece all’aliquota agevolata del 12,5% i proventi di titoli pubblici italiani ed esteri equiparati (BTP, BOT, CCT, bond emessi da Stati white list), in base all’art. 26-quinquies del D.P.R. 600/1973.
2. Redditi di capitale vs redditi diversi: la distinzione critica
Per capire come compensare le minusvalenze, va compresa una distinzione tassativa del TUIR: i flussi finanziari sono classificati in due famiglie diverse.
Redditi di capitale (art. 44 TUIR)
Sono i frutti prodotti dall’impiego del capitale: cedole obbligazionarie, dividendi, interessi, proventi di OICR (fondi e ETF UCITS armonizzati). Sono tassati al lordo: non è possibile dedurre alcuna minusvalenza da questi redditi.
Redditi diversi (art. 67 TUIR)
Sono i guadagni da differenziali: vendita di azioni con plusvalenza, chiusura positiva di derivati, plusvalenze su ETF non armonizzati, cripto. Da questi si possono dedurre le minusvalenze di pari natura realizzate nei 4 periodi d’imposta precedenti.
3. Come si calcola la plusvalenza tassabile
Il calcolo segue la formula del costo medio ponderato (CMP), prevista dall’art. 67 c. 1-bis TUIR per chi opera in regime dichiarativo o amministrato.
Il CMP si aggiorna ad ogni acquisto secondo: (CMP precedente × quantità precedente + nuovo prezzo × nuova quantità) / quantità totale. Le vendite parziali consumano CMP pro-quota, ma non lo modificano.
Cosa è deducibile dalla plusvalenza lorda
Sono ammessi in detrazione tutti gli oneri direttamente correlati alla compravendita: commissioni broker, tobin tax italiana 0,10% su azioni italiane, imposta di bollo proporzionale sui contratti derivati, eventuali spread di esecuzione documentati.
4. Minusvalenze: regime quadriennale e compensazione
L’art. 68 c. 5 del TUIR stabilisce che le minusvalenze possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze nei successivi quattro periodi d’imposta. Il calcolo è per anni solari interi.
| Minusvalenza realizzata | Ultimo anno utile |
|---|---|
| 2022 | 2026 |
| 2023 | 2027 |
| 2024 | 2028 |
| 2025 | 2029 |
| 2026 | 2030 |
La compensazione è cronologica: si utilizzano prima le minusvalenze più vecchie. In regime amministrato il broker gestisce automaticamente il calcolo; in regime dichiarativo si compila il quadro RT del Modello Redditi PF.
5. Tre regimi a confronto: amministrato, dichiarativo, gestito
Regime amministrato (art. 6 D.Lgs. 461/1997)
È quello più usato da chi opera con broker italiani (Fineco, Directa, IWBank, Banca Sella). L’intermediario applica direttamente il 26% sulla plusvalenza e gestisce in automatico minusvalenze e bollo titoli. Vantaggio: zero adempimenti dichiarativi.
Regime dichiarativo (art. 5 D.Lgs. 461/1997)
Tipico di chi usa broker esteri (Degiro, Interactive Brokers, Trade Republic, eToro). Il contribuente calcola plusvalenze e minusvalenze in autonomia e le indica nel quadro RT della dichiarazione, oltre al quadro RW per il monitoraggio fiscale. Maggiore flessibilità nella compensazione, ma onere amministrativo significativo.
Regime gestito (art. 7 D.Lgs. 461/1997)
Riservato alle gestioni patrimoniali individuali (GPM/GPF) deliberate da banche e SGR. La tassazione del 26% si applica al risultato di gestione maturato a fine anno, anche se non realizzato. Vantaggio fiscale: la minusvalenza riduce il risultato senza dover essere «portata avanti»; svantaggio: si paga su utili non incassati.
6. Casi particolari: ETF, obbligazioni, cripto, dividendi
ETF e fondi
Gli ETF UCITS armonizzati (la maggior parte di quelli quotati su Borsa Italiana, Euronext, Xetra) pagano il 26% sui proventi periodici e sulla differenza tra valore di vendita e NAV di acquisto, ma le perdite generano minusvalenze come reddito diverso non compensabile con futuri gain dello stesso strumento. Gli ETF non armonizzati (es. molti ETF USA non UCITS) sono tassati più severamente con concorso al reddito complessivo IRPEF.
Obbligazioni
I titoli di Stato italiani e dei Paesi white list mantengono il 12,5%. I corporate bond e i bond emergenti pagano il 26%. La plusvalenza in conto capitale di un BTP venduto sopra il corso d’acquisto è tassata al 12,5%, come confermato dall’art. 5 del D.Lgs. 239/1996.
Criptovalute
Dal 2023 le plusvalenze cripto sono imponibili (soglia di €2.000 abrogata dal 2025); aliquota 26% fino al 2025 e 33% dal 2026 (art. 67 c. 1 lett. c-sexies TUIR). Le minusvalenze sono compensabili con altri redditi diversi finanziari, ma solo per il superamento della stessa soglia di 2.000 euro.
Dividendi
I dividendi su partecipazioni non qualificate sono tassati con ritenuta a titolo d’imposta del 26%. Sono redditi di capitale: non compensabili con minusvalenze.
7. Esempi numerici concreti 2026
Esempio 1 — Compensazione minusvalenze pluriennali
Marco ha accumulato 8.000 euro di minusvalenze nel 2023 e 3.500 euro nel 2025. Nel 2026 realizza 6.000 euro di plusvalenze vendendo azioni Eni con un guadagno significativo.
Calcolo: si usano prima le minusvalenze 2023 (8.000 euro). Si compensa l’intera plusvalenza di 6.000 euro → imposta 2026 = 0 euro. Residuo 2.000 euro di minusvalenza 2023 ancora utilizzabile fino al 2027; restano integri i 3.500 euro del 2025 utilizzabili fino al 2029.
Esempio 2 — Plusvalenza ordinaria su azioni
Laura compra 200 azioni Stellantis a 18,50 euro (commissioni 5 euro) e le rivende nel marzo 2026 a 21,80 euro (commissioni 7 euro). Nessuna minusvalenza pregressa.
Plusvalenza lorda = (21,80 − 18,50) × 200 − 5 − 7 = 660 − 12 = 648 euro. Imposta 26% = 168,48 euro. Netto incassato in più: 479,52 euro.
Esempio 3 — ETF armonizzato in perdita + ETF in guadagno
Giulio vende un ETF MSCI World con minusvalenza di 1.200 euro e contemporaneamente un ETF S&P 500 con plusvalenza di 1.500 euro. Entrambi sono UCITS armonizzati.
Punto chiave: la plusvalenza ETF UCITS armonizzato è reddito di capitale, mentre la minusvalenza ETF UCITS armonizzato è reddito diverso. Risultato: tassazione 26% sui 1.500 euro = 390 euro; la minusvalenza di 1.200 euro resta nello zainetto fiscale ma non riduce l’imposta sul guadagno. Per usarla servirà chiudere in profitto azioni, derivati o ETF non armonizzati entro il 2030.
8. Errori frequenti e ottimizzazione fiscale lecita
- Confondere i regimi: cambiando broker, il nuovo intermediario non eredità automaticamente lo zainetto di minusvalenze del precedente. Occorre chiedere certificazione delle minusvalenze residue e portarle in dichiarazione.
- Dimenticare il quadro RW: chi opera su broker esteri deve compilare il quadro RW (monitoraggio fiscale) anche se non realizza plusvalenze, pena sanzioni dal 3% al 15% degli importi non dichiarati (art. 5 D.L. 167/1990).
- Tax loss harvesting: a fine anno è lecito vendere strumenti in perdita per generare minusvalenze e compensare plusvalenze già realizzate. Non è abuso del diritto perché il TUIR lo prevede espressamente.
- Switch ETF non armonizzato → armonizzato: se hai un ETF non armonizzato in guadagno, valuta l’impatto fiscale (tassazione marginale IRPEF) e considera il consolidamento.
- Conferimento di partecipazioni: chi possiede quote SRL può valutare il conferimento in holding ex art. 177 c. 2-bis TUIR per ottimizzare la trasmissione e la successiva tassazione di dividendi e plusvalenze.
La pianificazione finanziaria fiscale non è un gioco di prestigio: è la disciplina di chiudere ogni anno con il portafoglio bilanciato anche sul piano impositivo, sfruttando le finestre temporali che il TUIR offre.
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Riforma D.Lgs. 192/2024 e prospettive
Il D.Lgs. 192/2024, emanato in attuazione della legge delega fiscale L. 111/2023, ha avviato una revisione sistematica della fiscalità dei redditi finanziari. Tra i punti più attesi dagli investitori vi e la possibile equiparazione degli ETF armonizzati ai redditi diversi, che consentirebbe la compensazione delle minusvalenze con le plusvalenze su altri strumenti finanziari.
Al momento della redazione di questo articolo (maggio 2026), la norma di equiparazione non e ancora entrata in vigore nella sua formulazione definitiva. Il decreto ha però stabilito un percorso graduale di revisione, con possibili effetti a partire dall’anno d’imposta 2027 per quanto riguarda la compensabilita delle perdite.
In attesa dell’eventuale riforma, gli investitori che vogliono gestire attivamente le minusvalenze su strumenti finanziari possono valutare alcune strategie nell’ambito del regime amministrato:
- Realizzare minusvalenze su azioni o obbligazioni singole presenti nel portafoglio prima della fine dell’anno fiscale e compensarle con plusvalenze su strumenti della stessa categoria.
- Utilizzare certificati di investimento (es. certificati a capitale protetto) la cui plusvalenza rientra tra i redditi diversi, potenzialmente compensabile con minusvalenze pregresse su azioni.
- Valutare la sostituzione di ETF con fondi comuni di investimento di diritto italiano, il cui regime fiscale ha caratteristiche diverse.
Per comprendere le differenze tra regime amministrato, gestito e dichiarativo — che influenzano anche le modalita di compensazione — si rimanda all’articolo sul confronto tra regimi fiscali per investitori.
Per collegare questo tema a una decisione concreta, parti da questi approfondimenti collegati.
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