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Capital gain 26% 2026: calcolo, minusvalenze, compensazione

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Capital gain 26% 2026: calcolo, minusvalenze, compensazione
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 27 Dicembre 2025🔄 Aggiornato il 21 Maggio 2026

Capital gain 26% nel 2026: come si calcola e come si compensano le minusvalenze

La tassazione del 26% sui redditi finanziari è il pilastro fiscale di chi investe in azioni, ETF non armonizzati, derivati e cripto. Nel 2026 le regole restano stabili, ma il modo in cui compensi le minusvalenze può cambiare di centinaia di euro il risultato netto del tuo portafoglio.

  • Aliquota 26% su plusvalenze e altri redditi diversi
  • Minusvalenze recuperabili entro 4 periodi d’imposta
  • Differenza chiave tra redditi di capitale e redditi diversi
  • Esempi numerici 2026 verificabili

1. Cosa è il capital gain e quando si applica il 26%

Il capital gain (o plusvalenza finanziaria) è la differenza positiva tra il prezzo di vendita di uno strumento finanziario e il suo costo di acquisto. In Italia, dal 1° luglio 2014, l’aliquota ordinaria sui redditi diversi di natura finanziaria è del 26%, fissata dall’art. 3 del D.L. 66/2014 e oggi disciplinata dagli artt. 67 e 68 del TUIR.

Nel 2026 questa aliquota si applica in via generale a plusvalenze su:

  • azioni quotate e non quotate (esclusi i titoli a partecipazione qualificata in regime PEX d’impresa);
  • ETF non armonizzati, certificate, fondi non UCITS;
  • opzioni, futures, CFD e altri strumenti derivati;
  • criptovalute oltre la soglia di 2.000 euro di plusvalenze annue (art. 67 c. 1 lett. c-sexies TUIR introdotto dalla L. 197/2022);
  • cessione di quote di SRL detenute da privati non in regime d’impresa.

Restano invece all’aliquota agevolata del 12,5% i proventi di titoli pubblici italiani ed esteri equiparati (BTP, BOT, CCT, bond emessi da Stati white list), in base all’art. 26-quinquies del D.P.R. 600/1973.

2. Redditi di capitale vs redditi diversi: la distinzione critica

Per capire come compensare le minusvalenze, va compresa una distinzione tassativa del TUIR: i flussi finanziari sono classificati in due famiglie diverse.

Redditi di capitale (art. 44 TUIR)

Sono i frutti prodotti dall’impiego del capitale: cedole obbligazionarie, dividendi, interessi, proventi di OICR (fondi e ETF UCITS armonizzati). Sono tassati al lordo: non è possibile dedurre alcuna minusvalenza da questi redditi.

Redditi diversi (art. 67 TUIR)

Sono i guadagni da differenziali: vendita di azioni con plusvalenza, chiusura positiva di derivati, plusvalenze su ETF non armonizzati, cripto. Da questi si possono dedurre le minusvalenze di pari natura realizzate nei 4 periodi d’imposta precedenti.

Attenzione. La minusvalenza realizzata vendendo un ETF UCITS armonizzato in perdita è un «reddito diverso» e quindi è compensabile. Ma il successivo guadagno dello stesso ETF acquistato di nuovo viene tassato come «reddito di capitale», non compensabile. Questa asimmetria è una delle storture più criticate del fisco finanziario italiano.

3. Come si calcola la plusvalenza tassabile

Il calcolo segue la formula del costo medio ponderato (CMP), prevista dall’art. 67 c. 1-bis TUIR per chi opera in regime dichiarativo o amministrato.

Plusvalenza = (Prezzo vendita × quantità) − (CMP × quantità) − commissioni

Il CMP si aggiorna ad ogni acquisto secondo: (CMP precedente × quantità precedente + nuovo prezzo × nuova quantità) / quantità totale. Le vendite parziali consumano CMP pro-quota, ma non lo modificano.

Cosa è deducibile dalla plusvalenza lorda

Sono ammessi in detrazione tutti gli oneri direttamente correlati alla compravendita: commissioni broker, tobin tax italiana 0,10% su azioni italiane, imposta di bollo proporzionale sui contratti derivati, eventuali spread di esecuzione documentati.

4. Minusvalenze: regime quadriennale e compensazione

L’art. 68 c. 5 del TUIR stabilisce che le minusvalenze possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze nei successivi quattro periodi d’imposta. Il calcolo è per anni solari interi.

Minusvalenza realizzataUltimo anno utile
20222026
20232027
20242028
20252029
20262030

La compensazione è cronologica: si utilizzano prima le minusvalenze più vecchie. In regime amministrato il broker gestisce automaticamente il calcolo; in regime dichiarativo si compila il quadro RT del Modello Redditi PF.

Attenzione. Le minusvalenze maturate prima del 1° gennaio 2012 sono riconosciute solo nella misura del 48,08%; quelle dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014 al 76,92%. Si tratta di un meccanismo di equiparazione alle aliquote pro-tempore (12,5% prima del 2012, 20% dal 2012 al 2014, 26% dal 2014).

5. Tre regimi a confronto: amministrato, dichiarativo, gestito

Regime amministrato (art. 6 D.Lgs. 461/1997)

È quello più usato da chi opera con broker italiani (Fineco, Directa, IWBank, Banca Sella). L’intermediario applica direttamente il 26% sulla plusvalenza e gestisce in automatico minusvalenze e bollo titoli. Vantaggio: zero adempimenti dichiarativi.

Regime dichiarativo (art. 5 D.Lgs. 461/1997)

Tipico di chi usa broker esteri (Degiro, Interactive Brokers, Trade Republic, eToro). Il contribuente calcola plusvalenze e minusvalenze in autonomia e le indica nel quadro RT della dichiarazione, oltre al quadro RW per il monitoraggio fiscale. Maggiore flessibilità nella compensazione, ma onere amministrativo significativo.

Regime gestito (art. 7 D.Lgs. 461/1997)

Riservato alle gestioni patrimoniali individuali (GPM/GPF) deliberate da banche e SGR. La tassazione del 26% si applica al risultato di gestione maturato a fine anno, anche se non realizzato. Vantaggio fiscale: la minusvalenza riduce il risultato senza dover essere «portata avanti»; svantaggio: si paga su utili non incassati.

6. Casi particolari: ETF, obbligazioni, cripto, dividendi

ETF e fondi

Gli ETF UCITS armonizzati (la maggior parte di quelli quotati su Borsa Italiana, Euronext, Xetra) pagano il 26% sui proventi periodici e sulla differenza tra valore di vendita e NAV di acquisto, ma le perdite generano minusvalenze come reddito diverso non compensabile con futuri gain dello stesso strumento. Gli ETF non armonizzati (es. molti ETF USA non UCITS) sono tassati più severamente con concorso al reddito complessivo IRPEF.

Obbligazioni

I titoli di Stato italiani e dei Paesi white list mantengono il 12,5%. I corporate bond e i bond emergenti pagano il 26%. La plusvalenza in conto capitale di un BTP venduto sopra il corso d’acquisto è tassata al 12,5%, come confermato dall’art. 5 del D.Lgs. 239/1996.

Criptovalute

Dal 2023 le plusvalenze cripto eccedenti 2.000 euro annui sono soggette al 26% (art. 67 c. 1 lett. c-sexies TUIR). Le minusvalenze sono compensabili con altri redditi diversi finanziari, ma solo per il superamento della stessa soglia di 2.000 euro.

Dividendi

I dividendi su partecipazioni non qualificate sono tassati con ritenuta a titolo d’imposta del 26%. Sono redditi di capitale: non compensabili con minusvalenze.

7. Esempi numerici concreti 2026

Esempio 1 — Compensazione minusvalenze pluriennali

Marco ha accumulato 8.000 euro di minusvalenze nel 2023 e 3.500 euro nel 2025. Nel 2026 realizza 6.000 euro di plusvalenze vendendo azioni Eni con un guadagno significativo.

Calcolo: si usano prima le minusvalenze 2023 (8.000 euro). Si compensa l’intera plusvalenza di 6.000 euro → imposta 2026 = 0 euro. Residuo 2.000 euro di minusvalenza 2023 ancora utilizzabile fino al 2027; restano integri i 3.500 euro del 2025 utilizzabili fino al 2029.

Esempio 2 — Plusvalenza ordinaria su azioni

Laura compra 200 azioni Stellantis a 18,50 euro (commissioni 5 euro) e le rivende nel marzo 2026 a 21,80 euro (commissioni 7 euro). Nessuna minusvalenza pregressa.

Plusvalenza lorda = (21,80 − 18,50) × 200 − 5 − 7 = 660 − 12 = 648 euro. Imposta 26% = 168,48 euro. Netto incassato in più: 479,52 euro.

Esempio 3 — ETF armonizzato in perdita + ETF in guadagno

Giulio vende un ETF MSCI World con minusvalenza di 1.200 euro e contemporaneamente un ETF S&P 500 con plusvalenza di 1.500 euro. Entrambi sono UCITS armonizzati.

Punto chiave: la plusvalenza ETF UCITS armonizzato è reddito di capitale, mentre la minusvalenza ETF UCITS armonizzato è reddito diverso. Risultato: tassazione 26% sui 1.500 euro = 390 euro; la minusvalenza di 1.200 euro resta nello zainetto fiscale ma non riduce l’imposta sul guadagno. Per usarla servirà chiudere in profitto azioni, derivati o ETF non armonizzati entro il 2030.

8. Errori frequenti e ottimizzazione fiscale lecita

  • Confondere i regimi: cambiando broker, il nuovo intermediario non eredita automaticamente lo zainetto di minusvalenze del precedente. Occorre chiedere certificazione delle minusvalenze residue e portarle in dichiarazione.
  • Dimenticare il quadro RW: chi opera su broker esteri deve compilare il quadro RW (monitoraggio fiscale) anche se non realizza plusvalenze, pena sanzioni dal 3% al 15% degli importi non dichiarati (art. 5 D.L. 167/1990).
  • Tax loss harvesting: a fine anno è lecito vendere strumenti in perdita per generare minusvalenze e compensare plusvalenze già realizzate. Non è abuso del diritto perché il TUIR lo prevede espressamente.
  • Switch ETF non armonizzato → armonizzato: se hai un ETF non armonizzato in guadagno, valuta l’impatto fiscale (tassazione marginale IRPEF) e considera il consolidamento.
  • Conferimento di partecipazioni: chi possiede quote SRL può valutare il conferimento in holding ex art. 177 c. 2-bis TUIR per ottimizzare la trasmissione e la successiva tassazione di dividendi e plusvalenze.

La pianificazione finanziaria fiscale non è un gioco di prestigio: è la disciplina di chiudere ogni anno con il portafoglio bilanciato anche sul piano impositivo, sfruttando le finestre temporali che il TUIR offre.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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