Approfondimento

Nota integrativa nel bilancio abbreviato

in
Fisco Investimenti - fisco
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 5 Marzo 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Nota integrativa nel bilancio abbreviato: obblighi, voci e controlli 2026

Il bilancio in forma abbreviata è consentito dall’art. 2435-bis del Codice Civile alle società che per due esercizi consecutivi non superano due dei tre limiti: totale attivo 4.400.000 euro, ricavi 8.800.000 euro, dipendenti 50. Il regime semplificato riduce alcune voci dello stato patrimoniale e del conto economico rispetto al bilancio ordinario, ma non elimina l’obbligo della nota integrativa — riduce solo il suo contenuto minimo.

La nota integrativa del bilancio abbreviato non è un documento di corredo: è parte integrante del bilancio d’esercizio, che ai sensi dell’art. 2423 c.c. deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società. Una nota integrativa incompleta o incongruente espone gli amministratori a responsabilità.

Contenuto obbligatorio della nota integrativa abbreviata

L’art. 2435-bis c.c. prevede per il bilancio abbreviato un contenuto minimo specifico nella nota integrativa, che riduce ma non azzera gli obblighi informativi dell’art. 2427 c.c. Le informazioni obbligatorie includono:

Voce obbligatoria Riferimento normativo Note operative
Criteri di valutazione delle poste di bilancio Art. 2427, co. 1, n. 1 c.c. Devono essere coerenti con gli anni precedenti
Movimenti delle immobilizzazioni (materiali, immateriali, finanziarie) Art. 2427, co. 1, n. 2 c.c. Costi storici, ammortamenti, svalutazioni, rivalutazioni
Composizione debiti con scadenza oltre 5 anni e debiti assistiti da garanzie reali Art. 2427, co. 1, n. 6 c.c. Mutui, leasing, ipoteche, pegni
Ammontare degli oneri finanziari capitalizzati Art. 2427, co. 1, n. 7 c.c. Se si capitalizzano interessi passivi su immobilizzazioni
Impegni non risultanti dallo stato patrimoniale Art. 2427, co. 1, n. 9 c.c. Garanzie prestate, fideiussioni, leasing operativi
Compensi ad amministratori e sindaci Art. 2427, co. 1, n. 16 c.c. Anche se deliberati ma non ancora pagati
Numero medio dipendenti per categoria Art. 2427, co. 1, n. 15 c.c. Dirigenti, operai, impiegati
Ricavi per categoria e area geografica (se rilevanti) Art. 2427, co. 1, n. 10 c.c. Solo se significativi per la comprensione del bilancio

Rispetto al bilancio ordinario, il bilancio abbreviato è esonerato da alcune informazioni (es. dettaglio completo delle partecipazioni, informazioni sulle parti correlate non rilevanti, dettaglio dei proventi finanziari). Tuttavia, l’OIC (Organismo Italiano di Contabilità) ha precisato con le note al OIC 15, OIC 16, OIC 17 che la nota deve comunque riflettere la reale sostanza economica delle operazioni.

Tre esempi operativi di compilazione

Esempio 1: finanziamento soci non restituito

Una S.r.l. ha ricevuto dal socio un finanziamento infruttifero di 150.000 euro nel 2023, scadenza entro il 2028. Non è stato ancora restituito.

Nella nota integrativa abbreviata occorre indicare:

  1. Importo del debito verso soci per finanziamenti: 150.000 euro
  2. Natura del debito: infruttifero, senza garanzia reale
  3. Scadenza prevista: 2028 (debito oltre 5 anni? No, entro 5 anni — ma deve essere indicato)
  4. Nessun onere finanziario capitalizzato (tasso zero)
  5. Verifica: è un finanziamento o un apporto? Se la società è in perdita e il socio non prevede restituzione, potrebbe configurarsi un apporto in conto capitale da classificare diversamente

Esempio 2: leasing su macchinari — informazione sugli impegni

La S.r.l. ha tre contratti di leasing operativo per macchinari. Canoni residui totali: 280.000 euro (180.000 entro l’anno, 100.000 oltre l’anno).

Nella nota integrativa:

  1. Impegni per leasing operativi non iscritti nello stato patrimoniale: 280.000 euro
  2. Di cui entro 12 mesi: 180.000 euro
  3. Di cui oltre 12 mesi: 100.000 euro
  4. Descrizione sintetica dei beni in leasing e delle condizioni principali
  5. Nota: se fossero leasing finanziario (ownership transfer), andrebbero invece capitalizzati e ammortizzati con metodo OIC 17

Esempio 3: ammortamento accelerato con variazione rispetto all’anno precedente

Nel 2025 la S.r.l. ha ammortizzato un impianto con aliquota fiscale del 20% (ammortamento ordinario). Nel 2026 decide di passare all’aliquota del 25% per ottimizzare la posizione fiscale.

  1. Nella nota integrativa: indicare il criterio di valutazione degli impianti e macchinari (costo storico meno ammortamenti)
  2. Indicare il cambio di aliquota rispetto all’anno precedente: da 20% a 25% per il cespite X
  3. Effetto sul bilancio: ammortamento maggiore di 12.500 euro (es. su impianto da 250.000 euro: 25% – 20% = 5% × 250.000)
  4. Utile netto ridotto di circa 9.250 euro (assumendo aliquota IRES 24%)
  5. La variazione dei criteri contabili deve essere giustificata per una migliore rappresentazione oppure riconosciuta come eccezionale

Le aree critiche da controllare prima del deposito

  • Finanziamenti soci: classificazione corretta (debito vs. patrimonio), eventuale postergazione, interessi (anche se zero devono essere menzionati)
  • Crediti verso clienti: se ci sono crediti scaduti non svalutati, la nota deve spiegare perché il recupero è ritenuto probabile
  • Debiti tributari: IVA, IRES, IRAP non ancora versate ma maturate — devono essere iscritte nel passivo e la nota può commentarle
  • Compensi agli amministratori: se deliberati ma non erogati, vanno nel passivo come debiti e citati in nota
  • Rivalutazioni di immobili: se effettuate nell’anno, l’importo e la metodologia devono essere descritti
  • Riserve non distribuibili: la nota deve segnalare se ci sono riserve soggette a vincoli (es. riserva da rivalutazione, riserva da riduzione capitale)

Coerenza tra nota, contabilità e verbali societari

Un errore frequente è preparare la nota integrativa come documento autonomo, senza verificarla rispetto ai dati reali del bilancio. La nota deve essere strettamente collegata ai numeri di stato patrimoniale e conto economico:

  • I movimenti delle immobilizzazioni indicati in nota devono quadrare con le schede contabili dei cespiti
  • I debiti verso soci indicati in nota devono corrispondere ai saldi del sottoconto contabile
  • I compensi amministratori citati in nota devono essere coerenti con la delibera assembleare
  • Gli impegni per garanzie prestate devono essere documentati da contratti o fideiussioni in archivio

Anche la delibera sul compenso dell’amministratore deve essere verificata prima del deposito del bilancio: senza delibera formale, il compenso non è fiscalmente deducibile dalla S.r.l. e la sua menzione in nota sarebbe incongruente.

Casi particolari ed eccezioni

Passaggio da bilancio abbreviato a ordinario

Se nell’anno in corso la società supera i limiti dell’art. 2435-bis c.c. per il secondo esercizio consecutivo, dal prossimo anno deve passare al bilancio ordinario. La nota integrativa del bilancio abbreviato dell’ultimo anno di applicazione deve già dare maggiori informazioni per facilitare la transizione e non generare stranezze nel primo bilancio ordinario.

Perdite che riducono il patrimonio netto sotto la metà del capitale

Se la società presenta una perdita che riduce il patrimonio netto sotto la metà del capitale sociale (art. 2482-bis c.c.), la nota integrativa deve segnalare la situazione. Gli amministratori devono convocare l’assemblea per deliberare i provvedimenti del caso. La nota non può ignorare questa situazione con formule generiche.

Bilancio abbreviato di S.r.l. con unico socio

Le S.r.l. con unico socio hanno obblighi aggiuntivi di pubblicità (art. 2470 c.c.). La nota integrativa deve indicare la composizione societaria e, se il socio unico è anche amministratore, richiamare le cautele sui contratti tra la società e il socio unico (art. 2475-ter c.c.). I contratti stipulati con l’unico socio devono risultare da atto scritto o, per le operazioni ordinarie, da annotazione nel libro delle decisioni dei soci.

Domande frequenti

La nota integrativa abbreviata può essere un documento standard copiato ogni anno?

No, o almeno non senza aggiornamento. Usare un template fisso senza adattarlo ai dati dell’anno è tecnicamente possibile se i dati non sono cambiati, ma in pratica ogni anno ci sono variazioni: cespiti acquistati o dismessi, finanziamenti rimborsati o accesi, compensi cambiati, variazioni di personale. Una nota identica per tre anni di fila senza adeguamenti rischia di diventare un documento che non riflette la realtà e può essere contestata in caso di ispezione o controversia tra soci. La revisione annuale è necessaria, anche se rapida.

Qual è la sanzione per una nota integrativa incompleta?

La nota integrativa incompleta o non veritiera può esporre gli amministratori a responsabilità civile verso i soci e i terzi (art. 2395-2396 c.c.) e, nei casi più gravi, a responsabilità penale per falso in bilancio (art. 2621-2622 c.c.). Il falso in bilancio è punito con la reclusione da 3 a 8 anni se la condotta è dolosa e i dati alterati sono sensibili. Per le violazioni formali (omissioni non materiali), la responsabilità è prevalentemente civile. Il bilancio può essere impugnato dall’assemblea entro 90 giorni dal deposito (art. 2377 c.c.).

La nota integrativa abbreviata deve essere firmata dagli amministratori?

Il bilancio d’esercizio nel suo complesso (stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa) è approvato dall’assemblea dei soci e deve essere depositato al Registro Imprese entro 30 giorni dall’approvazione. La nota integrativa fa parte del fascicolo del bilancio e viene depositata insieme agli altri documenti. La firma degli amministratori è sul bilancio nell’insieme (tramite la relazione sulla gestione e il verbale di approvazione), non necessariamente su ogni singola pagina della nota.

I criteri di valutazione possono essere cambiati da un anno all’altro?

Sì, ma il cambiamento deve essere motivato e dichiarato in nota integrativa (art. 2423-bis, co. 1, n. 6 c.c.). Il principio di continuità dei criteri di valutazione è uno dei principi fondamentali del bilancio: si può derogare solo se il cambiamento migliora la rappresentazione veritiera e corretta oppure è obbligatorio per nuovi principi contabili. La nota deve indicare: quale criterio è cambiato, perché, e quale impatto ha avuto sul risultato e sul patrimonio netto.

Cosa si intende per “impegni non risultanti dallo stato patrimoniale”?

Sono impegni che l’azienda ha assunto ma che non compaiono come debiti o fondi nello stato patrimoniale perché non hanno ancora generato un’obbligazione certa e definitiva. Esempi: fideiussioni prestate per conto terzi, contratti di leasing operativo (prima dell’IFRS 16, non applicato alle PMI italiane), contratti d’acquisto a termine, impegni contrattuali futuri. La loro menzione in nota permette al lettore del bilancio di capire i rischi potenziali non visibili dai numeri principali.

Il bilancio abbreviato deve essere revisionato?

Le S.r.l. non quotate che non superano i limiti per il bilancio abbreviato non sono in generale obbligate alla revisione legale, salvo che abbiano nominato il collegio sindacale o lo statuto lo preveda. Le S.r.l. che superano due dei tre limiti: totale attivo >4,4M€, ricavi >8,8M€, dipendenti >50 (per due esercizi) devono passare al bilancio ordinario e, al superamento di ulteriori soglie, nominare un revisore legale. La nomina obbligatoria del revisore scatta quando viene meno la possibilità di non avere il collegio sindacale (art. 2477 c.c., soglie aggiornate dal D.Lgs. 14/2019).

Quando e come si deposita il bilancio abbreviato al Registro Imprese?

Il bilancio deve essere approvato dall’assemblea entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio (31 dicembre → entro 30 aprile), prorogabili a 180 giorni con adeguata motivazione. Entro 30 giorni dall’approvazione, il bilancio va depositato al Registro Imprese tramite trasmissione telematica con firma digitale del legale rappresentante. Il fascicolo da depositare comprende: bilancio (SP, CE, nota), verbale di approvazione, relazione sulla gestione (esonerabile per le micro-imprese), elenco soci se richiesto. La mancata deposizione entro i termini comporta sanzioni amministrative a carico degli amministratori.

Nota integrativa e OIC: principi contabili nazionali da rispettare

I principi contabili nazionali (OIC) emessi dall’Organismo Italiano di Contabilità sono la guida tecnica per la redazione della nota integrativa. Anche se tecnicamente non hanno valore di legge per le società non quotate, rappresentano lo standard di riferimento per la prassi professionale e per la valutazione della correttezza del bilancio in sede giudiziale o fiscale.

I principali OIC applicabili al bilancio abbreviato:

  • OIC 1: I principali effetti della riforma del diritto societario sulla redazione del bilancio
  • OIC 9: Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni
  • OIC 14: Disponibilità liquide
  • OIC 15: Crediti — classificazione, valutazione, svalutazione per rischio inesigibilità
  • OIC 16: Immobilizzazioni materiali — criteri di ammortamento, capitalizzazione, rivalutazione
  • OIC 17: Leasing — trattamento contabile nel bilancio del locatario
  • OIC 21: Partecipazioni — metodo del costo o del patrimonio netto
  • OIC 25: Imposte sul reddito — imposte correnti, anticipate e differite

Anche il bilancio abbreviato deve rispettare questi principi nelle aree in cui li applica. La nota integrativa abbreviata deve essere coerente con i principi OIC adottati e indicarli esplicitamente nella sezione sui criteri di valutazione.

Le imposte differite nella nota integrativa abbreviata

Le imposte differite e anticipate (OIC 25) sono un’area spesso trascurata nella nota del bilancio abbreviato. Nascono dalle differenze temporanee tra la valutazione civilistica e quella fiscale delle poste di bilancio. Esempi:

  • Ammortamenti fiscali accelerati rispetto a quelli civilistici: si genera un fondo imposte differite nel passivo
  • Accantonamenti a fondi rischi non ancora deducibili fiscalmente: si genera un credito per imposte anticipate nell’attivo
  • Perdite fiscali riportabili: possono generare imposte anticipate se il recupero è probabile

Il bilancio abbreviato può non iscrivere le imposte differite/anticipate se di importo non rilevante, ma deve comunque indicare in nota integrativa il trattamento scelto e l’importo delle differenze temporanee significative. Omettere completamente il tema — quando ci sono ammortamenti accelerati rilevanti o fondi rischi importanti — è un’incompletezza che emerge nei controlli.

Il tema dei ratei e risconti nella nota abbreviata

I ratei e risconti (OIC 18) sono voci di bilancio che rappresentano quote di costi o ricavi di competenza dell’esercizio ma non ancora liquidati, o già liquidati ma di competenza futura. Nella nota integrativa abbreviata, la loro illustrazione è semplificata ma non eliminata.

Le voci significative da citare:

  • Canoni di affitto anticipati (risconti attivi): indicare l’importo e il periodo a cui si riferiscono
  • Interessi passivi maturati ma non ancora pagati (ratei passivi): indicare su quali finanziamenti
  • Premi di risultato maturati ma non ancora erogati (ratei passivi): indicare il criterio di stima

Per una guida completa sui ratei e risconti nel bilancio, il principio guida è la competenza economica: ogni voce deve essere attribuita all’esercizio a cui economicamente appartiene, indipendentemente dalla manifestazione finanziaria.

Fonti normative di riferimento
  • Codice Civile, artt. 2423, 2427, 2435-bis — bilancio e nota integrativa
  • OIC 16 — Immobilizzazioni materiali (ammortamenti)
  • OIC 17 — Leasing (trattamento contabile)
  • OIC 15 — Crediti (valutazione e svalutazioni)
  • D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 139 — recepimento Direttiva 2013/34/UE (bilanci)
  • Registro Imprese — istruzioni per il deposito telematico del bilancio

Hai un caso simile? Affidati a un professionista del network

Fiscoinvestimenti è un marketplace di professionisti qualificati: commercialisti, avvocati, notai, consulenti del lavoro, consulenti finanziari indipendenti selezionati per albo, specializzazione e geografia. Triage gratuito entro 24-72 ore.

Trova il professionista giusto →

Approfondisci

Guide e analisi correlate per inquadrare meglio il tema.

Hai bisogno di un esperto Trova commercialista ›
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.