Approfondimento

TFM Amministratori SRL 2026: delibera, accantonamento

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 9 Febbraio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Il trattamento di fine mandato (TFM) è uno degli strumenti di pianificazione fiscale più efficaci a disposizione delle SRL italiane, eppure continua a essere mal gestito nella pratica. Un errore procedurale — come una delibera assembleare redatta dopo l’inizio del mandato, o priva di data certa — è sufficiente a privare la società della deducibilità per competenza e l’amministratore del regime di tassazione separata, con un costo fiscale significativo che poteva essere evitato.

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Questa guida analizza ogni aspetto del TFM nel 2026: la natura giuridica dell’istituto, le regole formali della delibera, le modalità di accantonamento in bilancio, la deducibilità in capo alla SRL secondo l’art. 105 TUIR, e la tassazione in capo all’amministratore. Include un esempio numerico completo e una tabella di confronto tra TFM qualificato e non qualificato.

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Cos’è il TFM: analogia con il TFR e differenze

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Il trattamento di fine mandato è un’indennità che la SRL corrisponde all’amministratore al momento della cessazione del suo mandato. Non esiste una norma civilistica che lo preveda espressamente per gli amministratori di SRL (a differenza del TFR per i dipendenti, disciplinato dall’art. 2120 c.c.): il TFM nasce da un accordo negoziale tra la società e l’amministratore, formalizzato tipicamente con delibera assembleare.

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L’analogia con il TFR è utile per capire la logica economica dell’istituto: in entrambi i casi si tratta di una remunerazione differita che matura progressivamente durante il rapporto e viene liquidata in un’unica soluzione alla sua cessazione. La differenza fondamentale è che il TFR è obbligatorio per legge per i dipendenti subordinati, mentre il TFM è facoltativo e richiede un’esplicita previsione negoziale.

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Dal punto di vista economico, il TFM consente di:

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  • Rinviare la tassazione in capo all’amministratore al momento dell’effettiva erogazione
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  • Ottenere (se correttamente strutturato) la tassazione separata anziché quella ordinaria IRPEF
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  • Permettere alla SRL di dedurre i costi per competenza, spalmando l’onere fiscale negli anni
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  • Creare un accantonamento che migliora la pianificazione finanziaria della società
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La delibera assembleare: obbligatoria, anteriore e con data certa

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Il presupposto fondamentale per il corretto funzionamento del TFM è la delibera assembleare. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27069 del 2021, ha ribadito in modo chiaro un principio già consolidato: la delibera che istituisce il TFM deve avere data certa anteriore all’inizio del mandato dell’amministratore a cui si riferisce. Non è sufficiente una delibera posteriore, nemmeno se retroattiva.

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Perché la data certa è così importante

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La data certa — nel senso tecnico-giuridico del termine, ossia una data opponibile a terzi — distingue il TFM “qualificato” da quello “non qualificato”:

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  • TFM qualificato: delibera con data certa anteriore all’inizio del rapporto → deducibilità per competenza per la SRL + tassazione separata per l’amministratore
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  • TFM non qualificato: delibera senza data certa o posteriore all’inizio del mandato → deducibilità per cassa per la SRL + IRPEF ordinaria per l’amministratore
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La data certa si ottiene attraverso uno dei seguenti strumenti:

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  • Deposito della delibera presso un notaio (atto pubblico o scrittura privata autenticata)
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  • Registrazione presso l’Agenzia delle Entrate
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  • Invio tramite PEC con ricevuta di consegna
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  • Apposizione di bollo postale o timbro da parte di un pubblico ufficiale
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La soluzione più comune e sicura è la registrazione volontaria presso l’Agenzia delle Entrate, che costa poche decine di euro e conferisce data certa opponibile a qualsiasi terzo, compreso il Fisco.

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Contenuto minimo della delibera

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La delibera deve contenere almeno:

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  • L’identità dell’amministratore beneficiario
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  • L’importo del TFM (cifra annua o totale complessivo per la durata del mandato)
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  • I criteri di calcolo (es. quota fissa annuale, percentuale del compenso, parametri variabili)
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  • Le condizioni di erogazione (cessazione del mandato, scadenza naturale, revoca)
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  • L’eventuale previsione di accantonamento in un fondo dedicato
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Una delibera generica che si limita a “riconoscere un TFM” senza specificare l’importo o i criteri di calcolo rischia di essere contestata dall’Agenzia delle Entrate come indeterminata e quindi priva di effetti fiscali.

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Ammontare del TFM: libertà e congruità

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La legge non prevede massimali per il TFM: l’importo è liberamente stabilito dai soci nella delibera assembleare. Tuttavia, l’assenza di un tetto legale non significa assenza di limiti fiscali.

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Il principio di inerenza e congruità vale anche per il TFM: un importo sproporzionato rispetto alle dimensioni della società, al compenso ordinario dell’amministratore e alla prassi di settore può essere contestato dall’Amministrazione finanziaria come eccessivo e non deducibile nella parte eccedente il congruo.

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In pratica, molti commercialisti utilizzano come riferimento un TFM annuale compreso tra una e tre mensilità del compenso ordinario dell’amministratore, ma non esiste una regola codificata. L’importante è che l’importo sia giustificabile in un eventuale contraddittorio con il Fisco, documentando il raffronto con la prassi aziendale, le dimensioni della società e le responsabilità effettive dell’amministratore.

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Deducibilità per la SRL: art. 105 TUIR

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Il trattamento fiscale del TFM in capo alla SRL è disciplinato dall’art. 105 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), che regola la deducibilità degli accantonamenti ai fondi per indennità di fine rapporto e simili.

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TFM qualificato: deducibilità per competenza

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Se la delibera ha data certa anteriore all’inizio del mandato, gli accantonamenti annuali al fondo TFM sono deducibili per competenza: la SRL può dedurre ogni anno la quota di TFM maturata in quell’esercizio, anche se l’erogazione avverrà solo alla fine del mandato.

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Questo è il vantaggio fiscale principale: la deduzione viene spalata sugli anni del mandato, riducendo l’utile imponibile della SRL in modo costante e prevedibile, senza attendere il momento dell’effettivo pagamento.

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TFM non qualificato: deducibilità solo per cassa

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Se la delibera manca di data certa anteriore, gli accantonamenti annuali non sono deducibili. La SRL potrà dedurre il TFM solo nell’esercizio in cui avviene l’effettivo pagamento all’amministratore. Questo comporta:

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  • Nessuna riduzione dell’utile imponibile negli anni di accantonamento
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  • Deduzione concentrata in un solo esercizio (quello dell’erogazione), con possibile impatto sull’aliquota IRES effettiva se coincide con un anno di utili elevati
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  • Potenziale problema di liquidità se l’importo è significativo e non è stato accantonato
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Limite di deducibilità

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Per il TFM qualificato, la deducibilità per competenza segue le stesse regole dell’art. 105 TUIR applicate al TFR dei dipendenti. L’accantonamento annuale deducibile è pari alla quota di TFM maturata nell’esercizio secondo i criteri stabiliti dalla delibera. Non vi è un tetto percentuale fisso come per il TFR dipendenti, ma vale il generale principio di congruità già menzionato.

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Tassazione in capo all’amministratore

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Il regime fiscale del TFM per l’amministratore dipende anche in questo caso dalla qualificazione del TFM:

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TFM qualificato: tassazione separata

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Se la delibera ha data certa anteriore all’inizio del mandato, l’amministratore beneficia della tassazione separata ai sensi dell’art. 17, comma 1, lettera c) del TUIR. La tassazione separata funziona così:

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  • Il TFM percepito non viene sommato agli altri redditi dell’anno di erogazione
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  • L’Agenzia delle Entrate determina un’aliquota media applicando l’IRPEF al reddito complessivo dei due anni precedenti all’erogazione
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  • Il TFM viene tassato con questa aliquota media, che in molti casi è inferiore all’aliquota marginale IRPEF dell’amministratore
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Il vantaggio è tanto maggiore quanto più l’amministratore ha un reddito ordinario elevato (e quindi un’aliquota marginale alta): la tassazione separata applica l’aliquota media, non quella marginale.

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TFM non qualificato: IRPEF ordinaria

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In assenza di data certa anteriore, il TFM viene tassato come reddito ordinario di lavoro autonomo o assimilato nell’anno di erogazione, sommandosi agli altri redditi dell’amministratore. Se l’amministratore ha già redditi elevati, l’aliquota marginale IRPEF si applica per intero sul TFM (fino al 43% per redditi sopra 50.000 €), annullando gran parte del vantaggio fiscale teorico.

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La ritenuta d’acconto del 20%

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Al momento dell’erogazione del TFM, la SRL deve applicare una ritenuta d’acconto del 20% sull’importo lordo, da versare all’Erario entro il 16 del mese successivo (modello F24). Questa ritenuta è a titolo d’acconto: l’amministratore la recupera nella dichiarazione dei redditi dell’anno di erogazione (o in quella in cui viene liquidata la tassazione separata).

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La ritenuta del 20% si applica sia nel caso di tassazione separata sia nel caso di IRPEF ordinaria. Non esistono esoneri dalla ritenuta per il TFM, indipendentemente dall’importo.

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Accantonamento in bilancio: OIC 19 e voce di conto

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Dal punto di vista contabile, il TFM qualificato richiede la costituzione di un fondo nel passivo del bilancio. Il principio contabile OIC 19 (“Fondi per rischi e oneri e TFR”) disciplina le modalità di rilevazione.

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Voce di bilancio

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Esistono due interpretazioni sulla corretta classificazione:

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  • Voce B.1) — Costi del personale: adottata da chi equipara l’amministratore a una figura “para-lavoristica” e ritiene che il TFM debba seguire le stesse regole del TFR dipendenti
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  • Voce B.13) — Fondo TFR o Voce B.3) — Altri fondi nella sezione dei fondi per rischi e oneri: adottata da chi sottolinea la natura non subordinata del rapporto di amministrazione
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La prassi prevalente e più prudente è iscrivere il fondo TFM nella sezione B del passivo, separatamente dal TFR dei dipendenti, con denominazione esplicita “Fondo trattamento di fine mandato amministratori”. Questo consente la massima trasparenza nei confronti di soci, revisori e Fisco.

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Registrazione contabile annuale

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Ogni anno, la SRL effettua la seguente registrazione:

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  • Dare: Accantonamento TFM amministratori (conto economico, costi) per la quota annuale
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  • Avere: Fondo TFM amministratori (passivo di bilancio) per lo stesso importo
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Al momento dell’erogazione:

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  • Dare: Fondo TFM amministratori (storno del fondo)
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  • Avere: Banca (importo netto dopo la ritenuta) + Erario c/ritenute (ritenuta 20%)
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Revoca anticipata del mandato: calcolo pro-rata

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Se il mandato dell’amministratore cessa prima della scadenza naturale — per revoca assembleare, dimissioni volontarie o decadenza per incompatibilità — il TFM viene liquidato in misura proporzionale al periodo effettivamente maturato.

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La delibera dovrebbe prevedere espressamente le modalità di calcolo pro-rata per evitare controversie. Un meccanismo tipico è:

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TFM erogabile = (TFM annuale × anni di mandato effettivi) + (TFM annuale × mesi residui / 12)

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In caso di revoca per giusta causa, alcune delibere prevedono la decadenza parziale o totale dal TFM: questo aspetto deve essere esplicitato nella delibera originaria per essere opponibile. In caso di revoca senza giusta causa, l’amministratore ha diritto al TFM pro-rata maturato, indipendentemente da clausole decadenziali.

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Esempio numerico completo

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Consideriamo una SRL con un amministratore-socio (unico socio). L’assemblea delibera, con data certa anteriore al rinnovo del mandato, un TFM di 30.000 € per anno per un mandato di 5 anni. Il TFM totale a scadenza sarà di 150.000 €.

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Lato SRL: deducibilità e accantonamento

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AnnoAccantonamento annualeFondo cumulato a fine annoDeduzione IRES (24%)
Anno 130.000 €30.000 €7.200 €
Anno 230.000 €60.000 €7.200 €
Anno 330.000 €90.000 €7.200 €
Anno 430.000 €120.000 €7.200 €
Anno 530.000 €150.000 €7.200 €
Totale150.000 €36.000 €
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La SRL risparmia complessivamente 36.000 € di IRES (24% × 150.000 €) spalati sui 5 anni, con un risparmio di 7.200 € per esercizio.

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Lato amministratore: tassazione alla percezione

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Al termine del mandato, l’amministratore percepisce 150.000 € lordi. La SRL applica la ritenuta d’acconto del 20% = 30.000 €. L’amministratore riceve 120.000 € netti, e attende la liquidazione definitiva dell’Agenzia delle Entrate.

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Supponiamo che l’amministratore abbia avuto un reddito complessivo di 60.000 € negli ultimi due anni. L’aliquota media IRPEF su 60.000 € è circa il 27%. La tassazione separata applica questa aliquota al TFM:

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  • TFM lordo: 150.000 €
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  • Aliquota media applicata: 27%
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  • Imposta definitiva: 40.500 €
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  • Ritenuta già versata: 30.000 €
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  • Conguaglio a debito: 10.500 €
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  • TFM netto effettivo: 150.000 − 40.500 = 109.500 €
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Confronto con compenso mensile equivalente

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Se invece di accantonare il TFM la SRL avesse corrisposto lo stesso importo come compenso ordinario aggiuntivo (30.000 €/anno in più), l’amministratore avrebbe pagato IRPEF all’aliquota marginale del 43% (supponendo che sia già nella fascia massima con il compenso base):

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  • Compenso aggiuntivo lordo in 5 anni: 150.000 €
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  • IRPEF marginale 43%: 64.500 €
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  • Netto percepito in 5 anni: 85.500 €
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Con il TFM qualificato, il netto è 109.500 € contro 85.500 € del compenso ordinario: un vantaggio fiscale netto per l’amministratore di 24.000 € sulla stessa remunerazione lorda, semplicemente grazie alla corretta strutturazione del TFM.

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Tabella: TFM qualificato vs TFM non qualificato

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CaratteristicaTFM qualificatoTFM non qualificato
DeliberaData certa anteriore all’inizio del mandatoAssente, posteriore, o senza data certa
Deducibilità SRLPer competenza (ogni anno)Solo per cassa (anno di erogazione)
Tassazione amministratoreTassazione separata (aliquota media 2 anni precedenti)IRPEF ordinaria (aliquota marginale)
Ritenuta d’acconto20% all’erogazione20% all’erogazione
Effetto sulla liquidità SRLFondo accantonato negli anniNessun accantonamento fiscalmente rilevante
Vantaggio fiscale nettoElevatoLimitato o nullo
Rischio di contestazioneBasso (se importo congruo)Basso sulla deducibilità; alto sulla tassazione se non correttamente dichiarato
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TFM e compenso ordinario: come si integrano

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Il TFM non sostituisce il compenso ordinario dell’amministratore: si affianca ad esso. La struttura ottimale prevede tipicamente:

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  • Un compenso ordinario mensile, deliberato e deducibile per competenza (con i limiti dell’art. 95 TUIR per i compensi agli amministratori)
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  • Un TFM deliberato con data certa, accantonato in bilancio e deducibile per competenza ex art. 105 TUIR
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Le due componenti si muovono su binari fiscali distinti: il compenso ordinario viene tassato anno per anno come reddito assimilato al lavoro dipendente (con ritenute mensili), mentre il TFM viene tassato in modo separato solo alla cessazione del mandato. Per approfondire la corretta strutturazione del compenso ordinario, leggi la nostra guida su compenso amministratore SRL: delibera, deducibilità e documenti.

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La combinazione delle due componenti permette di ottimizzare la posizione fiscale sia della SRL (che deduce tutto per competenza) sia dell’amministratore (che mantiene il gettito ordinario annuale e rinvia parte della tassazione alla fine del mandato con aliquota più favorevole).

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Per il quadro completo sui costi deducibili della SRL nel 2026, consulta anche la guida costi deducibili SRL 2026.

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FAQ sul TFM amministratori SRL

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Il TFM è obbligatorio per gli amministratori di SRL?

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No. Il TFM è uno strumento facoltativo: la SRL può scegliere di riconoscerlo o meno all’amministratore. Non esiste una norma civilistica che lo imponga, a differenza del TFR per i lavoratori dipendenti. La scelta di istituire il TFM deve essere formalizzata con delibera assembleare.

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Se l’assemblea delibera il TFM dopo l’inizio del mandato, cosa succede?

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Il TFM viene qualificato come “non qualificato”: la SRL può dedurre le somme solo al momento dell’effettivo pagamento (per cassa) e l’amministratore viene tassato con l’IRPEF ordinaria, non con la tassazione separata. Il danno fiscale può essere significativo. Per rimediare, è possibile attendere il rinnovo del mandato e deliberare correttamente in quella sede, con data certa anteriore al nuovo mandato.

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L’amministratore-socio unico può ricevere il TFM?

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Sì. Il TFM non è escluso per i soci-amministratori, nemmeno per l’unico socio. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate pone attenzione particolare alla congruità dell’importo nelle situazioni in cui amministratore e socio coincidono, per evitare che il TFM sia un mezzo per estrarre utili in modo fiscalmente vantaggioso oltre i limiti della ragionevolezza.

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Come si calcola l’aliquota media per la tassazione separata?

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L’Agenzia delle Entrate riliquida automaticamente il TFM applicando l’aliquota IRPEF media degli ultimi due anni di imposta anteriori all’anno di percezione. Se ad esempio il TFM viene erogato nel 2026, si calcolano le aliquote medie degli anni 2024 e 2025. L’aliquota è quella risultante dal rapporto tra imposta netta e reddito complessivo, non l’aliquota marginale.

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Il TFM è soggetto a contributi previdenziali?

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Dipende dal tipo di amministratore. Gli amministratori iscritti alla Gestione Separata INPS (non iscritti ad altra cassa previdenziale e con compensi rilevanti) devono versare contributi anche sul TFM se questo viene qualificato come reddito assimilato al lavoro dipendente. Il tema è dibattuto e può variare a seconda della posizione previdenziale dell’amministratore: è opportuno verificare caso per caso con il consulente del lavoro o il commercialista.

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Cosa succede al TFM in caso di liquidazione della SRL?

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In caso di scioglimento e liquidazione della SRL, il TFM accantonato costituisce un debito della società verso l’amministratore e deve essere liquidato durante la fase di liquidazione, con precedenza rispetto alla distribuzione dell’eventuale attivo residuo ai soci. Il fondo TFM compare nel passivo del bilancio di apertura della liquidazione.

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Il TFM può essere investito o gestito in modo particolare?

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Alcune SRL scelgono di destinare le somme accantonate per il TFM a forme di investimento o polizze assicurative specifiche (es. polizze vita rivalutabili intestate alla società con beneficiario l’amministratore), in modo da avere una copertura certa delle somme da erogare. Questa scelta non modifica il trattamento fiscale del TFM ma può offrire vantaggi in termini di liquidità e rendimento. È una soluzione che richiede una valutazione finanziaria e assicurativa specifica.

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Si può modificare l’importo del TFM in corso di mandato?

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Tecnicamente sì: l’assemblea può deliberare una modifica dell’importo del TFM in qualsiasi momento. Tuttavia, la modifica avrà gli effetti fiscali del TFM qualificato solo per la parte maturata dopo la nuova delibera con data certa. La parte maturata prima della modifica mantiene il regime originario. È quindi importante documentare correttamente le variazioni nel tempo, indicando a quale periodo si riferiscono.

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Disclaimer: questo articolo ha finalità informative generali e non costituisce consulenza fiscale, legale o contabile. Le norme in materia di TFM, deducibilità e tassazione sono soggette a interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate e della giurisprudenza, che possono variare. Per situazioni specifiche è sempre necessario rivolgersi a un commercialista o autore abilitato.

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.