Il punto di partenza: due scelte strutturalmente diverse
La domanda “srls o partita iva” nasce spesso da un equivoco: la SRLS non è un’alternativa alla partita IVA, bensì una forma societaria che richiede anch’essa l’apertura di una partita IVA (intestata alla società, non alla persona fisica). Il confronto corretto è tra:
- Partita IVA individuale in regime forfettario: persona fisica che esercita attività d’impresa o professione con aliquota sostitutiva del 15% (5% per i primi cinque anni) fino a 85.000 euro di ricavi
- Partita IVA individuale in regime ordinario: persona fisica con IRPEF progressiva (23-43%), senza i vantaggi del forfettario
- SRLS: società di capitali con IRES al 24%, IRAP al 3,9%, ritenuta 26% sui dividendi
Ogni forma ha una struttura fiscale, un livello di complessità amministrativa e un grado di protezione patrimoniale diverso. La query “quando passare da piva a srls” è frequente tra i titolari di partita IVA forfettaria che si avvicinano al limite di ricavi.
Il regime forfettario: vantaggi e limite dei 85.000 euro
Il regime forfettario (legge 190/2014, art. 1 commi 54-89) consente ai contribuenti persone fisiche con ricavi non superiori a 85.000 euro annui di applicare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, al ricorrere dei requisiti). La base imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività al fatturato lordo (es. 78% per le attività professionali, 67% per il commercio), senza deduzione analitica dei costi.
I vantaggi principali del forfettario rispetto alla SRLS sono:
- Aliquota sostitutiva del 15% (o 5%) notevolmente inferiore al 24% IRES
- Nessun obbligo di fatturazione elettronica verso privati (fino al 2025; dal 2026 l’estensione dell’obbligo è in progressivo roll-out)
- Contabilità semplificata (nessun registro IVA, nessun bilancio civilistico)
- Nessun pagamento di IRAP
- Nessun costo di costituzione (risparmio 600-700 euro)
- Nessun costo di commercialista per bilancio e bilancio (costo annuo ridotto a 500-800 euro per la sola dichiarazione dei redditi)
Lo svantaggio principale è il limite: superato il fatturato di 85.000 euro nell’anno precedente, si perde il regime forfettario dal 1° gennaio dell’anno successivo (se si superano 100.000 euro nell’anno in corso, si esce immediatamente a decorrere dall’operazione che supera la soglia). A quel punto si applica l’IRPEF ordinaria con aliquote fino al 43%.
Confronto fiscale a cifre 2026
| Scenario | Forfettario | IRPEF ordinaria (PF) | SRLS (con dividendo) |
|---|---|---|---|
| Fatturato / ricavi | 80.000 euro | 80.000 euro | 80.000 euro |
| Costi deducibili | N/D (coefficiente fisso 78%) | 30.000 euro (analitici) | 30.000 euro + comp. amm. 25.000 |
| Base imponibile | 62.400 euro (78% × 80.000) | 50.000 euro | 25.000 euro (IRES) |
| Imposta principale | 9.360 euro (15%) | Circa 15.800 euro (IRPEF) | 6.000 euro (IRES 24%) |
| IRAP | 0 | 0 (PF con lavoratori autonomi spesso esenti) | ~1.950 euro (3,9% su base ~50.000) |
| Ritenuta dividendo | N/A | N/A | 4.940 euro (26% su 19.000 utile netto) |
| Compenso amm. IRPEF (indicativo) | N/A | N/A | ~5.450 euro (IRPEF su 25.000 comp.) |
| Totale carico fiscale stimato | 9.360 euro | 15.800 euro | 18.340 euro |
Nota: il confronto è semplificato e non considera contributi previdenziali (INPS gestione separata per la partita IVA, INPS-IVS per la SRLS con socio-amministratore). I contributi cambiano significativamente il calcolo complessivo.
Luca ha una partita IVA forfettaria (coefficiente 78%, settore consulenza). Nel 2026 prevede ricavi di 110.000 euro. Se rimane come persona fisica in regime ordinario:
Reddito netto (ricavi 110.000 – costi 35.000) = 75.000 euro
IRPEF stimata su 75.000 euro: circa 27.400 euro (scaglioni 23%/35%/43%)
Addizionali regionali/comunali: circa 2.200 euro
Totale imposte: circa 29.600 euro (27% dei ricavi)
Con SRLS (stessa struttura di costi, compenso amm. 40.000 euro):
Utile ante imposte: 110.000 – 35.000 – 40.000 = 35.000 euro
IRES: 35.000 × 24% = 8.400 euro
IRAP: ~3.000 euro (base produzione ~75.000)
IRPEF su compenso 40.000: ~10.800 euro
Dividendo (utile netto 26.600) × 26%: 6.916 euro
Totale imposte: 29.116 euro (26,5% dei ricavi)
Risparmio fiscale netto SRLS vs regime ordinario PF: circa 500 euro (marginale). Il vantaggio principale della SRLS non è fiscale ma la protezione patrimoniale e la separazione del rischio.
Con regime ordinario PF (ricavi 200.000, costi analitici 80.000): reddito imponibile 120.000 euro.
IRPEF: circa 50.500 euro + addizionali 2.400 euro = 52.900 euro (26,5% dei ricavi).
Con SRLS (compenso amm. 50.000 euro, costi 80.000 euro): utile ante imposte 70.000 euro.
IRES: 70.000 × 24% = 16.800 euro. IRAP: ~4.500 euro.
IRPEF su compenso 50.000: circa 15.000 euro.
Dividendo (53.200 utile netto × 26%): 13.832 euro.
Totale: 50.132 euro (25,1% dei ricavi).
Risparmio fiscale SRLS: 2.768 euro — ora più rilevante. La SRLS diventa conveniente in modo più marcato sopra i 150.000-200.000 euro di ricavi.
La protezione patrimoniale: elemento decisivo spesso trascurato
L’analisi fiscale è necessaria ma non sufficiente. L’elemento più rilevante nella scelta tra SRLS e partita IVA individuale è spesso la protezione patrimoniale: con una partita IVA individuale, il titolare risponde illimitatamente con il proprio patrimonio personale (casa, auto, conti correnti) per tutti i debiti dell’attività. Con la SRLS, il rischio è limitato al capitale conferito.
Per chi esercita attività ad alto rischio (costruzioni, trasporti, attività commerciali con fornitori esteri, consulenze professionali con possibilità di responsabilità elevata), la SRLS offre uno schermo patrimoniale che vale ben oltre qualunque differenziale fiscale marginale.
Per il confronto completo dei vantaggi e svantaggi della SRLS, si rinvia all’articolo Svantaggi della SRLS 2026: rischi e limiti. Per la guida completa sulla SRLS, si veda SRL semplificata 2026: guida completa SRLS.
Questo approfondimento copre un caso specifico. Per il quadro completo parti dalla guida SRL e poi confronta apertura, tassazione, dividendi, costi deducibili e alternative alla societa.
Domande frequenti
Si può avere sia la partita IVA forfettaria che una quota in una SRLS?
No, non simultaneamente. Una delle cause di esclusione dal regime forfettario è la partecipazione, anche di minoranza, in società di persone, associazioni professionali o in SRL/SRLS con controllo diretto o indiretto. Se si detiene una quota in una SRLS e si controlla o amministra la stessa società, si perde il regime forfettario per la partita IVA individuale. È possibile detenere una quota di minoranza in una SRLS di cui non si è amministratori, ma il confine è delicato e va verificato caso per caso con un commercialista.
Quando conviene davvero passare dalla partita IVA forfettaria alla SRLS?
Il passaggio conviene valutarlo quando si verificano almeno due delle seguenti condizioni: fatturato stabile sopra i 100.000-120.000 euro annui; esistenza di rischi patrimoniali significativi (debiti commerciali, potenziale responsabilità verso terzi); necessità di reinvestire utili nella società senza distribuirli; presenza di collaboratori che potrebbero diventare soci; accesso a finanziamenti o agevolazioni riservate alle persone giuridiche. Il solo superamento della soglia forfettaria non è sufficiente a giustificare il salto organizzativo e di costo.
I contributi INPS cambiano passando da forfettario a SRLS?
Sì, significativamente. In regime forfettario, i contributi INPS (gestione separata o artigiani/commercianti) sono calcolati sul reddito imponibile dichiarato. Con la SRLS, i contributi dipendono dalla qualifica: il socio-amministratore paga i contributi INPS sulla gestione separata (circa 26,23%) sul compenso di amministratore percepito, oppure sulla gestione artigiani/commercianti se svolge attività prevalente nella società. La struttura contributiva va pianificata attentamente perché incide molto sul costo totale del lavoro.
Una SRLS può essere costituita da chi è già titolare di partita IVA forfettaria?
Sì, tecnicamente. Il titolare di partita IVA forfettaria può costituire una SRLS. Tuttavia, nel momento in cui diventa socio e soprattutto amministratore della SRLS che esercita la stessa attività della partita IVA individuale, perde il regime forfettario per la partita IVA individuale. In pratica, la costituzione della SRLS implica nella maggior parte dei casi la chiusura della partita IVA forfettaria e il trasferimento dell’attività alla società.
Quali sono i costi fissi annui di una SRLS rispetto a una partita IVA forfettaria?
La partita IVA forfettaria ha costi fissi annui molto contenuti: dichiarazione dei redditi (300-600 euro dal commercialista), nessun bilancio, nessuna tassa di concessione governativa societaria. Una SRLS ha costi fissi annui di circa 2.000-4.500 euro (commercialista 1.200-4.000 euro, tassa concessione governativa 309,87 euro, diritto annuale CCIAA 100-200 euro). Il differenziale di costi fissi è di circa 1.500-4.000 euro all’anno.
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