Global X Data Center REITs & Digital Infrastructure UCITS ETF: analisi completa (ISIN IE00BMH5Y327)
Scheda completa dell’ETF su data center, torri e infrastrutture digitali dell’AI: indice, composizione reale, costi, rischi e tassazione italiana. Dati dal factsheet ufficiale dell’emittente, datati.
- TER 0,50% · Replica fisica
- 33 titoli · AUM ~452 mln $
- Accumulazione · Valuta USD
- UCITS armonizzato · Domicilio Irlanda
Dati ufficiali aggiornati al 5 giugno 2026 (composizione e patrimonio) e al 31 maggio 2026 (ripartizione geografica e settoriale). Fonte: Global X ETFs (pagina ufficiale del fondo).
Il Global X Data Center REITs & Digital Infrastructure UCITS ETF è uno strumento quotato in Europa che permette all’investitore italiano di esporsi, con un solo acquisto, alle infrastrutture fisiche che fanno funzionare l’economia digitale: i data center, le torri di telecomunicazione e i componenti che li alimentano.
È un modo «indiretto» ma concreto per investire sul boom dell’intelligenza artificiale e del cloud: non sui software o sui modelli di AI, ma sui «mattoni» — edifici, antenne, memorie — senza cui l’AI non potrebbe esistere. In questa scheda lo analizziamo in profondità — indice, composizione reale, costi, rischi e tassazione italiana — usando solo dati ufficiali dell’emittente, sempre datati.
1. Scheda sintetica del fondo
| Nome completo | Global X Data Center REITs & Digital Infrastructure UCITS ETF USD Accumulating |
|---|---|
| ISIN | IE00BMH5Y327 |
| Ticker su Borsa Italiana | VPN (quotato dal 17/02/2022) |
| Indice replicato | Solactive Data Center REITs & Digital Infrastructure v2 Index |
| Costo annuo (TER) | 0,50% |
| Metodo di replica | Fisica a replica totale (full replication) |
| Politica dei proventi | Accumulazione (proventi reinvestiti) |
| Valuta del fondo | USD (dollaro USA) |
| Domicilio | Irlanda |
| UCITS / armonizzato | Sì (UCITS, armonizzato) |
| Patrimonio del fondo (AUM) | circa 452 milioni di dollari (al 5 giugno 2026) |
| Numero di titoli | 33 (al 5 giugno 2026) |
| Data di lancio | 7 dicembre 2021 |
2. La tesi d’investimento: i mattoni dell’AI
La tesi d’investimento è tra le più attuali. L’esplosione del cloud, dei servizi digitali e soprattutto dell’intelligenza artificiale richiede una quantità enorme e crescente di infrastruttura fisica: capannoni pieni di server (i data center), reti per trasmettere i dati (le torri di telecomunicazione) e chip di memoria sempre più potenti. Dietro ogni richiesta a un’AI o a un servizio online c’è un’infrastruttura reale che la rende possibile, e questa infrastruttura va costruita, ampliata e mantenuta.
Il vantaggio di investire sui «mattoni» anziché sui software è che si tratta, in buona parte, di un’esposizione più «infrastrutturale»: i data center e le torri vengono affittati a operatori tecnologici e di telecomunicazioni con contratti pluriennali, generando flussi di ricavi relativamente stabili. È una scommessa sulla crescita digitale che passa per asset fisici e tangibili, con una componente importante di immobiliare specializzato.
L’intelligenza artificiale ha dato a questo tema una spinta ulteriore: l’addestramento e il funzionamento dei modelli di AI richiedono data center molto più potenti e «affamati» di energia, alimentando una nuova ondata di investimenti. Allo stesso tempo, proprio questo entusiasmo ha fatto salire molto le valutazioni di alcune società del settore, soprattutto quelle legate ai chip: un fattore di rischio da non ignorare. La tesi di fondo è solida, ma una parte della crescita futura è già scontata nei prezzi.
3. L’indice replicato e cosa contiene
Il fondo replica il Solactive Data Center REITs & Digital Infrastructure v2 Index, costruito dal provider tedesco Solactive per rappresentare le società che operano data center e altre infrastrutture digitali a supporto delle reti di comunicazione.
La caratteristica più interessante è la natura «ibrida» del paniere, divisa tra due mondi. Da un lato i REIT — società immobiliari specializzate che possiedono e affittano data center (come Equinix e Digital Realty) e torri di telecomunicazione (American Tower, Crown Castle, SBA) —, che danno al fondo un profilo da immobiliare con dividendi. Dall’altro alcune società di tecnologia, in particolare produttori di memorie e chip (SK Hynix, Micron, Marvell), che aggiungono una componente più «growth» e volatile.
Le prime posizioni hanno pesi rilevanti, con Equinix, Digital Realty e American Tower che insieme valgono circa un terzo del fondo. L’indice viene rivisto periodicamente secondo le regole di Solactive; la «v2» segnala una revisione metodologica rispetto alla versione originaria.
4. Composizione: le prime posizioni
Al 5 giugno 2026 il fondo deteneva 33 titoli. In testa troviamo Equinix e Digital Realty Trust, i due maggiori operatori mondiali di data center (REIT), seguiti da American Tower e Crown Castle, colossi delle torri di telecomunicazione. Già da queste prime posizioni si capisce la natura «immobiliare-infrastrutturale» del fondo.
Subito dietro compaiono nomi diversi: l’australiana NextDC (data center), e poi i produttori di memorie e semiconduttori Marvell, SK Hynix e Micron, che rappresentano il «cuore tecnologico» dell’infrastruttura AI (le memorie ad alte prestazioni sono cruciali per i data center dell’intelligenza artificiale). Chiudono la top ten Applied Digital e SBA Communications. È un mix che unisce la stabilità dei REIT alla volatilità dei produttori di chip.
Questa convivenza tra due famiglie di società così diverse è la cifra distintiva del fondo. Le prime quattro posizioni sono tutte REIT — data center e torri — e da sole valgono oltre il 40% del portafoglio, dando al fondo una base immobiliare-infrastrutturale rilevante. I produttori di chip, pur con pesi minori, sono però quelli che possono muovere di più le quotazioni nelle fasi di euforia o di delusione legate all’AI. Il risultato è un ETF che, a seconda dei momenti di mercato, può essere guidato ora dalla componente «da reddito» dei REIT, ora da quella «growth» dei semiconduttori.
| # | Società | Paese | Peso |
|---|---|---|---|
| 1 | Equinix | Stati Uniti | 12.63% |
| 2 | Digital Realty Trust | Stati Uniti | 10.95% |
| 3 | American Tower | Stati Uniti | 10.21% |
| 4 | Crown Castle | Stati Uniti | 7.46% |
| 5 | NextDC | Australia | 5.54% |
| 6 | Marvell Technology | Stati Uniti | 5.06% |
| 7 | SK Hynix | Corea del Sud | 4.17% |
| 8 | Micron Technology | Stati Uniti | 4.02% |
| 9 | Applied Digital | Stati Uniti | 3.85% |
| 10 | SBA Communications | Stati Uniti | 3.79% |
Chi sono le principali società in portafoglio
Conoscere i protagonisti aiuta a capire la doppia anima del fondo.
Equinix e Digital Realty sono i due giganti mondiali dei data center: possiedono enormi strutture che affittano a operatori cloud, aziende e provider, con ricavi ricorrenti da contratti di lungo periodo. Sono REIT, quindi distribuiscono gran parte degli utili come dividendi. American Tower, Crown Castle e SBA Communications sono i grandi proprietari di torri di telecomunicazione, che affittano agli operatori mobili: anche loro REIT, con flussi stabili ma sensibili ai tassi.
SK Hynix e Micron sono tra i maggiori produttori mondiali di memorie, oggi al centro del boom dell’AI per via della domanda di memoria ad alta larghezza di banda; sono società molto più cicliche e volatili, legate al ciclo dei semiconduttori. Marvell progetta chip per l’infrastruttura dei data center. NextDC porta l’esposizione ai data center australiani, mentre Applied Digital è un operatore più recente e speculativo. Il fondo, insomma, mette insieme la solidità immobiliare dei REIT e la dinamica di crescita (e i rischi) dei chip.
5. Ripartizione geografica e settoriale
Sul piano geografico il fondo è nettamente concentrato sugli Stati Uniti (oltre il 75%), patria dei maggiori REIT di data center e torri e di buona parte dell’industria dei semiconduttori. Seguono, distanziati, Cina, Australia, Corea del Sud (per SK Hynix), Singapore e Taiwan, importanti hub dell’infrastruttura digitale asiatica.
Per l’investitore italiano questo comporta una forte esposizione al dollaro, con il consueto rischio di cambio, e una concentrazione su un singolo Paese che riduce la diversificazione geografica. È un tratto comune a molti ETF tecnologici e infrastrutturali, ma va messo in conto: il destino del fondo è in larga parte legato al mercato statunitense delle infrastrutture digitali. La presenza asiatica — Corea del Sud, Taiwan, Singapore — non è casuale: è lì che si concentra una parte cruciale della produzione di chip e memorie e alcuni grandi hub di data center, a conferma che la filiera dell’infrastruttura digitale, pur guidata dagli Stati Uniti, ha snodi strategici anche in Asia.
Composizione settoriale
La ripartizione settoriale (dati al 31 maggio 2026) è quasi perfettamente divisa a metà tra immobiliare (i REIT, circa il 51%) e tecnologia (circa il 46%), con una piccola coda di comunicazioni. È la conferma numerica della natura ibrida del fondo: per metà si comporta come un investimento immobiliare specializzato (con dividendi e sensibilità ai tassi), per metà come un investimento tecnologico (più volatile e «growth»). Capire questo doppio motore è la chiave per interpretarne l’andamento.
6. Cosa sono i REIT (metà del fondo)
Per valutare bene questo ETF è importante capire che cosa sia un REIT, perché circa metà del fondo è composta da queste società e ne determina una parte rilevante del comportamento.
Un REIT (Real Estate Investment Trust) è una società immobiliare quotata che possiede e gestisce immobili a reddito — in questo caso data center e torri di telecomunicazione — e che, per godere di un regime fiscale agevolato nel proprio Paese, è obbligata a distribuire ai soci gran parte degli utili sotto forma di dividendi. Per questo i REIT sono storicamente apprezzati da chi cerca flussi di reddito: tendono a pagare dividendi consistenti e relativamente regolari.
Questa natura ha due implicazioni. La prima è positiva: i ricavi da affitti di data center e torri sono relativamente stabili e ancorati a contratti pluriennali, il che dà al fondo una base più «difensiva» rispetto a un puro ETF tecnologico. La seconda è un rischio: come tutti gli immobiliari finanziati a debito, i REIT sono sensibili ai tassi d’interesse. Quando i tassi salgono, il costo del debito aumenta e i loro dividendi diventano meno appetibili rispetto a quelli delle obbligazioni, il che può deprimere le quotazioni. Va infine ricordato che, trattandosi di un ETF ad accumulazione, i dividendi pagati dai REIT non arrivano all’investitore ma vengono reinvestiti automaticamente nel fondo.
7. Metodo di replica, domicilio e proventi
Il fondo adotta una replica fisica a piena replica: acquista direttamente le azioni dell’indice nelle proporzioni previste, senza derivati né controparti. È la modalità generalmente preferibile, perché elimina il rischio di controparte e mantiene trasparente il legame tra fondo e titoli posseduti.
Il prodotto è domiciliato in Irlanda ed è un fondo UCITS, armonizzato secondo la normativa europea — con le conseguenze fiscali che vedremo per chi investe dall’Italia. La classe analizzata è ad accumulazione: i dividendi delle società in portafoglio, REIT compresi, non vengono distribuiti ma reinvestiti nel fondo. La valuta di riferimento è il dollaro USA. Il fondo ha una dimensione discreta, intorno ai 450 milioni di dollari, che favorisce la liquidità.
8. Costi reali
Il costo annuo dichiarato (TER) è dello 0,50%. È un valore competitivo per un ETF tematico-infrastrutturale, in linea con i prodotti analoghi. Al TER vanno sommati lo spread denaro-lettera in acquisto e vendita e le commissioni del proprio intermediario.
La dimensione discreta del fondo, superiore ai 450 milioni di dollari, tende a garantire una liquidità adeguata sul mercato di Borsa Italiana, dove il prodotto è negoziabile in euro. È un punto a favore rispetto a molti ETF tematici di nicchia, spesso assai più piccoli e quindi meno liquidi.
9. I rischi (da leggere con attenzione)
Questo ETF ha un profilo di rischio doppio, che riflette la sua composizione. Dalla parte dei REIT, il rischio principale è la sensibilità ai tassi d’interesse: tassi più alti aumentano il costo del debito per società molto indebitate e rendono meno attraenti i loro dividendi, con possibili cali delle quotazioni. Dalla parte tecnologica, il rischio sono le valutazioni elevate e la ciclicità dei semiconduttori: i produttori di memorie come SK Hynix e Micron vivono cicli di forte espansione e brusche contrazioni, e oggi scontano molto entusiasmo legato all’AI.
Si aggiungono il rischio di concentrazione, sia settoriale sia geografico (oltre il 75% Stati Uniti), e il rischio valutario legato al dollaro. C’è poi un rischio più specifico del tema: il boom dei data center per l’AI è reale, ma è possibile che si crei un eccesso di capacità o che le aspettative di crescita risultino troppo ottimistiche, con correzioni nelle valutazioni delle società più «calde».
Nel complesso è uno strumento meno speculativo di un puro ETF tecnologico o di temi come l’idrogeno, grazie alla componente immobiliare stabile, ma resta un investimento settoriale, concentrato e sensibile sia ai tassi sia al ciclo dei semiconduttori.
10. Il vero motore: l’AI e il vincolo dell’energia
Vale la pena soffermarsi sul vero motore di questo tema — la domanda di infrastruttura legata all’intelligenza artificiale — perché ne spiega sia il potenziale sia i limiti.
L’addestramento e l’uso dei grandi modelli di AI richiedono una potenza di calcolo enorme, che si traduce in data center sempre più grandi, densi e «affamati» di energia. Questo alimenta una domanda concreta: più spazio nei data center, più memorie ad alte prestazioni, più connettività. È una delle ragioni per cui REIT come Equinix e Digital Realty e produttori di memorie come SK Hynix e Micron sono finiti al centro dell’attenzione degli investitori.
Esiste però un vincolo crescente di cui si parla sempre di più: l’energia. I data center per l’AI consumano enormi quantità di elettricità, e in molte aree la disponibilità di energia e di connessione alla rete sta diventando il vero collo di bottiglia, più ancora dello spazio fisico. È un fattore che lega questo tema a quello dell’energia e che potrebbe rallentare o rendere più costosa l’espansione. La conseguenza pratica è che la tesi sull’infrastruttura digitale è solida, ma non priva di ostacoli: chi investe dovrebbe attendersi una crescita reale, ma anche possibili battute d’arresto e una volatilità non trascurabile, soprattutto sulla componente dei semiconduttori.
11. Che ruolo può avere in portafoglio
Come gli altri ETF tematici, anche questo trova posto tra le posizioni satellite: piccole esposizioni che affiancano un nucleo diversificato — un ETF azionario globale e una componente obbligazionaria — per esprimere una convinzione specifica senza che un eventuale errore comprometta l’intero patrimonio.
Un aspetto interessante è che, grazie alla componente di REIT, questo fondo offre un profilo un po’ diverso da un puro ETF tecnologico: è in parte un investimento «infrastrutturale» con dividendi (qui reinvestiti), il che può renderlo un complemento a un portafoglio già ricco di tecnologia «classica». Resta però la sovrapposizione da monitorare: chi possiede già ampi ETF tecnologici o immobiliari detiene in parte alcune di queste società. Vale la regola del peso contenuto e, vista la sensibilità ai tassi e la ciclicità dei chip, un ingresso graduale può attenuare il rischio di entrare in un momento sfavorevole.
12. Tassazione italiana
Sul piano fiscale è qui che fiscoinvestimenti può aiutarti davvero. Trattandosi di un ETF UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda, la tassazione per il residente fiscale italiano segue le regole degli ETF azionari, a prescindere dal fatto che il fondo contenga dei REIT.
Le plusvalenze realizzate alla vendita sono tassate al 26%. Essendo un ETF azionario non si applica l’aliquota agevolata del 12,5%, riservata alla quota di titoli di Stato dei Paesi white list e dunque agli ETF obbligazionari governativi, non a un fondo come questo.
Vale l’asimmetria fiscale tipica degli ETF armonizzati: il guadagno è «reddito di capitale», le perdite sono «redditi diversi». In concreto, non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; viceversa, le minusvalenze che generi vendendolo in perdita finiscono nello «zainetto fiscale» e sono utilizzabili solo contro redditi diversi (come plusvalenze su azioni singole) entro i quattro anni successivi. Un dettaglio sui REIT: i dividendi che pagano sono incassati e reinvestiti dentro il fondo (trattenute alla fonte comprese, gestite dal fondo stesso) e non comportano per te alcun adempimento durante il possesso, dato che la classe è ad accumulazione.
Sugli adempimenti contano le modalità di detenzione. Con un intermediario italiano in regime amministrato è la banca a fare da sostituto d’imposta: applica e versa le imposte, applica l’imposta di bollo dello 0,2% annuo e non devi indicare nulla nel quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, imposte sulle plusvalenze e IVAFE (0,2% annuo). Il 26% si applica solo alla vendita, sulla differenza tra prezzo di vendita e costo d’acquisto.
Esempio pratico
Un esempio numerico. Investi 10.000 euro e rivendi a 13.000: la plusvalenza è di 3.000 euro, tassata al 26% per 780 euro, netto 2.220 euro. Se hai 2.000 euro di minusvalenze pregresse da altri ETF, con un ETF armonizzato non puoi usarle per ridurre quei 780 euro: il guadagno è tassato per intero. Se invece vendessi in perdita, la minusvalenza andrebbe nello zainetto, spendibile contro future plusvalenze su azioni singole o certificati entro quattro anni.
13. Alternative sul mercato europeo
Per esporsi al tema dell’infrastruttura digitale esistono diversi approcci. Alcuni ETF si concentrano più strettamente sui data center e sulle torri (più «immobiliari»), altri sono ETF di semiconduttori (più «tecnologici» e volatili, centrati sui produttori di chip), altri ancora coprono in modo ampio la tecnologia o l’intelligenza artificiale includendo i grandi nomi del software e dei chip. Questo fondo si colloca in mezzo, con la sua miscela di REIT e semiconduttori.
Nel confronto conviene chiarirsi le idee su che cosa si vuole davvero: l’esposizione più stabile e «da reddito» dei REIT infrastrutturali, oppure quella più aggressiva e ciclica dei semiconduttori, oppure entrambe insieme come in questo ETF. Vanno poi guardati i consueti parametri — indice, TER, concentrazione, esposizione geografica, dimensione e liquidità su Borsa Italiana — e va considerata la sovrapposizione con eventuali ETF tecnologici o immobiliari già in portafoglio.
14. Conclusione
Il Global X Data Center REITs & Digital Infrastructure UCITS ETF è uno strumento ben costruito per esporsi alle infrastrutture fisiche dell’economia digitale e del boom dell’intelligenza artificiale, con una natura ibrida che unisce la stabilità dei REIT immobiliari alla dinamica di crescita dei semiconduttori. La replica fisica, lo status UCITS, il costo contenuto e una liquidità adeguata lo rendono accessibile e trasparente per l’investitore italiano. Allo stesso tempo è un fondo settoriale e concentrato (oltre il 75% negli Stati Uniti), sensibile sia ai tassi d’interesse, per la parte REIT, sia al ciclo e alle valutazioni dei semiconduttori: va trattato come una posizione satellite, non come il cuore del portafoglio.
La tesi di fondo sull’infrastruttura digitale è solida, ma una parte della crescita è già nei prezzi e non mancano i rischi, dall’energia alle valutazioni. Se questa scheda ti ha aiutato a capire la doppia anima del fondo e i suoi rischi, ha fatto il suo lavoro. Per gli aspetti fiscali — compensazione delle minusvalenze, quadro RW, scelta tra accumulazione e distribuzione — vale la pena approfondire con le nostre guide dedicate o con un professionista, così da collocare correttamente questa posizione nel quadro complessivo del tuo portafoglio.
Domande frequenti
È un ETF sull'intelligenza artificiale?
In modo indiretto: investe nelle infrastrutture fisiche che rendono possibile l’AI e il cloud — data center, torri di telecomunicazione, chip di memoria — non nei software o nei grandi modelli. È un modo per cavalcare il boom dell’AI puntando sui «mattoni» anziché sulle applicazioni e sui software, spesso più cari e affollati.
Cosa significa che metà del fondo sono REIT?
I REIT sono società immobiliari quotate che possiedono e affittano immobili a reddito (qui data center e torri) e distribuiscono gran parte degli utili come dividendi. Danno al fondo una componente più stabile e «da reddito», ma sono sensibili ai tassi d’interesse. In questo ETF ad accumulazione i dividendi sono reinvestiti.
Come è tassato in Italia?
Trattandosi di un ETF azionario armonizzato, le plusvalenze sono tassate al 26%, senza l’aliquota del 12,5% (riservata ai titoli di Stato white list). Vale l’asimmetria fiscale: i guadagni non sono compensabili con le minusvalenze pregresse, mentre le perdite finiscono nello zainetto fiscale, utilizzabile entro quattro anni.
Quali sono i rischi principali?
Doppi: la sensibilità ai tassi d’interesse per la parte REIT, e le valutazioni elevate più la ciclicità dei semiconduttori per la parte tecnologica. Si aggiungono la forte concentrazione sugli Stati Uniti e il rischio di cambio sul dollaro. È comunque meno speculativo di un puro ETF tecnologico.
Devo dichiararlo nel quadro RW?
Dipende da come lo detieni. Con un intermediario italiano in regime amministrato no, perché è la banca a fare da sostituto d’imposta. Con un broker estero in regime dichiarativo sì: va indicato nel quadro RW e devi versare IVAFE e imposte sulle plusvalenze.
Altre schede ETF
Confronta questo fondo con le altre analisi complete della nostra sezione ETF:
- Vanguard LifeStrategy 60% Equity (VNGA60) — Multi-asset «all-in-one»
- Vanguard LifeStrategy 80% Equity (VNGA80) — Multi-asset «all-in-one»
- Vanguard LifeStrategy 40% Equity (VNGA40) — Multi-asset «all-in-one»
- Vanguard LifeStrategy 20% Equity (VNGA20) — Multi-asset «all-in-one»
- Vanguard FTSE All-World (VWCE) — Azionario mondiale
- Vanguard FTSE All-World distrib. (VWRL) — Azionario mondiale (distribuzione)
- Vanguard S&P 500 (VUAA) — Azionario USA
- Vanguard S&P 500 distrib. (VUSA) — Azionario USA (distribuzione)
- Vanguard ESG Global All Cap (V3AA) — Azionario mondiale ESG
- Vanguard FTSE North America (VNRA) — Azionario USA + Canada
- Vanguard FTSE Developed World (VHVE) — Azionario sviluppati
- Vanguard FTSE Developed Europe (VEUR) — Azionario Europa
- Vanguard FTSE Japan (VJPA) — Azionario Giappone
- Vanguard Dev. Asia Pacific ex Japan (VAPX) — Azionario Asia-Pacifico
- Vanguard All-World High Dividend Yield (VHYL) — Azionario dividendi
- Vanguard FTSE Emerging Markets — Azionario emergenti
- Vanguard Global Aggregate Bond — Obbligazionario globale
- Vanguard EUR Eurozone Gov Bond — Titoli di Stato euro
- Vanguard USD Treasury Bond (VDTE) — Titoli di Stato USA
- Vanguard EUR Corporate Bond (VECA) — Obbligazionario societario euro
- Vanguard USD Corporate Bond — Obbligazionario societario
- Vanguard USD EM Government Bond — Obbligazionario emergenti
- Global X Uranium — Uranio e nucleare
- Global X Copper Miners — Rame ed elettrificazione
- Global X Defence Tech — Difesa e riarmo
- Global X Lithium & Battery Tech — Litio e batterie
- Global X Hydrogen — Idrogeno
- Global X Cybersecurity — Sicurezza informatica
- Global X Robotics & AI — Robotica e automazione
- Global X Silver Miners — Argento
- Global X Renewable Energy — Energia rinnovabile
- Global X Solar (RAYZ) — Energia solare
- Global X Clean Water (AQWA) — Acqua / infrastrutture idriche
- Global X Blockchain — Blockchain / criptovalute
- Global X Cloud Computing — Software cloud
- Global X Video Games & Esports — Videogiochi / esports
- iShares Physical Gold ETC (oro) — Oro fisico (ETC)
- Xtrackers EUR Overnight Rate (XEON) — Monetario / liquidità
- iShares Nasdaq 100 (CSNDX) — Azionario tech USA
- iShares Core MSCI World (SWDA) — Azionario mondiale (sviluppati)
- VanEck Semiconductor (SMH) — Azionario semiconduttori
- iShares MSCI India (NDIA) — Azionario India
- iShares Core EURO STOXX 50 — Azionario eurozona
- iShares Global Clean Energy (INRG) — Energia pulita (tematico)
- iShares EUR High Yield Bond (IHYG) — Obbligazionario high yield
- iShares MSCI World Small Cap (WSML) — Azionario small cap mondiale
- iShares Physical Silver ETC (argento) — Argento fisico (ETC)
- VanEck Gold Miners (GDX) — Minatori d’oro
- iShares Italy Govt Bond (BTP) — Titoli di Stato Italia
- JPMorgan Global Equity Premium Income (JEPG) — Azionario «da reddito» (covered call)
- iShares MSCI China — Azionario Cina
- iShares Bitcoin ETP (IB1T) — Bitcoin / cripto (ETP)
- iShares MSCI World Momentum Factor — Azionario fattoriale (smart beta)
- iShares MSCI EM ex-China — Azionario emergenti (no Cina)
- iShares Core S&P 500 (CSPX/SXR8) — Azionario USA
- iShares MSCI World Minimum Volatility — Azionario fattoriale (difensivo)
- iShares $ Treasury Bond 0-1yr (IB01) — Liquidità / monetario USD
- iShares MSCI World Quality Factor — Azionario fattoriale (qualità)
- iShares MSCI Brazil — Azionario Brasile
- SPDR S&P US Dividend Aristocrats — Azionario dividendi (crescita)
- iShares MSCI World Value Factor — Azionario fattoriale (valore)
- iShares S&P 500 Health Care — Azionario settoriale (sanità USA)
- iShares MSCI Mexico — Azionario Messico
- iShares Core MSCI EM IMI — Azionario emergenti (completo)
- iShares S&P 500 Financials — Azionario settoriale (finanza USA)
- iShares Global Infrastructure — Infrastrutture / beni reali
- iShares S&P 500 Energy — Azionario settoriale (energia USA)
- iShares MSCI Japan EUR Hedged — Azionario Giappone (cambio coperto)
- iShares MSCI Saudi Arabia — Azionario emergente (Arabia Saudita)
- iShares S&P 500 Information Technology — Azionario settoriale (tech USA)
- iShares Developed Markets Property Yield (REIT) — Immobiliare quotato (REIT globale)
- iShares S&P 500 Industrials — Azionario settoriale (industria USA)
- iShares S&P 500 Consumer Staples — Azionario settoriale (beni di prima necessità USA)
- iShares S&P 500 Utilities — Azionario settoriale (utility USA)
- iShares MSCI Turkey — Azionario emergente (Turchia)
- iShares S&P 500 Consumer Discretionary — Azionario settoriale (consumi voluttuari USA)
- iShares S&P 500 Communication — Azionario settoriale (comunicazioni USA)
- iShares S&P 500 Materials — Azionario settoriale (materiali USA)
- iShares MSCI Poland — Azionario Paese singolo (Polonia, emergente)
- HSBC MSCI Indonesia — Azionario Paese singolo (Indonesia, emergente)
- Oro fisico EUR hedged (WisdomTree) — Materia prima (oro fisico, coperto cambio)
- iShares MSCI South Africa — Azionario Paese singolo (Sudafrica, emergente)
- iShares MSCI World Multifactor — Azionario fattoriale (multifattore mondiale)
- Xtrackers FTSE Vietnam — Azionario Paese singolo (Vietnam, frontiera)
- iShares Diversified Commodity (Bloomberg) — Materie prime (paniere diversificato)
- Xtrackers AI & Big Data (XAIX) — Azionario tematico (intelligenza artificiale)
- Amundi MSCI Greece — Azionario Paese singolo (Grecia, emergente)
- Amundi MSCI Switzerland — Azionario Paese singolo (Svizzera, sviluppato)
- iShares Global Timber & Forestry — Tematico (foreste e legname, asset reale)
- iShares EUR Green Bond — Obbligazionario ESG (green bond, euro)
- iShares MSCI Korea — Azionario Paese singolo (Corea del Sud)
- iShares Euro Inflation Linked Govt Bond — Obbligazionario (titoli di Stato indicizzati inflazione)
- Xtrackers MSCI Nordic — Azionario regionale (Scandinavia, sviluppato)
- iShares Core FTSE 100 — Azionario Paese singolo (Regno Unito)
- Xtrackers CSI 300 (Cina A-shares) — Azionario Paese singolo (Cina onshore)
- iShares Nasdaq US Biotechnology — Azionario tematico (biotech)
- iShares Ageing Population — Azionario tematico (silver economy)
- iShares Agribusiness — Azionario tematico (filiera del cibo)
- L&G Battery Value-Chain — Azionario tematico (catena batterie)
- WisdomTree Physical Platinum — ETC metallo prezioso (platino)
- SPDR Global Convertible Bond (EUR hedged) — Obbligazionario ibrido (convertibili)
- SPDR Russell 2000 US Small Cap — Azionario small cap (USA)
- VanEck Global Wide Moat — Azionario strategia (economic moat)
- iShares STOXX Europe 600 Banks — Azionario settore (banche europee)
- iShares EM Local Government Bond — Obbligazionario emergenti (valuta locale)
- Xtrackers S&P 500 Equal Weight — Azionario strategia (S&P 500 equipesato)
- WisdomTree Physical Palladium — ETC metallo prezioso (palladio)
- VanEck Global Fallen Angel High Yield — Obbligazionario strategia (fallen angels)
- VanEck Space Innovators — Azionario tematico (economia dello spazio)
- Xtrackers MSCI World ex USA — Azionario sviluppato (mondo SENZA USA)
- WisdomTree Carbon — ETC materia prima (prezzo CO2 europeo)
- Invesco AT1 Capital Bond — Obbligazionario bancario (AT1/CoCo)
- JPMorgan US Equity Premium Income (JEPI) — Azionario reddito (covered call USA)
- WisdomTree Physical Ethereum — ETP cripto (Ethereum)
- Invesco Preferred Shares — Azioni privilegiate USA (ibrido)
- WisdomTree Agriculture — ETC materie prime agricole (cibo)
- KraneShares CSI China Internet (KWEB) — Azionario tematico (internet cinese)
- iShares US Mortgage Backed Securities — Obbligazionario USA (agency MBS)
- Global X Nasdaq 100 Covered Call (QYLD) — Azionario reddito (covered call estrema)
- iShares USD Floating Rate Bond — Obbligazionario tasso variabile (FRN)
- WisdomTree Brent Crude Oil — ETC materia prima (petrolio Brent)
- iShares European Property Yield — Azionario settore (immobiliare Europa)
- Xtrackers MSCI Thailand — Azionario emergente (Thailandia)
- iShares MSCI EMU Small Cap — Azionario Eurozona (small cap)
- iShares MSCI Japan Small Cap — Azionario Giappone (small cap)
- iShares Euro Covered Bond — Obbligazionario garantito (covered bond)
- iShares J.P. Morgan EM Corporate Bond — Obbligazionario emergente (corporate)
- iShares Asia Property Yield — Azionario settore (immobiliare Asia)
- iShares $ Treasury Bond 20+yr (IDTL) — Obbligazionario governativo USA (lungo)
- iShares $ High Yield Corp Bond (IHYU) — Obbligazionario high yield (USA)
- iShares MSCI EM Small Cap — Azionario emergente (small cap)
- iShares MSCI World Islamic — Azionario mondiale (Sharia-compliant)
- SPDR S&P Euro Dividend Aristocrats (SPYW) — Azionario reddito (dividend aristocrats Eurozona)
- iShares China CNY Bond — Obbligazionario governativo (Cina, yuan)
- 21Shares Solana Staking ETP — ETP cripto (Solana)
- iShares MSCI Canada — Azionario paese (Canada)
- Franklin FTSE Taiwan — Azionario paese (Taiwan)
- WisdomTree Global Quality Dividend Growth — Azionario globale (qualita’/dividend growth)
- iShares MSCI Australia — Azionario paese (Australia)
- Xtrackers MSCI Singapore — Azionario paese (Singapore)
- iShares USD TIPS — Obbligazionario di Stato USA (anti-inflazione)
- Xtrackers Spanish Equity — Azionario paese (Spagna)
- VanEck Junior Gold Miners — Azionario settoriale (miniere oro junior)
- iShares JPM USD EM Bond EUR Hedged — Obbligazionario sovrano emergente (coperto EUR)
- WisdomTree Europe Defence — Azionario tematico (difesa europea)
- VanEck Uranium & Nuclear Technologies — Azionario tematico (filiera nucleare)
- Amundi Global Luxury — Azionario tematico (lusso globale)
- iShares Electric Vehicles & Driving Technology — Azionario tematico (auto elettrica/guida)
- iShares JPM USD EM Corp Bond EUR Hedged — Obbligazionario CORPORATE emergente (coperto EUR)
- WisdomTree Industrial Metals — ETC commodity (metalli industriali)
- iShares EUR AAA CLO Active — Obbligazionario credito strutturato (CLO AAA)
- iShares Core DAX — Azionario paese (Germania)
- iShares FTSE MIB — Azionario paese (Italia)
- Amundi CAC 40 — Azionario paese (Francia)
- iShares AEX — Azionario paese (Olanda)
- iShares US Aggregate Bond — Obbligazionario IG USA (all-in-one)
Quale ETF sull’intelligenza artificiale scegliere?
Confrontiamo i principali ETF AI UCITS — AI pura, big data, robotica, infrastruttura — per indice, costo e dimensione, con l’avvertenza chiave: se hai già un Nasdaq 100, possiedi già molte di queste aziende.
Quale ETF sulla robotica scegliere?
Confrontiamo i principali ETF robotica e automazione UCITS — automazione «pura» (industriale, Giappone) vs robotica + AI — per indice, costo e dimensione, con il nodo chiave: la forte sovrapposizione con l’ETF sull’intelligenza artificiale.
Quale ETF infrastrutture scegliere?
Aeroporti, autostrade, reti, pipeline, torri: confrontiamo i principali ETF infrastrutture — core globali, multi-asset, digitali, regionali — come bene reale difensivo, col loro tallone d’Achille: la sensibilità ai tassi.