iShares MSCI India UCITS ETF: analisi completa (ISIN IE00BZCQB185)
Scheda completa dell’ETF sulla borsa indiana: indice, composizione reale, costi, rischi (valutazioni e rupia) e tassazione italiana. Un modo per puntare sull’India senza la Cina. Dati ufficiali, sempre datati.
- TER 0,65% (elevato) · Replica fisica
- Oltre 160 titoli · India al 100%
- Accumulazione · Valuta USD (rupia sotto)
- UCITS armonizzato · Domicilio Irlanda
Dati ufficiali aggiornati al 31 marzo 2026 (composizione e settori) e al giugno 2026 (patrimonio). Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF. I rendimenti per anno solare sono dati di mercato.
L’iShares MSCI India UCITS ETF è lo strumento più diffuso, in Europa, per investire nella borsa indiana: con un solo acquisto si compra un paniere di oltre 160 tra le maggiori aziende dell’India, dalle grandi banche come HDFC e ICICI al colosso Reliance, fino ai campioni dell’informatica come Infosys e TCS. È la scommessa su quella che molti considerano la grande storia di crescita dei prossimi decenni: il Paese più popoloso del mondo, giovane e in rapida espansione.
In questa scheda lo analizziamo a fondo — composizione reale, costi, rischi e tassazione italiana — con dati ufficiali sempre datati. E affrontiamo subito il punto che lo rende speciale per molti investitori: è un modo per puntare sull’India senza la Cina. Chi possiede un ETF sui mercati emergenti si ritrova un’esposizione dominata da Cina e Taiwan; chi vuole invece scommettere specificamente sull’India, evitando il rischio cinese, trova qui lo strumento giusto. Ma ci sono anche insidie — un costo elevato e il nodo della valuta — che è bene conoscere.
1. Scheda sintetica del fondo
| Nome completo | iShares MSCI India UCITS ETF USD (Acc) |
|---|---|
| ISIN | IE00BZCQB185 |
| Ticker su Borsa Italiana | NDIA |
| Altri ticker | QDV5 (Xetra) |
| Indice replicato | MSCI India |
| Costo annuo (TER) | 0,65% (elevato) |
| Metodo di replica | Fisica a replica totale (full replication) |
| Politica dei proventi | Accumulazione (proventi reinvestiti) |
| Valuta del fondo | USD (sottostante in rupie indiane) |
| Domicilio | Irlanda |
| UCITS / armonizzato | Sì (UCITS, armonizzato) |
| Patrimonio (AUM) | oltre 4 miliardi di euro (al giugno 2026) |
| Numero di titoli | oltre 160 |
| Data di lancio | 24 maggio 2018 |
2. La tesi: la «prossima Cina»?
La tesi d’investimento sull’India è tra le più affascinanti del momento. Con oltre 1,4 miliardi di abitanti, l’India ha da poco superato la Cina come Paese più popoloso del mondo, ma con una differenza cruciale: la sua popolazione è molto più giovane. Mentre molte grandi economie invecchiano, l’India ha una forza lavoro in crescita e una classe media in espansione, due ingredienti classici di una lunga fase di sviluppo economico.
A questo si aggiungono una grande tradizione nei servizi informatici (l’India è la «back office» tecnologica del mondo, con colossi come Infosys e TCS), un sistema democratico e istituzionale relativamente stabile, e politiche degli ultimi anni orientate a digitalizzazione, infrastrutture e attrazione di investimenti produttivi. Molti vedono l’India come «la prossima Cina»: il Paese che, partendo da un reddito pro capite ancora basso, potrebbe vivere decenni di crescita rapida. È una tesi di lungo periodo, strutturale, che guarda ai prossimi vent’anni più che al prossimo trimestre. Come tutte le grandi storie di crescita, però, va distinta dalla domanda chiave per l’investitore: a che prezzo si compra questa crescita?
Un aspetto spesso sottovalutato è la rivoluzione digitale indiana. Negli ultimi anni il Paese ha costruito un’infrastruttura tecnologica pubblica unica al mondo: un sistema di identità digitale che copre quasi l’intera popolazione e un sistema di pagamenti istantanei diffusissimo, che hanno portato centinaia di milioni di persone dentro il sistema bancario e dei consumi formali in pochissimo tempo. Questa «inclusione» di massa è uno dei motori che spiegano perché il settore finanziario pesi così tanto nell’indice: man mano che gli indiani aprono conti, accendono prestiti e usano servizi finanziari, le banche e le società di credito crescono con loro. È un esempio di come la crescita demografica si traduca, concretamente, in crescita per alcune aziende quotate.
3. India senza la Cina: perché esiste questo ETF
Veniamo alla ragione per cui questo ETF esiste accanto ai più comuni ETF sui mercati emergenti. Un classico ETF sugli emergenti (come quelli che replicano l’indice MSCI o FTSE Emerging Markets) è dominato da Cina e Taiwan, che insieme valgono spesso oltre la metà del paniere; l’India vi compare, ma come una fetta minoritaria. Chi compra un ETF emergenti, quindi, sta facendo soprattutto una scommessa sulla Cina.
Molti investitori, però, vogliono l’esatto contrario: esporsi all’India evitando la Cina, per ragioni che vanno dal rischio geopolitico al desiderio di puntare su una storia di crescita più «giovane» e meno matura. Questo ETF risponde proprio a questa esigenza: è una scommessa pura sull’India, al 100%, senza diluizione. È il suo principale motivo d’essere e il modo corretto di collocarlo: non un sostituto di un ETF emergenti, ma un suo complemento mirato, per chi vuole sovrappesare specificamente l’India. Va da sé che questa purezza ha un prezzo in termini di rischio: tutte le uova in un solo Paese.
Il confronto con la Cina è anche concettuale, e aiuta a capire l’attrattiva dell’India. La Cina è un’economia più grande e matura, ma con sfide note: una popolazione che invecchia e ha iniziato a calare, un peso dello Stato sull’economia che spaventa molti investitori esteri, e un rapporto teso con l’Occidente. L’India offre, agli occhi di chi la sceglie, un profilo diverso: più giovane, democratica, con un’economia più orientata al mercato interno e relazioni più distese con Stati Uniti ed Europa. Non significa che l’India sia «migliore» come investimento — la Cina, proprio perché meno amata, è anche molto più economica in termini di valutazioni — ma spiega perché molti investitori vogliano oggi un’esposizione all’India separata e distinta da quella cinese.
4. Composizione: banche, Reliance e i campioni dell’IT
Al 31 marzo 2026 il fondo deteneva oltre 160 titoli, una buona ampiezza che lo rende, al suo interno, più diversificato di molti ETF tematici. Le prime dieci posizioni valgono circa il 36% del fondo: una concentrazione moderata, decisamente inferiore a quella di un ETF settoriale. In testa ci sono le grandi banche private — HDFC Bank e ICICI Bank — e il conglomerato Reliance Industries, l’azienda simbolo dell’imprenditoria indiana, attiva dall’energia alle telecomunicazioni al commercio.
Seguono il gigante delle telecomunicazioni Bharti Airtel, i campioni dei servizi informatici Infosys e Tata Consultancy Services, la Mahindra & Mahindra (auto e mezzi agricoli) e la Larsen & Toubro (grandi costruzioni e infrastrutture). È un ritratto fedele dell’economia indiana di oggi: un mix di finanza, consumi interni, energia, infrastrutture e tecnologia dei servizi. La composizione viene aggiornata periodicamente; i pesi indicati sono quelli alla data di riferimento.
| # | Società | Paese | Peso |
|---|---|---|---|
| 1 | HDFC Bank | Finanza | 6.83% |
| 2 | Reliance Industries | Conglomerato | 6.71% |
| 3 | ICICI Bank | Finanza | 5.23% |
| 4 | Bharti Airtel | Telecom | 3.76% |
| 5 | Infosys | Tecnologia/IT | 3.33% |
| 6 | Mahindra & Mahindra | Auto/industria | 2.26% |
| 7 | Axis Bank | Finanza | 2.20% |
| 8 | Larsen & Toubro | Costruzioni/industria | 1.94% |
| 9 | Bajaj Finance | Finanza | 1.85% |
| 10 | Tata Consultancy Services | Tecnologia/IT | 1.75% |
5. Ripartizione settoriale: un’economia «domestica»
La ripartizione settoriale conferma il profilo del Paese. Il settore più pesante è di gran lunga la finanza (banche e società finanziarie), che da sola vale oltre un quinto del fondo: è il riflesso di un’economia in cui l’accesso al credito e i servizi bancari si stanno diffondendo rapidamente tra centinaia di milioni di persone. Seguono i beni di consumo discrezionali (l’auto, i consumi della classe media in crescita), l’energia (con Reliance in testa) e l’industria legata a infrastrutture e costruzioni.
È un profilo molto diverso da quello di un indice tecnologico americano: qui non dominano i giganti del software o dei chip, ma le banche, i consumi interni e l’industria di un Paese in via di sviluppo. È, in sostanza, una scommessa sulla crescita dell’economia reale indiana — sulla sua urbanizzazione, sui suoi consumi, sulle sue infrastrutture — più che su un singolo tema globale. Questa natura «domestica» è importante: rende il fondo legato alle vicende interne dell’India più che ai cicli tecnologici mondiali.
6. Il primo avvertimento: le valutazioni elevate
Arriviamo al primo grande avvertimento. La storia di crescita dell’India è così conosciuta e popolare che il mercato indiano tende a essere «caro»: le sue azioni scambiano spesso a multipli di valutazione elevati rispetto ad altri mercati emergenti e talvolta persino rispetto a quelli sviluppati. In altre parole, gran parte delle ottime prospettive future è già incorporata nei prezzi.
Questo ha una conseguenza pratica fondamentale: una grande economia che cresce non si traduce automaticamente in un grande investimento azionario, se si compra a prezzi troppo alti. Se le aspettative, già generose, dovessero essere deluse anche solo in parte, le correzioni possono essere brusche. Lo ha mostrato il 2025, chiuso in territorio negativo dopo anni di rialzi: un promemoria che nemmeno la migliore storia di crescita sale in linea retta. L’investitore deve quindi distinguere con lucidità due cose diverse: la sua fiducia nell’India come Paese (legittima) e la convenienza dell’India come investimento a un dato prezzo (tutta da valutare). Comprare «perché l’India crescerà» non basta: conta a quali valutazioni si entra.
Questo non vuol dire che il mercato indiano sia «da evitare» perché caro: significa che il momento e il modo dell’ingresso contano più che altrove. Storicamente i rendimenti di lungo periodo di un mercato dipendono molto dal prezzo a cui si è entrati: chi compra dopo forti rialzi, su valutazioni tirate, tende a ottenere rendimenti futuri più modesti, mentre chi entra dopo una correzione, quando i prezzi si sono raffreddati, parte avvantaggiato. Per un Paese strutturalmente «di moda» come l’India, ingressi graduali e pazienza sono particolarmente preziosi.
| 2025 | −8,76% |
|---|---|
| 2024 | +17,65% |
| 2023 | +15,48% |
| 2022 | −2,89% |
7. Il secondo avvertimento: il nodo della rupia
Il secondo grande nodo, troppo spesso ignorato, è la valuta. Qui la questione è doppia. Il fondo è denominato in dollari, quindi per l’investitore italiano c’è il consueto rischio di cambio euro/dollaro. Ma sotto il dollaro c’è la rupia indiana, ed è qui che si annida il problema strutturale: storicamente la rupia tende a indebolirsi nel tempo contro le valute forti, a causa di un’inflazione indiana mediamente più alta.
Che cosa significa in pratica? Che una parte della crescita delle azioni indiane, misurata in rupie, viene erosa dalla svalutazione della valuta quando il rendimento è convertito in euro. È un freno silenzioso ma persistente, che riduce il rendimento effettivo per chi investe dall’estero rispetto a quello «apparente» del mercato locale. Non annulla la tesi di crescita, ma la ridimensiona: è uno dei motivi per cui i rendimenti storici degli ETF sull’India in euro sono spesso inferiori a quanto ci si aspetterebbe guardando alla sola crescita economica del Paese. Tenerne conto è essenziale per avere aspettative realistiche.
8. Costi reali e alternative più economiche
Il costo annuo (TER) è dello 0,65%, decisamente elevato per un ETF: circa tre volte il costo di un ETF azionario mondiale e molto più di un ETF sull’S&P 500. È un tratto comune agli ETF su singoli Paesi emergenti, dove l’accesso ai mercati è più complesso e costoso — l’India, in particolare, ha storicamente imposto restrizioni agli investitori esteri, e l’ETF è prezioso proprio perché supera questi ostacoli — ma resta un costo che pesa sul rendimento di lungo periodo.
Esistono alternative più economiche: alcuni emittenti propongono ETF sull’India con costi sensibilmente inferiori, su indici leggermente diversi (per esempio FTSE invece di MSCI, con un numero di titoli e una composizione di poco differenti). Per un investimento di lungo periodo, su cui la differenza di costo si accumula anno dopo anno, vale la pena confrontare i prodotti disponibili: a parità di esposizione al Paese, un TER più basso lascia in tasca di più. La grande dimensione e liquidità di questo fondo restano comunque un vantaggio pratico in fase di acquisto e vendita.
9. I rischi (da leggere con attenzione)
Riassumiamo i rischi. Primo, il rischio di Paese unico: tutte le uova in un solo cesto, l’India, esposta alle sue vicende politiche, economiche e regolamentari. Secondo, le valutazioni elevate, che rendono il mercato vulnerabile a correzioni se le aspettative vengono deluse. Terzo, il doppio rischio di cambio (euro/dollaro e, sotto, la rupia che tende a indebolirsi).
A questi si aggiungono il costo elevato (0,65%), che agisce come una zavorra costante, e la volatilità tipica di un mercato emergente, che può attraversare ribassi anche profondi (il massimo calo storico del fondo ha superato il 40%). Va infine ricordato che le grandi storie di crescita richiedono pazienza: anche se la tesi di fondo si rivelasse corretta, il percorso può essere lungo e accidentato, con anni deludenti (come il 2025) inframmezzati ad anni brillanti. È uno strumento per chi ha un orizzonte davvero lungo e la capacità di non lasciarsi scoraggiare dalle fasi negative.
Un rischio più specifico riguarda la governance e la qualità delle aziende. Nei mercati emergenti, India inclusa, è più frequente trovare gruppi a controllo familiare o legati a singole figure imprenditoriali, con standard di trasparenza e tutela degli azionisti di minoranza non sempre allineati a quelli occidentali. Il vantaggio di un ETF, in questo senso, è che diluisce il rischio su oltre 160 società anziché concentrarlo su poche: una controversia o uno scandalo su un singolo gruppo, per quanto sgradevole, incide in misura limitata sul fondo. Resta comunque un elemento di cui essere consapevoli quando si investe in un mercato meno maturo, in cui le regole e la loro applicazione possono differire da quelle a cui si è abituati.
10. Che ruolo può avere in portafoglio
Il ruolo corretto di questo ETF è quello di posizione satellite: una quota contenuta che affianca un nucleo diversificato, per sovrappesare specificamente l’India in base alla convinzione nella sua storia di crescita. Ha senso soprattutto per chi possiede già un ETF azionario mondiale o sugli emergenti e vuole aggiungere una dose extra di India, evitando però la sovrapposizione: chi ha già un ETF emergenti possiede già una piccola fetta d’India, e questo strumento serve ad aumentarne il peso in modo mirato.
Va invece evitato l’uso come unico investimento azionario: un solo Paese emergente è troppo concentrato e volatile per fare da fondamenta di un portafoglio. Data la natura ciclica e le valutazioni elevate, un ingresso graduale (con versamenti periodici) è particolarmente sensato, perché aiuta a non concentrare l’acquisto in un momento di prezzi alti e a mediare nel tempo. E vale la pena ripeterlo: la decisione va presa guardando non solo alla crescita attesa del Paese, ma anche al prezzo a cui la si compra e al costo annuo che si sostiene.
Una riflessione utile riguarda anche il «dosaggio» rispetto a quanta India si ha già. Chi possiede un ETF azionario mondiale ne ha pochissima (l’India pesa poco negli indici globali); chi ha un ETF emergenti ne ha un po’ di più. Aggiungere questo strumento serve a portare il peso complessivo dell’India a un livello che rispecchi la propria convinzione — per esempio una quota volutamente superiore a quella «di mercato». L’importante è fissare quel livello in anticipo e con la testa, non lasciarlo decidere all’entusiasmo del momento o all’ultima notizia letta: è la differenza tra una scelta di portafoglio ragionata e una scommessa impulsiva.
11. Tassazione italiana
Sul piano fiscale, l’iShares MSCI India è un ETF UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda che investe in azioni: per il residente fiscale italiano valgono le regole degli ETF azionari. Le plusvalenze realizzate alla vendita sono tassate al 26%. Non si applica l’aliquota agevolata del 12,5%, riservata ai titoli di Stato white list e quindi agli ETF obbligazionari governativi.
Vale la consueta asimmetria fiscale: il guadagno è «reddito di capitale», le perdite sono «redditi diversi». In pratica, non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; le minusvalenze che eventualmente generi vendendolo in perdita finiscono nello «zainetto fiscale» e sono utilizzabili solo contro redditi diversi (plusvalenze su azioni singole, certificati o ETC) entro quattro anni. Su un mercato volatile come quello indiano, dove le perdite temporanee non sono rare, è un meccanismo da conoscere.
La classe ad accumulazione offre un vantaggio: non distribuendo dividendi, non genera tassazione durante il possesso, e il 26% si applica solo alla vendita, differendo l’imposta — utile su un investimento di lungo periodo come questo. Sugli adempimenti, con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che applica anche l’imposta di bollo dello 0,2% annuo, e non devi indicare nulla nel quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione delle plusvalenze.
Esempio pratico
Un esempio numerico. Investi 6.000 euro e, dopo diversi anni, rivendi a 9.000: la plusvalenza è di 3.000 euro, tassata al 26% per 780 euro, netto 2.220. Se avessi 1.000 euro di minusvalenze pregresse da altri ETF, con un ETF armonizzato non potresti usarle per ridurre quei 780 euro. Attenzione, inoltre, che quei 9.000 euro finali dipendono non solo dall’andamento delle azioni indiane, ma anche dal cambio: una rupia più debole e un euro più forte possono ridurre sensibilmente il risultato in euro rispetto alla performance «locale» del mercato indiano. È il motivo per cui, su questo strumento, le aspettative vanno calibrate con prudenza.
12. Conclusione
L’iShares MSCI India UCITS ETF è lo strumento di riferimento per chi crede nella grande storia di crescita dell’India e vuole esporvisi in modo puro, senza la Cina: ampio, liquido e capiente, dà accesso a un mercato altrimenti difficile da raggiungere. È una scommessa di lungo periodo affascinante, ma da maneggiare con realismo: il costo elevato (0,65%), le valutazioni spesso care, il freno strutturale della rupia e la concentrazione su un solo Paese ne fanno uno strumento per posizioni satellite, non per le fondamenta del portafoglio.
La domanda giusta non è «l’India crescerà?» — probabilmente sì — ma «a che prezzo e con quali costi compro questa crescita, e quanto peso ha senso darle nel mio portafoglio?». Trattato come una piccola posizione satellite consapevole, con orizzonte molto lungo e ingresso graduale, può avere senso per chi vuole sovrappesare l’India. Per gli aspetti fiscali — asimmetria delle minusvalenze, quadro RW, scelta tra accumulazione e distribuzione — vale la pena approfondire con le nostre guide dedicate o con un professionista. In definitiva, l’India può avere un posto in un portafoglio ben costruito, ma come piccola scommessa di lungo periodo fatta a mente fredda, non come inseguimento dell’ultima grande storia di cui tutti parlano.
Domande frequenti
Perché scegliere un ETF sull'India invece di uno sui mercati emergenti?
Un ETF sugli emergenti è dominato da Cina e Taiwan, con l’India come fetta minoritaria. Un ETF specifico sull’India è una scommessa pura sul Paese, al 100%, senza la Cina. Ha senso come complemento mirato per chi vuole sovrappesare l’India, non come sostituto di un ETF emergenti.
Perché costa così tanto (0,65%)?
Gli ETF su singoli Paesi emergenti hanno costi più alti, perché l’accesso ai loro mercati è più complesso; l’India, in particolare, ha storicamente imposto restrizioni agli investitori esteri. L’ETF è prezioso perché supera questi ostacoli, ma il costo elevato pesa sul rendimento di lungo periodo: esistono alternative più economiche da valutare.
Qual è il problema della rupia?
La rupia indiana tende storicamente a indebolirsi nel tempo contro le valute forti, per via di un’inflazione più alta. Questo erode una parte della crescita delle azioni indiane quando il rendimento è convertito in euro. È un freno silenzioso che riduce il rendimento effettivo per l’investitore estero rispetto a quello del mercato locale.
Il mercato indiano è caro?
Spesso sì: la popolarità della storia di crescita indiana porta le sue azioni a scambiare a valutazioni elevate, con gran parte delle prospettive future già nei prezzi. Una grande economia che cresce non garantisce un buon investimento se si compra troppo caro: il 2025, chiuso in negativo dopo anni di rialzi, lo ha ricordato.
Come è tassato in Italia?
Come un ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26%, senza l’aliquota del 12,5%. Vale l’asimmetria fiscale (i guadagni non si compensano con le minusvalenze pregresse). Essendo ad accumulazione, l’imposta si paga solo alla vendita. Con intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca; con broker estero servono RW e IVAFE.
Altre schede ETF
Confronta questo fondo con le altre analisi complete della nostra sezione ETF:
- Vanguard LifeStrategy 60% Equity (VNGA60) — Multi-asset «all-in-one»
- Vanguard LifeStrategy 80% Equity (VNGA80) — Multi-asset «all-in-one»
- Vanguard LifeStrategy 40% Equity (VNGA40) — Multi-asset «all-in-one»
- Vanguard LifeStrategy 20% Equity (VNGA20) — Multi-asset «all-in-one»
- Vanguard FTSE All-World (VWCE) — Azionario mondiale
- Vanguard FTSE All-World distrib. (VWRL) — Azionario mondiale (distribuzione)
- Vanguard S&P 500 (VUAA) — Azionario USA
- Vanguard S&P 500 distrib. (VUSA) — Azionario USA (distribuzione)
- Vanguard ESG Global All Cap (V3AA) — Azionario mondiale ESG
- Vanguard FTSE North America (VNRA) — Azionario USA + Canada
- Vanguard FTSE Developed World (VHVE) — Azionario sviluppati
- Vanguard FTSE Developed Europe (VEUR) — Azionario Europa
- Vanguard FTSE Japan (VJPA) — Azionario Giappone
- Vanguard Dev. Asia Pacific ex Japan (VAPX) — Azionario Asia-Pacifico
- Vanguard All-World High Dividend Yield (VHYL) — Azionario dividendi
- Vanguard FTSE Emerging Markets — Azionario emergenti
- Vanguard Global Aggregate Bond — Obbligazionario globale
- Vanguard EUR Eurozone Gov Bond — Titoli di Stato euro
- Vanguard USD Treasury Bond (VDTE) — Titoli di Stato USA
- Vanguard EUR Corporate Bond (VECA) — Obbligazionario societario euro
- Vanguard USD Corporate Bond — Obbligazionario societario
- Vanguard USD EM Government Bond — Obbligazionario emergenti
- Global X Uranium — Uranio e nucleare
- Global X Copper Miners — Rame ed elettrificazione
- Global X Defence Tech — Difesa e riarmo
- Global X Lithium & Battery Tech — Litio e batterie
- Global X Hydrogen — Idrogeno
- Global X Cybersecurity — Sicurezza informatica
- Global X Robotics & AI — Robotica e automazione
- Global X Silver Miners — Argento
- Global X Renewable Energy — Energia rinnovabile
- Global X Solar (RAYZ) — Energia solare
- Global X Clean Water (AQWA) — Acqua / infrastrutture idriche
- Global X Data Center REITs — Infrastrutture digitali / AI
- Global X Blockchain — Blockchain / criptovalute
- Global X Cloud Computing — Software cloud
- Global X Video Games & Esports — Videogiochi / esports
- iShares Physical Gold ETC (oro) — Oro fisico (ETC)
- Xtrackers EUR Overnight Rate (XEON) — Monetario / liquidità
- iShares Nasdaq 100 (CSNDX) — Azionario tech USA
- iShares Core MSCI World (SWDA) — Azionario mondiale (sviluppati)
- VanEck Semiconductor (SMH) — Azionario semiconduttori
- iShares Core EURO STOXX 50 — Azionario eurozona
- iShares Global Clean Energy (INRG) — Energia pulita (tematico)
- iShares EUR High Yield Bond (IHYG) — Obbligazionario high yield
- iShares MSCI World Small Cap (WSML) — Azionario small cap mondiale
- iShares Physical Silver ETC (argento) — Argento fisico (ETC)
- VanEck Gold Miners (GDX) — Minatori d’oro
- iShares Italy Govt Bond (BTP) — Titoli di Stato Italia
- JPMorgan Global Equity Premium Income (JEPG) — Azionario «da reddito» (covered call)
- iShares MSCI China — Azionario Cina
- iShares Bitcoin ETP (IB1T) — Bitcoin / cripto (ETP)
- iShares MSCI World Momentum Factor — Azionario fattoriale (smart beta)
- iShares MSCI EM ex-China — Azionario emergenti (no Cina)
- iShares Core S&P 500 (CSPX/SXR8) — Azionario USA
- iShares MSCI World Minimum Volatility — Azionario fattoriale (difensivo)
- iShares $ Treasury Bond 0-1yr (IB01) — Liquidità / monetario USD
- iShares MSCI World Quality Factor — Azionario fattoriale (qualità)
- iShares MSCI Brazil — Azionario Brasile
- SPDR S&P US Dividend Aristocrats — Azionario dividendi (crescita)
- iShares MSCI World Value Factor — Azionario fattoriale (valore)
- iShares S&P 500 Health Care — Azionario settoriale (sanità USA)
- iShares MSCI Mexico — Azionario Messico
- iShares Core MSCI EM IMI — Azionario emergenti (completo)
- iShares S&P 500 Financials — Azionario settoriale (finanza USA)
- iShares Global Infrastructure — Infrastrutture / beni reali
- iShares S&P 500 Energy — Azionario settoriale (energia USA)
- iShares MSCI Japan EUR Hedged — Azionario Giappone (cambio coperto)
- iShares MSCI Saudi Arabia — Azionario emergente (Arabia Saudita)
- iShares S&P 500 Information Technology — Azionario settoriale (tech USA)
- iShares Developed Markets Property Yield (REIT) — Immobiliare quotato (REIT globale)
- iShares S&P 500 Industrials — Azionario settoriale (industria USA)
- iShares S&P 500 Consumer Staples — Azionario settoriale (beni di prima necessità USA)
- iShares S&P 500 Utilities — Azionario settoriale (utility USA)
- iShares MSCI Turkey — Azionario emergente (Turchia)
- iShares S&P 500 Consumer Discretionary — Azionario settoriale (consumi voluttuari USA)
- iShares S&P 500 Communication — Azionario settoriale (comunicazioni USA)
- iShares S&P 500 Materials — Azionario settoriale (materiali USA)
- iShares MSCI Poland — Azionario Paese singolo (Polonia, emergente)
- HSBC MSCI Indonesia — Azionario Paese singolo (Indonesia, emergente)
- Oro fisico EUR hedged (WisdomTree) — Materia prima (oro fisico, coperto cambio)
- iShares MSCI South Africa — Azionario Paese singolo (Sudafrica, emergente)
- iShares MSCI World Multifactor — Azionario fattoriale (multifattore mondiale)
- Xtrackers FTSE Vietnam — Azionario Paese singolo (Vietnam, frontiera)
- iShares Diversified Commodity (Bloomberg) — Materie prime (paniere diversificato)
- Xtrackers AI & Big Data (XAIX) — Azionario tematico (intelligenza artificiale)
- Amundi MSCI Greece — Azionario Paese singolo (Grecia, emergente)
- Amundi MSCI Switzerland — Azionario Paese singolo (Svizzera, sviluppato)
- iShares Global Timber & Forestry — Tematico (foreste e legname, asset reale)
- iShares EUR Green Bond — Obbligazionario ESG (green bond, euro)
- iShares MSCI Korea — Azionario Paese singolo (Corea del Sud)
- iShares Euro Inflation Linked Govt Bond — Obbligazionario (titoli di Stato indicizzati inflazione)
- Xtrackers MSCI Nordic — Azionario regionale (Scandinavia, sviluppato)
- iShares Core FTSE 100 — Azionario Paese singolo (Regno Unito)
- Xtrackers CSI 300 (Cina A-shares) — Azionario Paese singolo (Cina onshore)
- iShares Nasdaq US Biotechnology — Azionario tematico (biotech)
- iShares Ageing Population — Azionario tematico (silver economy)
- iShares Agribusiness — Azionario tematico (filiera del cibo)
- L&G Battery Value-Chain — Azionario tematico (catena batterie)
- WisdomTree Physical Platinum — ETC metallo prezioso (platino)
- SPDR Global Convertible Bond (EUR hedged) — Obbligazionario ibrido (convertibili)
- SPDR Russell 2000 US Small Cap — Azionario small cap (USA)
- VanEck Global Wide Moat — Azionario strategia (economic moat)
- iShares STOXX Europe 600 Banks — Azionario settore (banche europee)
- iShares EM Local Government Bond — Obbligazionario emergenti (valuta locale)
- Xtrackers S&P 500 Equal Weight — Azionario strategia (S&P 500 equipesato)
- WisdomTree Physical Palladium — ETC metallo prezioso (palladio)
- VanEck Global Fallen Angel High Yield — Obbligazionario strategia (fallen angels)
- VanEck Space Innovators — Azionario tematico (economia dello spazio)
- Xtrackers MSCI World ex USA — Azionario sviluppato (mondo SENZA USA)
- WisdomTree Carbon — ETC materia prima (prezzo CO2 europeo)
- Invesco AT1 Capital Bond — Obbligazionario bancario (AT1/CoCo)
- JPMorgan US Equity Premium Income (JEPI) — Azionario reddito (covered call USA)
- WisdomTree Physical Ethereum — ETP cripto (Ethereum)
- Invesco Preferred Shares — Azioni privilegiate USA (ibrido)
- WisdomTree Agriculture — ETC materie prime agricole (cibo)
- KraneShares CSI China Internet (KWEB) — Azionario tematico (internet cinese)
- iShares US Mortgage Backed Securities — Obbligazionario USA (agency MBS)
- Global X Nasdaq 100 Covered Call (QYLD) — Azionario reddito (covered call estrema)
- iShares USD Floating Rate Bond — Obbligazionario tasso variabile (FRN)
- WisdomTree Brent Crude Oil — ETC materia prima (petrolio Brent)
- iShares European Property Yield — Azionario settore (immobiliare Europa)
- Xtrackers MSCI Thailand — Azionario emergente (Thailandia)
- iShares MSCI EMU Small Cap — Azionario Eurozona (small cap)
- iShares MSCI Japan Small Cap — Azionario Giappone (small cap)
- iShares Euro Covered Bond — Obbligazionario garantito (covered bond)
- iShares J.P. Morgan EM Corporate Bond — Obbligazionario emergente (corporate)
- iShares Asia Property Yield — Azionario settore (immobiliare Asia)
- iShares $ Treasury Bond 20+yr (IDTL) — Obbligazionario governativo USA (lungo)
- iShares $ High Yield Corp Bond (IHYU) — Obbligazionario high yield (USA)
- iShares MSCI EM Small Cap — Azionario emergente (small cap)
- iShares MSCI World Islamic — Azionario mondiale (Sharia-compliant)
- SPDR S&P Euro Dividend Aristocrats (SPYW) — Azionario reddito (dividend aristocrats Eurozona)
- iShares China CNY Bond — Obbligazionario governativo (Cina, yuan)
- 21Shares Solana Staking ETP — ETP cripto (Solana)
- iShares MSCI Canada — Azionario paese (Canada)
- Franklin FTSE Taiwan — Azionario paese (Taiwan)
- WisdomTree Global Quality Dividend Growth — Azionario globale (qualita’/dividend growth)
- iShares MSCI Australia — Azionario paese (Australia)
- Xtrackers MSCI Singapore — Azionario paese (Singapore)
- iShares USD TIPS — Obbligazionario di Stato USA (anti-inflazione)
- Xtrackers Spanish Equity — Azionario paese (Spagna)
- VanEck Junior Gold Miners — Azionario settoriale (miniere oro junior)
- iShares JPM USD EM Bond EUR Hedged — Obbligazionario sovrano emergente (coperto EUR)
- WisdomTree Europe Defence — Azionario tematico (difesa europea)
- VanEck Uranium & Nuclear Technologies — Azionario tematico (filiera nucleare)
- Amundi Global Luxury — Azionario tematico (lusso globale)
- iShares Electric Vehicles & Driving Technology — Azionario tematico (auto elettrica/guida)
- iShares JPM USD EM Corp Bond EUR Hedged — Obbligazionario CORPORATE emergente (coperto EUR)
- WisdomTree Industrial Metals — ETC commodity (metalli industriali)
- iShares EUR AAA CLO Active — Obbligazionario credito strutturato (CLO AAA)
- iShares Core DAX — Azionario paese (Germania)
- iShares FTSE MIB — Azionario paese (Italia)
- Amundi CAC 40 — Azionario paese (Francia)
- iShares AEX — Azionario paese (Olanda)
- iShares US Aggregate Bond — Obbligazionario IG USA (all-in-one)
Quale ETF sull’India scegliere?
Confrontiamo gli ETF India UCITS — Nifty 50 vs MSCI India vs FTSE India, costo, replica fisica o sintetica, rischio rupia e fiscalità — e quando un ETF India serve davvero (spoiler: l’India è già nei tuoi emergenti).
Vuoi esporti al Vietnam con un ETF?
Esiste un solo ETF Vietnam UCITS, ed è una scommessa frontier: replica sintetica (swap), volatilità estrema, rischio cambio. Spieghiamo l’unico prodotto disponibile, i rischi e quando ha senso una piccola posizione satellite.