Approfondimento

iShares MSCI Korea: analisi (ISIN IE00B5W4TY14)

in
iShares MSCI Korea: analisi (ISIN IE00B5W4TY14)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026

iShares MSCI Korea UCITS ETF: analisi completa (ISIN IE00B5W4TY14)

Scheda completa dell’ETF sulla Borsa coreana: la scommessa «ad alto ottano» sui chip di memoria per l’IA (Samsung + SK hynix ~meta’ indice), il «Korea discount» e la riforma Value-up, le anime auto/difesa/nucleare e la tassazione italiana. Dati ufficiali datati.

  • TER 0,65% · Accumulazione · in USD
  • Samsung + SK hynix ~meta’ (memoria per l’IA)
  • Tema «Korea discount» + riforma Value-up
  • Anche auto, difesa, nucleare · volatile

Dati ufficiali aggiornati al 31 maggio 2026 (composizione) e al giugno 2026 (patrimonio). Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF.

L’iShares MSCI Korea UCITS ETF permette di investire, con un solo acquisto, nella Borsa sudcoreana: le maggiori aziende quotate della Corea del Sud. In un colpo solo si comprano i due giganti mondiali dei chip di memoria, Samsung e SK hynix, i campioni dell’auto Hyundai e Kia, le grandi banche e i nuovi protagonisti della difesa (Hanwha) e del nucleare (Doosan) di una delle economie più avanzate e tecnologiche dell’Asia.

In questa scheda lo analizziamo a fondo — composizione, costi, rischi e tassazione italiana — con dati ufficiali sempre datati. E lo facciamo con un angolo preciso, perché la Corea è un mercato pieno di paradossi e molto più interessante di quanto sembri. Primo paradosso: è un Paese all’apparenza «noioso» (industria, auto, elettronica) che è in realta’ una delle scommesse più «ad alto ottano» sull’intelligenza artificiale, perché Samsung e SK hynix — che insieme pesano quasi la meta’ dell’indice — producono i chip di memoria indispensabili all’IA, la cui domanda è esplosa. Secondo paradosso: le aziende coreane, pur eccellenti, trattano da sempre a prezzi scontati, un fenomeno così noto da avere un nome — il «Korea discount» — legato a vecchi problemi di governance, e oggi al centro di una grande riforma. Terzo: la Corea è un’economia avanzatissima, ma i mercati la classificano ancora «emergente». Capire questi tre paradossi è la chiave per usare bene questo ETF.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completo iShares MSCI Korea UCITS ETF USD (Acc)
ISIN IE00B5W4TY14
Ticker CSKR / IQQK
Indice replicato MSCI Korea 20/35
Costo annuo (TER) 0,65%
Metodo di replica Fisica a replica totale
Politica dei proventi Accumulazione (proventi reinvestiti)
Valuta del fondo USD (dollaro USA)
Esposizione geografica Corea del Sud (singolo Paese, emergente per MSCI)
Domicilio Irlanda
UCITS / armonizzato Sì (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM) circa 780 milioni di euro (al giugno 2026)
Numero di titoli circa 80
Data di lancio 24 agosto 2010
In sintesi: la Borsa coreana in un acquisto. Paese «noioso» che è una scommessa «ad alto ottano» sui CHIP DI MEMORIA per l’IA (Samsung 28% + SK hynix 18% = ~meta’ indice). + tema «Korea discount»/riforma Value-up. + auto/difesa/nucleare. TER 0,65% acc, in USD.

2. La scommessa sulla memoria (l’hardware «nascosto» dell’IA)

Partiamo dalla scommessa principale, perché definisce tutto il resto: la memoria. Guardando dentro il fondo (al 31 maggio 2026), la concentrazione è impressionante: Samsung Electronics pesa circa il 28% e SK hynix circa il 18%: insieme, questi due soli nomi valgono quasi la meta’ dell’intero indice coreano. E non sono due aziende qualunque: sono i due maggiori produttori al mondo (insieme alla americana Micron) di chip di memoria, cioè dei semiconduttori che conservano ed elaborano i dati. Comprare «la Corea», quindi, significa in larghissima parte comprare la memoria.

Perché questo è così importante oggi? Perché l’esplosione dell’intelligenza artificiale ha fatto schizzare la domanda di memoria. Addestrare e far funzionare i grandi modelli di IA richiede di tenere «in memoria» quantità colossali di dati, e sono nati chip speciali ad altissima velocita’ (la cosiddetta «memoria ad alta larghezza di banda», o HBM) diventati improvvisamente preziosissimi e di cui Samsung e soprattutto SK hynix sono tra i pochi produttori al mondo. Ecco perché un ETF «noioso» sulla Corea è, in realta’, una delle scommesse più dirette e «ad alto ottano» sull’hardware dell’IA. C’è però un rovescio fondamentale: il settore della memoria è storicamente ciclico all’estremo, fatto di violenti alti e bassi (periodi di carenza con prezzi alle stelle e profitti record, alternati a periodi di sovrapproduzione con prezzi crollati e perdite). Questo rende l’indice coreano molto volatile: vola quando il ciclo della memoria è favorevole, crolla quando si inverte. Chi compra la Corea deve sapere che sta comprando, in gran parte, questa scommessa ciclica sui chip.

# Società Paese Peso
1 Samsung Electronics Chip, elettronica, smartphone 27.98%
2 SK hynix Chip di memoria 17.82%
3 Samsung Electronics (pref.) Azioni di risparmio 3.29%
4 Hyundai Motor Auto 2.68%
5 KB Financial Group Banca 2.32%
6 SK Square Holding tech/investimenti 1.95%
7 Hanwha Aerospace Difesa e aerospazio 1.89%
8 Doosan Enerbility Energia/nucleare 1.86%
9 Shinhan Financial Banca 1.73%
10 Kia Auto 1.53%
Prime 10 posizioni (al 31 maggio 2026)Samsung Electronics28.0%SK hynix17.8%Samsung Electronics (pref.)3.3%Hyundai Motor2.7%KB Financial Group2.3%SK Square1.9%Hanwha Aerospace1.9%Doosan Enerbility1.9%Shinhan Financial1.7%Kia1.5%
Pesi delle prime 10 posizioni. Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF, dati al 31 maggio 2026.
Settore prevalente Tecnologia ~54%
Classificazione Mercato emergente (MSCI)
Titoli circa 80
Da ricordare: Samsung + SK hynix = ~meta’ indice, due dei maggiori produttori mondiali di chip di MEMORIA (il «cibo» dell’IA, boom HBM). Comprare la Corea = comprare la memoria. MA la memoria è un settore ESTREMAMENTE ciclico → ETF molto volatile.

3. Il «Korea discount» e la riforma «Value-up»

Veniamo al secondo paradosso, il più affascinante per chi cerca «valore»: il «Korea discount» (lo sconto coreano). È un fatto noto da decenni: le aziende sudcoreane, pur essendo spesso eccellenti, leader mondiali e molto profittevoli, trattano in Borsa a prezzi sistematicamente più bassi rispetto alle equivalenti di altri Paesi. Le loro azioni «costano poco» rispetto agli utili che producono. Perché? Le ragioni sono soprattutto di governance: l’economia coreana è dominata dai «chaebol», i grandi conglomerati a controllo familiare (Samsung, Hyundai, SK, LG), spesso gestiti con strutture societarie complesse e intricate partecipazioni incrociate, e storicamente poco attenti agli interessi dei piccoli azionisti (scarsi dividendi, decisioni a vantaggio della famiglia controllante). Questa scarsa «cultura dell’azionista» ha tenuto a lungo le valutazioni depresse.

Oggi però, e questa è la parte interessante, qualcosa si sta muovendo. Sull’esempio di quanto fatto con successo dal Giappone (che ha lanciato una grande riforma della governance aziendale facendo volare la sua Borsa), anche la Corea ha avviato un programma — soprannominato «Value-up» — per migliorare il trattamento degli azionisti, spingere le aziende ad alzare i dividendi, a riacquistare azioni proprie e a snellire le strutture societarie. L’obiettivo dichiarato è proprio quello di ridurre il «Korea discount». Se la riforma avesse successo come quella giapponese, le valutazioni coreane potrebbero rivalutarsi in modo significativo, a beneficio di chi investe oggi. È una scommessa affascinante — comprare un mercato «a sconto» nel momento in cui prova a eliminare le ragioni dello sconto — ma va presa per quello che è: una speranza di riforma, il cui esito e i cui tempi sono incerti. La governance dei chaebol non si cambia in un giorno.

Da ricordare: le azioni coreane trattano a SCONTO cronico (il «Korea discount») per la governance dei «chaebol» (conglomerati familiari poco attenti ai piccoli azionisti). La riforma «Value-up» (modello Giappone) prova a ridurlo: se riesce, rivalutazione. Ma esito incerto.

4. Le altre anime: auto, difesa, nucleare, navi

Oltre ai chip e al tema del «discount», l’indice coreano ha altre anime che vale la pena conoscere, perché raccontano un’economia industriale completa e sorprendentemente dinamica. La prima è l’automobile: Hyundai e Kia sono ormai tra i maggiori costruttori al mondo, molto competitivi anche nell’auto elettrica, e rappresentano una solida fetta dell’export coreano. La seconda, emersa con forza negli ultimi anni, è la difesa: la Corea del Sud è diventata uno dei maggiori esportatori di armi del mondo, con aziende come Hanwha Aerospace (obici, sistemi d’arma) che vendono a mezzo pianeta, cavalcando l’ondata di riarmo globale; è uno dei temi più caldi e in crescita del listino.

La terza anima è l’energia e il nucleare, con Doosan Enerbility, attiva nella costruzione di centrali (incluse quelle nucleari, tema tornato d’attualita’ con la domanda di energia dell’IA) e nei macchinari pesanti. Ci sono poi le grandi banche (KB Financial, Shinhan), parte del tema «Value-up» (sono tra le aziende più spinte ad alzare i dividendi), e le holding tecnologiche. Il ritratto è quello di un’economia industriale ed esportatrice di altissimo livello: chip, auto, difesa, nucleare, navi (la Corea è leader mondiale anche nella cantieristica). È un mercato molto più completo e moderno di tanti emergenti «classici», anche se resta dominato, nei numeri, dai due giganti della memoria. Questa varietà è un punto di forza, ma non deve far dimenticare che il baricentro — e quindi la sorte dell’ETF — resta saldamente ancorato a Samsung e SK hynix.

Da ricordare: oltre ai chip, un’economia industriale completa: auto (Hyundai/Kia, forti anche nell’elettrico), DIFESA (Hanwha Aerospace, export d’armi in boom), nucleare/energia (Doosan), banche (nel Value-up), navi. Varietà = pregio, ma il baricentro resta sui due chip.

5. I rischi: ciclo memoria, geopolitica, won, riforma

I rischi di questo ETF sono significativi e coerenti con la sua natura. Il primo è la fortissima concentrazione: con quasi meta’ dell’indice in due aziende (Samsung e SK hynix), la sorte del fondo dipende in misura enorme dal ciclo della memoria. E quel ciclo, come abbiamo visto, è tra i più volatili dell’intera economia: un’inversione (sovrapproduzione, calo dei prezzi dei chip) può far crollare i profitti dei due giganti e, con essi, l’ETF. Chi compra la Corea compra, di fatto, una scommessa molto concentrata e ciclica sui semiconduttori di memoria.

Il secondo rischio è geopolitico, e qui è particolarmente serio: la Corea del Sud vive sotto la costante minaccia della Corea del Nord (un vicino nucleare e imprevedibile), ed è profondamente esposta alle tensioni tra Stati Uniti e Cina (la Cina è un mercato e un fornitore chiave, ma anche un rivale, e la Corea è al centro della guerra tecnologica sui chip). Il terzo è la dipendenza dall’export: l’economia coreana vive di esportazioni (chip, auto, navi), il che la rende molto sensibile alla salute dell’economia mondiale e a eventuali dazi. Il quarto è il rischio valutario: la valuta coreana, il won, è relativamente volatile; poiché il fondo è in dollari, l’investitore italiano è esposto a un doppio rischio di cambio (won e dollaro). Infine, c’è il rischio che la riforma «Value-up» deluda: se i chaebol resistessero al cambiamento, il «Korea discount» potrebbe restare, e con esso la frustrazione di un mercato eternamente «a sconto». In sintesi: grande potenziale, ma volatilita’ e rischi elevati.

Da capire bene: concentrazione estrema sui due chip (ciclo memoria volatilissimo), rischi geopolitici SERI (Corea del Nord, tensione USA-Cina sui chip), dipendenza export, doppio cambio (won+dollaro), rischio che la riforma «Value-up» deluda.

6. Corea, emergenti, semiconduttori, Giappone: come usarla

Veniamo alla precisazione di sempre, qui importante per non comprare la stessa cosa due volte. Comprare la Corea significa fare una scommessa satellite molto specifica, non costruire il nucleo del portafoglio. Rispetto a un ETF sui mercati emergenti o, ancor più, a un ETF «emergenti senza Cina» (che analizziamo a parte): attenzione, perché la Corea vi pesa moltissimo (è spesso la prima o seconda posizione di quegli indici). Chi possiede già un ETF emergente, soprattutto «ex-Cina», ha già una grande dose di Corea (e di Samsung/SK hynix): aggiungere questo ETF significa raddoppiare quella scommessa. È il rischio di cannibalizzazione più insidioso da evitare.

Rispetto a un ETF sui semiconduttori (che analizziamo a parte): c’è una forte sovrapposizione, perché quello contiene Samsung e SK hynix, ma sono cose diverse — l’ETF sui chip è una scommessa globale e pura sui semiconduttori (con TSMC, NVIDIA, ASML), questo è una scommessa su un Paese intero (in cui i chip dominano, ma c’è anche auto, difesa, banche, nucleare). Chi vuole solo i chip sceglie l’ETF sui semiconduttori; chi vuole la Corea — con la sua tesi del «Value-up» e le sue altre anime (difesa, auto) — sceglie questo. Rispetto al vicino Giappone: sono due storie diverse, ma legate dal tema della riforma della governance (il Giappone l’ha già fatta con successo, la Corea ci sta provando con il «Value-up»). Affiancare la Corea a un portafoglio ha senso per chi crede specificamente nella sua doppia tesi — la memoria per l’IA e la riduzione del Korea discount — ed è consapevole di non averla già in dose massiccia altrove; mai come unico mattone.

7. Per chi ha senso (e per chi no)

Per chi ha senso, dunque, questo ETF? Ha senso per l’investitore con una tesi precisa sulla Corea e con buona tolleranza al rischio: chi crede nel boom della memoria per l’IA (e vuole scommetterci tramite i suoi maggiori produttori, Samsung e SK hynix) e/o nella riuscita della riforma «Value-up» che potrebbe finalmente ridurre il «Korea discount» e rivalutare un mercato storicamente a buon prezzo. È adatto a chi apprezza un’economia industriale e tecnologica completa (chip, auto, difesa, nucleare, navi) e vuole una scommessa «di valore» con un potenziale catalizzatore. Può servire anche a chi vuole un’esposizione mirata all’hardware dell’IA da un angolo diverso (la memoria, non i chip logici).

Ha invece meno senso per l’investitore prudente o per chi cerca un mattone «core»: per quello restano un ETF mondiale o un ampio emergente. Ha poco senso, soprattutto, per chi ha già un ETF emergente (specie «ex-Cina») o sui semiconduttori, perché avrebbe già una forte dose di Corea e rischierebbe di raddoppiarla. Ha poco senso per chi non è disposto a convivere con l’estrema ciclicita’ della memoria, con i seri rischi geopolitici (Corea del Nord, tensione USA-Cina sui chip), con il doppio rischio di cambio (won e dollaro) e con la possibilità che la riforma «Value-up» deluda. Come ogni scommessa su un singolo Paese, va inserita con misura — una quota satellite, mai il nucleo — e con piena consapevolezza che si tratta di uno strumento volatile e concentrato. Usata così, come tassello convinto su una doppia tesi affascinante (memoria IA + riforma), è uno strumento interessante; comprata d’impulso, espone alle violente oscillazioni del ciclo dei chip.

8. Replica, costi e la classificazione (emergente o no?)

Sul piano tecnico, il fondo adotta una replica fisica a replica totale (compra effettivamente le azioni quotate a Seul), è domiciliato in Irlanda, è UCITS armonizzato e ad accumulazione (i proventi sono reinvestiti). Il costo annuo (TER) è dello 0,65%: un livello relativamente alto, tipico dei fondi single-country sui mercati emergenti. Il fondo ha buone dimensioni (circa 780 milioni di euro) ed è liquido, negoziabile su Borsa Italiana. L’indice (MSCI Korea 20/35) applica dei tetti al peso dei singoli titoli — il maggiore non può superare il 35%, gli altri il 20% — proprio per evitare che Samsung domini del tutto; ma, come mostrano i numeri, la concentrazione sui due giganti della memoria resta comunque elevatissima.

La valuta del fondo è il dollaro, ma le aziende sottostanti guadagnano in won coreani: l’investitore italiano è quindi esposto a un doppio passaggio valutario (won verso dollaro, dollaro verso euro). Va segnalata una curiosita’ che riguarda la Corea: i grandi provider di indici la classificano in modo contrastante. MSCI (l’indice qui seguito) la considera ancora un mercato «emergente», mentre altri (come FTSE) la classificano già «sviluppata». È una delle anomalie più note del settore: la Corea è un’economia avanzatissima, e una sua eventuale promozione definitiva a mercato sviluppato anche da parte di MSCI potrebbe attirare nuovi capitali. Esistono diversi ETF sulla Corea di vari emittenti (alcuni su indice MSCI, altri FTSE, ad accumulazione o distribuzione): chi è interessato può confrontarli, tenendo presente che la sostanza — la forte concentrazione sui chip di memoria — non cambia.

9. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, l’iShares MSCI Korea è un ETF azionario UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda: per l’investitore italiano valgono le regole degli ETF azionari, identiche a quelle di un qualunque altro ETF su azioni. Il fatto che investa in un Paese classificato «emergente» non cambia nulla: cio’ che conta è che sia armonizzato (UCITS), e lo è. Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai titoli di Stato white list.

Vale la consueta asimmetria degli ETF armonizzati: il guadagno è «reddito di capitale», la perdita è «reddito diverso». In pratica non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; e le minusvalenze che generi finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro altri redditi diversi entro quattro anni. Su uno strumento volatile come questo, dove le oscillazioni (anche al ribasso, nei cicli negativi della memoria) possono essere ampie, è un aspetto importante da tenere d’occhio. La classe ad accumulazione offre il consueto vantaggio del differimento: non distribuendo dividendi, il fondo li reinveste e non genera tassazione durante il possesso; il 26% si applica solo alla vendita.

Sul fronte operativo: con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca (preleva il 26% e applica il bollo dello 0,2%, senza obblighi dichiarativi); con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu in dichiarazione, con il quadro RW (monitoraggio) e l’IVAFE (0,2%), oltre alla gestione del doppio rischio di cambio (won e dollaro).

Esempio pratico

Un esempio numerico. Investi 10.000 euro in questo ETF e, dopo qualche anno in cui il ciclo della memoria è stato favorevole (boom della domanda di chip per l’IA) e la riforma «Value-up» ha cominciato a ridurre il «Korea discount», rivendi a 14.000: la plusvalenza è di 4.000 euro, tassata al 26% per 1.040 euro, non riducibili con minusvalenze pregresse (asimmetria). Se invece avessi venduto durante un’inversione del ciclo dei chip (quando i prezzi della memoria crollano e i profitti di Samsung e SK hynix svaniscono), la perdita sarebbe potuta essere notevole, e la minusvalenza sarebbe finita nello zainetto. Attenzione: il risultato finale in euro dipende molto anche dal cambio (won e dollaro), che può amplificare o erodere il risultato «di Borsa».

Da ricordare: ETF azionario armonizzato: 26% sulle plusvalenze, asimmetria minusvalenze (zainetto 4 anni), differimento grazie all’accumulazione. Doppio rischio di cambio (won + dollaro). Con broker estero RW e IVAFE.

10. Conclusione

L’iShares MSCI Korea è lo strumento per scommettere, con un solo acquisto, su una delle economie più avanzate e tecnologiche dell’Asia — un mercato pieno di paradossi. È un Paese all’apparenza «noioso» che è in realta’ una delle scommesse più «ad alto ottano» sull’IA, perché Samsung e SK hynix — quasi meta’ dell’indice — producono i chip di memoria indispensabili all’intelligenza artificiale. Ed è un mercato storicamente «a sconto» (il «Korea discount», legato alla governance dei chaebol) che oggi prova a eliminare le ragioni di quello sconto con la riforma «Value-up», sul modello giapponese. A questo si aggiungono altre anime di prim’ordine: auto (Hyundai, Kia), difesa (Hanwha), nucleare (Doosan), navi.

Va però trattato per quello che è: una scommessa concentrata, ciclica e volatile. La sua sorte dipende in misura enorme dal ciclo della memoria (uno dei più altalenanti dell’economia), e pesano su di essa seri rischi geopolitici (Corea del Nord, tensione USA-Cina sui chip), la dipendenza dall’export, il doppio rischio di cambio (won e dollaro) e la possibilità che la riforma «Value-up» deluda. Ed è cruciale non raddoppiarla: chi ha già un ETF emergente (specie «ex-Cina») o sui semiconduttori possiede già molta Corea. Sul piano fiscale è un normale ETF azionario armonizzato (26% sulle plusvalenze, asimmetria, differimento grazie all’accumulazione). Per capire quanto spazio dare a una scommessa su un singolo Paese, vale la pena consultare le nostre altre schede o un professionista. La sintesi: la Corea è una delle scommesse single-country più intriganti — una doppia tesi su memoria per l’IA e riforma della governance — ma proprio per la sua estrema concentrazione e ciclicita’ va dosata con misura, come tassello satellite convinto e mai come nucleo del portafoglio, con un occhio sempre vigile al ciclo della memoria e ai progressi, o ai ritardi, della riforma «Value-up».

Domande frequenti

Perché' un ETF «sulla Corea» e' in realta' una scommessa sui chip?

Perché Samsung (~28%) e SK hynix (~18%) pesano insieme quasi meta’ dell’indice, e sono due dei maggiori produttori al mondo di chip di MEMORIA, la cui domanda è esplosa con l’IA (la memoria conserva i dati su cui l’IA lavora). Comprare la Corea = comprare in gran parte la memoria per l’IA. Ma la memoria è un settore molto ciclico.

Cos'e' il «Korea discount»?

È il fatto che le azioni coreane trattano da decenni a prezzi sistematicamente più bassi rispetto agli utili che producono, per problemi di governance: l’economia è dominata dai «chaebol» (conglomerati familiari) poco attenti ai piccoli azionisti. Oggi la riforma «Value-up» (sul modello Giappone) prova a ridurlo, alzando dividendi e migliorando la governance.

La Corea e' un mercato emergente o sviluppato?

Dipende dal provider: MSCI (l’indice qui seguito) la classifica ancora «emergente», mentre FTSE la considera già «sviluppata». È una nota anomalia: la Corea è un’economia avanzatissima. Una eventuale promozione definitiva anche da MSCI potrebbe attirare nuovi capitali.

Ho già' un ETF emergente o sui semiconduttori: posso aggiungerlo?

Attenzione al raddoppio. La Corea pesa moltissimo negli ETF emergenti (specie «ex-Cina») e Samsung/SK hynix sono in tutti gli ETF sui semiconduttori. Aggiungere questo ETF a quelli significa raddoppiare la stessa scommessa. Ha senso solo se vuoi DELIBERATAMENTE più Corea e non ce l’hai già in dose massiccia.

Come e' tassato in Italia?

Come un normale ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26%, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze (zainetto 4 anni). Essendo ad accumulazione, l’imposta si paga solo alla vendita. Con broker estero servono RW e IVAFE. Doppio rischio di cambio (won e dollaro).

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.

Altre schede ETF

Confronta questo fondo con le altre analisi complete della nostra sezione ETF:

AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.