WisdomTree Brent Crude Oil ETC: analisi completa (ISIN JE00B78CGV99)
Scheda completa dell’ETC sul prezzo del petrolio Brent: come funziona, perché non è come comprare azioni petrolifere, l’insidia del costo di roll (contango) e la tassazione italiana. Dati ufficiali datati.
- TER 0,49% · ETC · accumulazione
- Il PREZZO del petrolio Brent (non le aziende)
- Volatilita’ estrema (~43%) + costo di roll
- ETC → plusvalenze COMPENSABILI (moat fiscale)
Dati ufficiali aggiornati al giugno 2026 (patrimonio e caratteristiche). Fonte: WisdomTree (scheda ufficiale) e justETF. La volatilita’ è indicativa e varia nel tempo. Il trattamento fiscale dell’ETC va confermato con il proprio intermediario.
Il WisdomTree Brent Crude Oil è uno strumento (tecnicamente un ETC, Exchange Traded Commodity) che permette di investire nel prezzo del petrolio — nello specifico il Brent, il greggio del Mare del Nord che è il principale punto di riferimento mondiale per il prezzo dell’«oro nero» (il prezzo del petrolio che si sente al telegiornale è quasi sempre il Brent o il suo «cugino» americano, il WTI). L’ETC replica un indice basato sui futures sul Brent, offrendo un’esposizione «pura» all’andamento del prezzo del greggio, senza dover comprare azioni di compagnie petrolifere. È uno strumento grande (circa 840 milioni di euro di patrimonio) e di lunga storia.
In questa scheda lo analizziamo a fondo — cosa contiene, costi, rischi e tassazione italiana — con dati ufficiali sempre datati, e con un angolo molto preciso. Perché investire nel petrolio attira molti (è la materia prima più «iconica» e seguita al mondo), ma è anche uno strumento estremo e insidioso, pieno di trappole tecniche. La prima cosa da capire è che questo non è un ETF su aziende petrolifere (come Shell o ExxonMobil): non si comprano azioni ne’ si incassano dividendi. Si compra direttamente il prezzo del greggio, una materia prima notoriamente volatilissima (oscillazioni del 40% l’anno sono normali) e mossa da forze geopolitiche imprevedibili (OPEC, guerre, crisi mediorientali). La seconda — e più subdola — è un difetto tecnico tipico degli ETC sul petrolio: il «costo di roll» dei futures, che può erodere il rendimento in modo sorprendente, facendo perdere soldi all’investitore anche quando il prezzo del petrolio non scende. Capire entrambe le cose è essenziale prima di considerare questo strumento.
1. Scheda sintetica dello strumento
| Nome completo | WisdomTree Brent Crude Oil (ETC) |
|---|---|
| ISIN | JE00B78CGV99 |
| Ticker | OOEA / BRNT |
| Indice replicato | Bloomberg Brent Crude (futures) |
| Sottostante | Futures sul greggio Brent |
| Costo annuo (TER) | 0,49% |
| Tipo di strumento | ETC (Exchange Traded Commodity) |
| Metodo di replica | Sintetica (swap), futures con rolling |
| Politica dei proventi | Accumulazione (niente cedole) |
| Domicilio | Jersey |
| Patrimonio (AUM) | circa 840 milioni di euro (al giugno 2026) |
| Volatilita' (1 anno) | circa 43% (estrema) |
| Rischio «firma» | Costo di roll (contango) |
| Data di lancio | gennaio 2012 |
2. Cosa compri (il prezzo, non le aziende)
Partiamo dal capire cosa si compra davvero, perché qui l’equivoco è immediato. Questo ETC non investe in aziende: non contiene azioni di compagnie petrolifere, raffinerie o distributori. Contiene direttamente il prezzo del greggio Brent, tramite contratti futures. In pratica, è una scommessa sul fatto che il prezzo del petrolio salga. Il prezzo del greggio è uno dei più importanti e seguiti dell’economia mondiale, perché il petrolio è alla base di tutto: trasporti, industria, plastica, riscaldamento, agricoltura. È mosso da un equilibrio delicato e spesso turbolento tra domanda (legata alla crescita economica mondiale: più l’economia tira, più energia serve) e offerta, quest’ultima controllata in larga parte dall’OPEC+ (il «cartello» dei grandi Paesi produttori, guidato da Arabia Saudita e Russia, che decide quanto petrolio immettere sul mercato). A questo si aggiungono i fattori geopolitici: guerre, tensioni in Medio Oriente, sanzioni, crisi possono far schizzare il prezzo in poche ore.
Capire che si tratta di una materia prima (e non di un’azienda) implica due caratteristiche tecniche cruciali. La prima è che il petrolio non genera reddito: non «paga dividendi» ne’ «cedole». Il rendimento dipende solo dal fatto che il prezzo salga (a differenza di un’azione petrolifera, che intanto ti paga dividendi mentre la tieni). La seconda — e qui sta la grande insidia — è il meccanismo dei futures. Poiché l’ETC non può immagazzinare fisicamente milioni di barili di petrolio (servirebbero giganteschi depositi), investe in contratti a termine che vanno periodicamente «rinnovati» (rolling): quando un contratto sta per scadere, lo si vende e se ne compra uno con scadenza più lontana. Il problema è che, per il petrolio, i contratti a scadenza più lontana costano spesso più di quelli vicini (situazione detta «contango»): in pratica, a ogni rinnovo, si vende basso e si compra alto, perdendo un po’ di valore. Su lunghi periodi, questo «costo di roll» può erodere pesantemente il rendimento — al punto che il valore dell’ETC può scendere anche se il prezzo «spot» (immediato) del petrolio è rimasto fermo o è addirittura salito. È il difetto più importante — e più frainteso — degli ETC sul petrolio.
| OPEC+ (Arabia, Russia e alleati) | decidono quanto petrolio produrre → offerta |
|---|---|
| Geopolitica (Medio Oriente, guerre) | tensioni/conflitti fanno schizzare il prezzo |
| Ciclo economico mondiale | più crescita = più domanda di energia |
| Dollaro USA | il greggio si prezza in dollari (cambio rilevante) |
3. Dentro lo strumento: volatilita’ estrema e contango
Cosa significa, in pratica, possedere questo ETC (dati al 31 maggio 2026)? Significa avere un’esposizione diretta e «pura» al prezzo del petrolio Brent, con tutto cio’ che comporta in termini di volatilita’ estrema. L’oscillazione storica del petrolio è intorno al 40-45% annuo: oltre tre volte quella di un’azionario mondiale, tra le più alte di qualunque asset «mainstream». Il petrolio può raddoppiare in pochi mesi (durante una guerra o uno shock dell’offerta) o dimezzarsi altrettanto in fretta (durante una recessione o una guerra dei prezzi tra produttori). È uno strumento per cui le emozioni forti sono garantite: non è affatto un investimento «tranquillo».
Il prezzo del Brent è mosso da fattori spesso imprevedibili e «non finanziari». Le decisioni dell’OPEC+ (tagliare o aumentare la produzione) possono ribaltare il mercato in un giorno. La geopolitica — una guerra in Medio Oriente, una crisi nello stretto di Hormuz (da cui passa gran parte del petrolio mondiale), sanzioni contro un grande produttore — può far impennare il prezzo. Il ciclo economico mondiale conta moltissimo (in recessione, la domanda di energia crolla e il prezzo scende). E c’è il dollaro (il petrolio si prezza in dollari). A questo quadro già turbolento si aggiunge il costo di roll (il contango), che lavora «silenziosamente» contro l’investitore di lungo periodo. La conseguenza pratica è importante: il petrolio può essere un’ottima scommessa tattica e di breve termine (per cavalcare uno shock geopolitico o una ripresa della domanda), ma è un pessimo investimento «da comprare e tenere» a lungo, proprio per via dell’erosione da roll e dell’assenza di reddito. È uno strumento specialistico, da maneggiare con grande cautela e consapevolezza dei suoi meccanismi.
| Indice | Bloomberg Brent Crude (futures) |
|---|---|
| Sottostante | Futures sul greggio Brent |
| Volatilita' (1 anno) | circa 43% (estrema) |
4. Perché investirci (e perché di breve termine)
Perché investire nel prezzo del petrolio? Le ragioni sono essenzialmente tattiche. La prima è scommettere su uno shock dell’offerta o su una ripresa della domanda: chi prevede una guerra in una regione petrolifera, un taglio della produzione OPEC, o una forte ripresa economica mondiale, può usare il petrolio per scommettere su un rialzo del prezzo. La seconda è la copertura dall’inflazione: il petrolio è una delle componenti più importanti dell’inflazione (incide su trasporti, energia, beni), e un’esposizione al greggio può aiutare a difendere il portafoglio quando l’inflazione (specie quella «da energia») sale — come è accaduto nel 2022. La terza è la diversificazione: il petrolio ha un andamento spesso poco correlato ad azioni e obbligazioni, e in certe fasi (shock energetici) può salire mentre il resto scende, facendo da contrappeso.
Va detto, però, con la massima onesta’, che il petrolio è un investimento difficile e quasi sempre perdente sul lungo periodo, per tre motivi. Il primo è il già visto costo di roll (contango), che erode il rendimento nel tempo: storicamente, chi ha comprato un ETC sul petrolio e l’ha tenuto per anni ha spesso ottenuto risultati deludenti, anche con il prezzo del greggio stabile. Il secondo è l’assenza di reddito: il petrolio non paga nulla, quindi non c’è alcun «interesse» a sostenere il rendimento (a differenza di un’azione petrolifera, che paga dividendi). Il terzo, di lungo periodo, è la transizione energetica: il mondo sta (lentamente) cercando di ridurre la dipendenza dal petrolio, un fattore strutturale che pesa sulle prospettive di lunghissimo termine del greggio. Per tutte queste ragioni, il petrolio andrebbe usato — se mai — come scommessa tattica, di breve termine e in piccola dose, da chi ha una view precisa (geopolitica o ciclica) sul prezzo. Non è uno strumento «da cassettista», ne’ un investimento di lungo periodo: chi lo tratta come tale rischia di essere eroso silenziosamente dal contango e dalla volatilita’.
5. I rischi: volatilita’, contango, geopolitica
I rischi di questo ETC sono elevati e di natura particolare. Il primo è la volatilita’ estrema (~40-45% annuo): il petrolio può raddoppiare o dimezzarsi in pochi mesi. Non è uno strumento per stomaci deboli. Il secondo, e il più subdolo, è il costo di roll (contango): il rinnovo periodico dei futures può erodere pesantemente il rendimento, facendo perdere valore all’ETC anche con il prezzo del petrolio fermo o in lieve rialzo. È la trappola che coglie di sorpresa la maggior parte degli investitori «fai-da-te» nel petrolio. Il terzo è il rischio geopolitico: il prezzo dipende da decisioni (OPEC) ed eventi (guerre, crisi) imprevedibili, fuori da qualsiasi analisi finanziaria.
Il quarto è l’assenza di reddito: il petrolio non paga nulla, quindi tutto il rendimento deve venire dal rialzo del prezzo (al netto del costo di roll che lo erode). Il quinto è il rischio di mercato «ciclico»: in recessione, la domanda di energia crolla e il petrolio scende bruscamente (è pro-ciclico, un cattivo «rifugio» nelle crisi economiche). Il sesto è il rischio valutario (il greggio è in dollari). Il settimo, più di lungo periodo, è la transizione energetica (un freno strutturale). E va ricordato l’episodio storico ed estremo dell’aprile 2020, quando — in piena pandemia — il prezzo del petrolio (WTI) arrivo’ addirittura in territorio negativo per un giorno, un evento senza precedenti che mostro’ quanto questo mercato possa diventare «folle». Per tutte queste ragioni, il petrolio va trattato come una scommessa tattica, di breve termine e in dose minima (denaro che ci si può permettere di rischiare), mai come un pilastro o un investimento «da tenere». È uno degli strumenti più insidiosi tra quelli accessibili al risparmiatore.
6. Petrolio (ETC) vs azioni petrolifere vs commodity ampie
Veniamo alla precisazione fondamentale, perché qui l’equivoco è fortissimo e molto comune. Questo ETC non è un ETF sul settore energetico o sulle compagnie petrolifere (di cui parliamo a parte): la differenza è radicale. Un ETF sul settore energia contiene azioni di aziende — i colossi del petrolio come Shell, ExxonMobil, TotalEnergies, Chevron — e investi nei loro profitti. Quelle aziende: 1) pagano dividendi (spesso generosi), quindi ti remunerano mentre le tieni; 2) sono diversificate (fanno estrazione, raffinazione, distribuzione, e sempre più anche rinnovabili); 3) possono prosperare anche con il prezzo del petrolio stabile (tagliando costi, crescendo, innovando); 4) non soffrono il costo di roll dei futures. Questo ETC, invece, ti espone direttamente al prezzo del greggio: niente aziende, niente dividendi, solo il prezzo del petrolio che sale o scende — con in più l’erosione da contango. Sono due investimenti completamente diversi sullo stesso tema («il petrolio»), con profili di rischio e rendimento molto differenti.
Questa distinzione è cruciale nella scelta. Chi crede in un rialzo del petrolio ma vuole un investimento più «sano» (con dividendi, diversificazione, senza il costo di roll) dovrebbe guardare alle azioni petrolifere (l’ETF sul settore energia), che storicamente, sul lungo periodo, hanno dato risultati molto migliori di un ETC sul greggio. Questo ETC, invece, ha senso solo per una scommessa tattica e pura sul prezzo del barile, di breve termine. Un secondo confronto è con gli ETC su materie prime «ampie» (di cui pure trattiamo): quelli contengono un paniere completo (energia, metalli, agricoltura), diversificando; questo è concentratissimo sul solo petrolio. In un portafoglio, il WisdomTree Brent Crude Oil ha quindi un ruolo molto circoscritto: scommessa «satellite» tattica e di breve termine sul prezzo del greggio (per chi ha una view geopolitica o ciclica precisa), in dose minima. Non è un sostituto delle azioni energetiche (tutt’altra cosa, e di norma migliori per il lungo periodo), ne’ un investimento «di lungo periodo»: è uno strumento tattico ed estremo, da maneggiare con la massima prudenza.
7. Per chi ha senso (e per chi no)
Per chi ha senso, dunque, questo ETC? Ha senso, in modo molto circoscritto, per l’investitore esperto che vuole fare una scommessa tattica e di breve termine sul prezzo del petrolio: chi ha una view precisa (per esempio prevede uno shock dell’offerta, una crisi geopolitica, o una ripresa della domanda) e vuole esprimerla in modo «puro», cavalcando un movimento del prezzo del greggio su orizzonti brevi. Ha senso, in piccola dose, come copertura tattica dall’inflazione «da energia» in fasi specifiche, o come diversificatore di breve periodo. Per questi usi tattici, è uno strumento efficiente, grande e liquido. Ma è fondamentale che chi lo usa comprenda i suoi meccanismi (volatilita’ estrema, costo di roll) e lo tratti per quello che è: una posizione «satellite» di breve termine, mai un investimento da tenere a lungo.
Ha invece poco o nessun senso per la maggior parte degli investitori. Non è adatto a chi cerca un investimento «da comprare e tenere»: il costo di roll (contango) erode il rendimento nel lungo periodo, e l’assenza di reddito non aiuta. Non è adatto a chi vuole esporsi al petrolio in modo «sano»: per quello, le azioni petrolifere (con dividendi e diversificazione) sono quasi sempre una scelta migliore. Non è adatto a chi non sopporta la volatilita’ estrema o non comprende il meccanismo dei futures. E soprattutto non è adatto come pilastro del portafoglio: è una scommessa tattica ed estrema, da dosare con grandissima misura. La regola d’oro: il petrolio (via ETC) è uno strumento tattico, di breve termine e per esperti — da usare solo con una view precisa, in dose minima, e con piena consapevolezza del costo di roll. Per un’esposizione di lungo periodo al tema dell’energia, le azioni del settore sono la strada maestra; questo ETC è per le scommesse «mordi e fuggi» sul prezzo del barile.
8. Struttura ETC, costi e il «rolling» (longer dated)
Sul piano tecnico, il WisdomTree Brent Crude Oil è un ETC (Exchange Traded Commodity) che replica l’indice Bloomberg Brent Crude (basato sui futures sul greggio Brent) tramite una replica sintetica (swap), con il consueto (piccolo) rischio di controparte. È domiciliato a Jersey (sede comune per gli ETC europei) ed è ad accumulazione (non distribuisce nulla: una materia prima non «stacca» cedole). Il costo annuo (TER) è dello 0,49%: in linea con gli ETC su materie prime. Il fondo è grande (circa 840 milioni di euro di patrimonio: è uno dei principali ETC sul petrolio in Europa) e di lunga storia (lanciato nel 2012): liquidità solida, a differenza di molti ETC di nicchia.
L’aspetto tecnico decisivo — lo ribadiamo perché è il vero «trucco» di questo strumento — è il «rolling» dei futures. Poiché non si può detenere fisicamente il petrolio, l’ETC investe in contratti a termine che vanno rinnovati di continuo; e poiché i contratti a scadenza lontana costano spesso più di quelli vicini (contango), a ogni rinnovo si perde un po’ di valore. Su lunghi periodi, questo costo può divorare il rendimento, facendo divergere (anche di molto) il valore dell’ETC dal prezzo «spot» del petrolio che si legge sui giornali. Esistono varianti pensate proprio per attenuare questo problema: in particolare una versione «longer dated» (che usa futures a scadenza più lontana, dove l’effetto contango è tipicamente minore), oltre a una versione a cambio coperto in euro per chi vuole eliminare il rischio dollaro. Per chiunque pensi di tenere un’esposizione al petrolio per più di poche settimane, valutare la versione «longer dated» (meno penalizzata dal roll) è spesso più sensato di questa «standard». La valuta di riferimento è il dollaro (il greggio si prezza in dollari a livello mondiale), con il consueto rischio di cambio per l’investitore italiano (salvo la classe coperta).
9. Tassazione italiana: il «moat» dell’ETC
Sul piano fiscale, il WisdomTree Brent Crude Oil è un ETC (Exchange Traded Commodity), non un ETF armonizzato. Questa differenza di «forma» giuridica ha una conseguenza fiscale interessante e favorevole. Le plusvalenze realizzate alla vendita di un ETC su materie prime rientrano tra i «redditi diversi» di natura finanziaria, tassati al 26%. Ma — ed è il punto — essendo «redditi diversi», sono compensabili con eventuali minusvalenze pregresse presenti nel tuo «zainetto fiscale» (perdite su azioni, altri ETC, certificati). È un vantaggio rispetto agli ETF armonizzati (come un ETF sulle azioni energetiche): con quelli vige l’asimmetria per cui il guadagno è «reddito di capitale» e non è compensabile con le minusvalenze. Con questo ETC, invece, un guadagno può essere «coperto» da perdite pregresse, riducendo o azzerando l’imposta.
È la stessa, preziosa caratteristica fiscale degli ETC sui metalli preziosi (oro, argento, platino), dell’ETC agricolo e di quello sul carbonio, di cui trattiamo in altre schede: gli ETC su materie prime sono uno dei pochi «mattoni» che permette di recuperare le minusvalenze accumulate. Per uno strumento così volatile come il petrolio, questa caratteristica è particolarmente rilevante: con un asset che oscilla del 40-45%, è realistico sia generare guadagni (compensabili) sia generare minusvalenze (che a loro volta entrano nello zainetto fiscale, utilizzabili contro altri redditi diversi entro quattro anni). Attenzione, però, alle solite cautele: la materia è tecnica, e conviene sempre confermare con il proprio intermediario come tratti fiscalmente lo specifico strumento (specie per gli ETC swap-based come questo).
Sul fronte operativo: con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca (applica la tassazione e il bollo dello 0,2%, e di norma gestisce la compensazione con lo zainetto, se disponibile); con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu, con il quadro RW (monitoraggio) e l’IVAFE (0,2%), oltre al rischio di cambio sul dollaro.
Esempio: il contango (e l’uso tattico corretto)
Un esempio per capire il costo di roll (contango). Immagina di comprare questo ETC convinto che il petrolio salira’. Passa un anno: il prezzo «spot» del Brent (quello che leggi sui giornali) è, diciamo, esattamente lo stesso di un anno fa — non è sceso. Ti aspetteresti che il tuo investimento sia rimasto piatto, giusto? Non è detto. Se durante l’anno il mercato è stato in «contango» (i futuri costavano più degli attuali), a ogni rinnovo dei contratti l’ETC ha perso un po’ di valore — e su dodici mesi quella perdita può sommarsi al 5-15% o più. Risultato: il prezzo del petrolio è fermo, ma il tuo ETC ha perso. È il «trucco» che coglie di sorpresa chi non lo conosce: nel petrolio, non basta indovinare la direzione del prezzo «spot», bisogna fare i conti anche con il costo di roll, che lavora silenziosamente contro di te.
Un secondo spunto riguarda l’uso tattico corretto. Immagina invece che scoppi una crisi geopolitica in Medio Oriente: il timore di un’interruzione delle forniture fa schizzare il prezzo del Brent del 30% in poche settimane. In questo caso, chi aveva una posizione tattica sull’ETC guadagna rapidamente, e — se è disciplinato — incassa il guadagno e esce (perché sa che tenere il petrolio a lungo lo esporrebbe al costo di roll). Questo è l’uso «giusto» del petrolio: una scommessa mordi-e-fuggi su uno shock di breve termine, non un investimento da tenere. La differenza tra il primo caso (perdita silenziosa da contango su un anno) e il secondo (guadagno tattico su uno shock) è la durata: il petrolio premia le scommesse brevi e punisce quelle lunghe. Il risultato in euro dipende anche dal cambio sul dollaro.
10. Conclusione
Il WisdomTree Brent Crude Oil è lo strumento per scommettere direttamente sul prezzo del petrolio (il Brent, benchmark mondiale del greggio) tramite un ETC, senza comprare azioni di compagnie petrolifere. È una scommessa «pura», estrema e tattica: il prezzo del petrolio è volatilissimo (~40-45% annuo), mosso da OPEC, geopolitica e ciclo economico, e imprevedibile. Soprattutto, soffre del «costo di roll» (contango): il difetto tecnico per cui l’ETC può perdere valore anche con il prezzo del petrolio fermo, erodendo il rendimento di lungo periodo. È uno degli strumenti più insidiosi per il risparmiatore.
Va capito per quello che è: una scommessa tattica, di breve termine e in dose minima, per esperti con una view precisa (geopolitica o ciclica) sul prezzo del barile — mai un investimento «da comprare e tenere» (il contango lo erode) ne’ un pilastro del portafoglio. È fondamentale distinguerlo dalle azioni petrolifere (l’ETF sul settore energia): quelle pagano dividendi, sono diversificate, non soffrono il roll e — storicamente — sul lungo periodo hanno reso molto di più; per un’esposizione «sana» al tema dell’energia sono quasi sempre la scelta migliore. Sul piano fiscale, questo ETC ha un vantaggio: essendo un ETC, le plusvalenze sono «redditi diversi» compensabili con minusvalenze pregresse (un «moat» utile, vista anche la volatilita’), da confermare con l’intermediario. Per capire se — e in quale piccola, tattica misura — possa servirti, vale la pena consultare le nostre altre schede (sul settore energia e sulle materie prime ampie) o un professionista. La sintesi: il petrolio (via ETC) è una scommessa «mordi e fuggi» sul prezzo del barile — affascinante e pericolosa, punita dal tempo (contango) — da maneggiare solo con piena consapevolezza e per orizzonti brevi.
Domande frequenti
Cosa compro esattamente con questo ETC?
Il PREZZO del petrolio Brent (il greggio benchmark mondiale), tramite futures. NON compri azioni di compagnie petrolifere (Shell, Exxon): niente dividendi, niente aziende. È una scommessa «pura» sul prezzo del barile, una delle materie prime più volatili al mondo (~40-45% annuo).
Cos'e' il «costo di roll» (contango) e perché' e' importante?
Poiché non si può detenere fisicamente il petrolio, l’ETC usa futures che vanno «rinnovati». Quando i contratti futuri costano più di quelli attuali (CONTANGO), a ogni rinnovo si perde un po’ di valore. Su lunghi periodi questo erode pesantemente il rendimento: l’ETC può SCENDERE anche col prezzo del petrolio FERMO. È la trappola n.1 del petrolio.
Meglio questo ETC o un ETF sulle azioni petrolifere?
Per il LUNGO periodo, quasi sempre le AZIONI petrolifere (settore energia): pagano dividendi, sono diversificate, NON soffrono il costo di roll, e storicamente hanno reso molto di più. Questo ETC ha senso SOLO per una scommessa TATTICA e di breve termine sul prezzo del barile (uno shock geopolitico, una ripresa della domanda).
Posso tenerlo a lungo termine?
Sconsigliato. Il costo di roll (contango) erode il rendimento nel tempo, il petrolio non paga reddito, ed è soggetto alla transizione energetica di lungo periodo. È uno strumento TATTICO e di breve termine, da usare in dose minima con una view precisa. Per il lungo periodo sull’energia, meglio le azioni del settore.
Come e' tassato in Italia?
È un ETC → plusvalenze «redditi diversi» al 26% COMPENSABILI con minusvalenze pregresse (a differenza di un ETF sulle azioni energetiche, armonizzato, dove il guadagno NON è compensabile). Stesso «moat» fiscale degli ETC su metalli/agricoltura/carbonio. Accumulazione, cambio dollaro. Da confermare con l’intermediario.
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- Xtrackers MSCI Nordic — Azionario regionale (Scandinavia, sviluppato)
- iShares Core FTSE 100 — Azionario Paese singolo (Regno Unito)
- Xtrackers CSI 300 (Cina A-shares) — Azionario Paese singolo (Cina onshore)
- iShares Nasdaq US Biotechnology — Azionario tematico (biotech)
- iShares Ageing Population — Azionario tematico (silver economy)
- iShares Agribusiness — Azionario tematico (filiera del cibo)
- L&G Battery Value-Chain — Azionario tematico (catena batterie)
- WisdomTree Physical Platinum — ETC metallo prezioso (platino)
- SPDR Global Convertible Bond (EUR hedged) — Obbligazionario ibrido (convertibili)
- SPDR Russell 2000 US Small Cap — Azionario small cap (USA)
- VanEck Global Wide Moat — Azionario strategia (economic moat)
- iShares STOXX Europe 600 Banks — Azionario settore (banche europee)
- iShares EM Local Government Bond — Obbligazionario emergenti (valuta locale)
- Xtrackers S&P 500 Equal Weight — Azionario strategia (S&P 500 equipesato)
- WisdomTree Physical Palladium — ETC metallo prezioso (palladio)
- VanEck Global Fallen Angel High Yield — Obbligazionario strategia (fallen angels)
- VanEck Space Innovators — Azionario tematico (economia dello spazio)
- Xtrackers MSCI World ex USA — Azionario sviluppato (mondo SENZA USA)
- WisdomTree Carbon — ETC materia prima (prezzo CO2 europeo)
- Invesco AT1 Capital Bond — Obbligazionario bancario (AT1/CoCo)
- JPMorgan US Equity Premium Income (JEPI) — Azionario reddito (covered call USA)
- WisdomTree Physical Ethereum — ETP cripto (Ethereum)
- Invesco Preferred Shares — Azioni privilegiate USA (ibrido)
- WisdomTree Agriculture — ETC materie prime agricole (cibo)
- KraneShares CSI China Internet (KWEB) — Azionario tematico (internet cinese)
- iShares US Mortgage Backed Securities — Obbligazionario USA (agency MBS)
- Global X Nasdaq 100 Covered Call (QYLD) — Azionario reddito (covered call estrema)
- iShares USD Floating Rate Bond — Obbligazionario tasso variabile (FRN)
- iShares European Property Yield — Azionario settore (immobiliare Europa)
- Xtrackers MSCI Thailand — Azionario emergente (Thailandia)
- iShares MSCI EMU Small Cap — Azionario Eurozona (small cap)
- iShares MSCI Japan Small Cap — Azionario Giappone (small cap)
- iShares Euro Covered Bond — Obbligazionario garantito (covered bond)
- iShares J.P. Morgan EM Corporate Bond — Obbligazionario emergente (corporate)
- iShares Asia Property Yield — Azionario settore (immobiliare Asia)
- iShares $ Treasury Bond 20+yr (IDTL) — Obbligazionario governativo USA (lungo)
- iShares $ High Yield Corp Bond (IHYU) — Obbligazionario high yield (USA)
- iShares MSCI EM Small Cap — Azionario emergente (small cap)
- iShares MSCI World Islamic — Azionario mondiale (Sharia-compliant)
- SPDR S&P Euro Dividend Aristocrats (SPYW) — Azionario reddito (dividend aristocrats Eurozona)
- iShares China CNY Bond — Obbligazionario governativo (Cina, yuan)
- 21Shares Solana Staking ETP — ETP cripto (Solana)
- iShares MSCI Canada — Azionario paese (Canada)
- Franklin FTSE Taiwan — Azionario paese (Taiwan)
- WisdomTree Global Quality Dividend Growth — Azionario globale (qualita’/dividend growth)
- iShares MSCI Australia — Azionario paese (Australia)
- Xtrackers MSCI Singapore — Azionario paese (Singapore)
- iShares USD TIPS — Obbligazionario di Stato USA (anti-inflazione)
- Xtrackers Spanish Equity — Azionario paese (Spagna)
- VanEck Junior Gold Miners — Azionario settoriale (miniere oro junior)
- iShares JPM USD EM Bond EUR Hedged — Obbligazionario sovrano emergente (coperto EUR)
- WisdomTree Europe Defence — Azionario tematico (difesa europea)
- VanEck Uranium & Nuclear Technologies — Azionario tematico (filiera nucleare)
- Amundi Global Luxury — Azionario tematico (lusso globale)
- iShares Electric Vehicles & Driving Technology — Azionario tematico (auto elettrica/guida)
- iShares JPM USD EM Corp Bond EUR Hedged — Obbligazionario CORPORATE emergente (coperto EUR)
- WisdomTree Industrial Metals — ETC commodity (metalli industriali)
- iShares EUR AAA CLO Active — Obbligazionario credito strutturato (CLO AAA)
- iShares Core DAX — Azionario paese (Germania)
- iShares FTSE MIB — Azionario paese (Italia)
- Amundi CAC 40 — Azionario paese (Francia)
- iShares AEX — Azionario paese (Olanda)
- iShares US Aggregate Bond — Obbligazionario IG USA (all-in-one)
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